FORZA ITALIA, ENAV TI ASPETTA - I “PENTITI” SPIEGANO LA LOTTIZZAZIONE E IL SISTEMA DELLE TANGENTI NELL’AZIENDA CONTROLLATA DALLO STATO (ANZI DALLA BASSA POLITICA) - IANNILLI: “DAVO 15MILA € AL MESE A FLORESTA DEL PDL PERCHÉ MI INFORMASSE IN ANTICIPO DI COSA SUCCEDEVA NEL CDA” - LE INFORMAZIONI DA MICCICHÈ, IL RUOLO CHIAVE DI MILANESE, LE MAZZETTE CHE DI LERNIA AVREBBE PAGATO IN LUSSEMBURGO A PUGLIESI, PRESIDENTE ENAV IN QUOTA UDC…

Francesco Grignetti per "la Stampa"

Era un domino impazzito, il carosello delle nomine di Enav e Finmeccanica. Lorenzo Borgogni, il manager vicino al presidentissimo Pier Francesco Guarguaglini, dice che era materia di Marco Milanese «in quanto era il rappresentante dell'azionista, il ministero dell'Economia».

IL GRANDE ELEMOSINIERE
Di sé dice che teneva i rapporti ufficiali e spiega in un'intervista a Panorama: «I rapporti con la politica rappresentano la norma; i singoli politici avevano interesse a mantenere i livelli occupazionali e ad agevolare lo sviluppo della nostra attività. In tale contesto, i rapporti con i vertici della politica erano gestiti direttamente dai vertici dell'azienda». Secondo i pentiti di quest'inchiesta - da Lorenzo Cola, il consulente personale di Guarguaglini, a Marco Iannilli, a Tommaso Di Lernia - il manager invece era un Grande Elemosiniere della politica e da questo ruolo occulto gliene veniva un enorme potere di influenza.

«Finmeccanica - ha spiegato Iannilli in un interrogatorio - condizionava le nomine dei componenti del consiglio di amministrazione di Enav attraverso Borgogni e i contatti politici di cui costui notoriamente disponeva. L'evidenza più eloquente di quanto dico è la nomina di Martini (Luigi, ex parlamentare di An, ndr) alla presidenza di Enav. Egli è uomo molto vicino a Borgogni e a Matteoli, che a loro volta sono tra loro vicini». Iannilli ha illustrato la lottizzazione di Enav: «Gabellini, chiamato il comunista, era espressione di un'area di sinistra, Piatti della Lega, Testa e Martini di An, Floresta del Pdl, Pugliesi dell'Udc, Griselli e Vallone non so. Vallone mi pare riferibile al centrosinistra».

Floresta, ex deputato di Forza Italia, entrato nel cda Enav nel luglio 2009, Iannilli lo aggancia presto. Gli promette un versamento da 15 mila euro al mese. «In ragione di tali rapporti con Floresta, seguivo in tutta la sua attività il cda. Venivo informato in anticipo dell'ordine del giorno delle sedute». Iannilli anticipa poi 300 mila euro per l'acquisto di una casa di Floresta in Egitto; compravendita mai perfezionata. L'operazione è pilotata da Cola, così come la compravendita a carissimo prezzo della barca di Marco Milanese o le transazioni immobiliari di Lorenzo Borgogni.

MICCICHÈ E I FONDI CIPE
Ebbene non meraviglia che Floresta si metta a disposizione della coppia Iannilli-Cola, ben sapendo del rapporto privilegiato di quest'ultimo con il vertice di Finmeccanica. Il 3 febbraio del 2010, Floresta chiama Iannilli e lo informa che sta per andare a pranzo con Gianfranco Micciché, allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al Cipe (il Comitato interministeriale di programmazione economica che gestisce alcuni miliardi di euro di investimenti all'anno, ndr).

Si vedranno al ristorante «Gallura» e Iannilli potrebbe presentarsi alle 14,30 per prendere un caffè con il potente sottosegretario. Segue telefonata di Iannilli al suo vero capo, Cola: «Alle due e mezza voleva farmi incontrare con Micciché. Ci posso andare o hai qualcosa in contrario?». «Eh, tu vai... vai.. però digli: Io sono operativo, ma tramite...». «Operativo?». «Tramite». «Sì». «Ok... E poi sarebbe il caso che torno con un'altra persona».

L'incontro avviene come da copione. Due ore dopo Floresta richiama Iannilli per i commenti. Iannilli: «Grazie di tutto, Ilario. Grazie anche per oggi». Floresta: «Oggi mi pare che sia stato un bell'incontretto». Ovviamente Iannilli s'è già precipitato a casa di Cola per informarlo.

Subito dopo chiama il suo amico Stefano Massimi e si vanta: «Quell'altro (Micciché, ndr) oggi a pranzo mi ha detto che per quanto riguarda tutti i riferimenti che riguardano il Cipe, le finanze di progetto, me vuole come interlocutore unico di tutto il gruppo... Perché ogni tanto se presenta qualcuno che non ce capisce un cazzo... so' un branco de mongoloidi... E questa è una cosa interessante, no?».

IL RACCONTO DELLE MAZZETTE
A proposito di Pugliesi, ex amministratore delegato di Enav, in carcere da sabato (oggi verrà interrogato), la sua agenda personale del 2010 è contrassegnata da ben quattordici appuntamenti con l'onorevole Giuseppe Naro, il tesoriere dell'Udc. Secondo l'accusa, è stato proprio Pugliesi ad accompagnare Di Lernia nello studio di Naro per il versamento di una mazzetta da 200 mila euro.

L'onorevole Naro ammette l'incontro, però smentisce la dazione: «Si propose - ha detto nel suo interrogatorio - dicendo che avrebbe voluto finanziare il partito in vista delle prossime elezioni, facendo tutto secondo le regole. Mi era stato presentato da Guido Pugliesi, però non diede seguito a quelle sue intenzioni». E Pugliesi conferma che con Naro ha «un rapporto di amicizia sincero e pluriennale».

Iannilli è anche al corrente di una mazzetta da 600 mila euro pagata da Di Lernia a Pugliesi perché metà di quei soldi erano stati girati all'imprenditore da un suo conto estero (a proposito: il conto è nascosto in Lussemburgo, schermato da una società fiduciaria americana, e Iannilli subentra al giocatore danese Thomas Helveg «che su esso percepiva i compensi della società inglese nella quale giocava»).

E quando il pm Paolo Ielo chiede a Iannilli se sa di altre tangenti pagate a manager Enav, viene fuori un elenco sterminato. «Di Lernia mi disse di aver pagato due appartamenti al generale Bruno Nieddu (presidente Enav dal 2003 al 2009, ndr). Non so però se ciò era accaduto per il periodo in cui eseguiva lavori per il comando generale della Guardia di Finanza».

 

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