giorgia meloni milka di nunzio anna paratore arianna b place roma

I SEGRETI DI MILKA, A CUI NON PIACE IL CIOCCOLATO MA LE DONAZIONI E LE PLUSVALENZE – “DOMANI” METTE IL NASO NEGLI AFFARI DI MILKA DI NUNZIO, LA MIGLIORE AMICA DI GIORGIA MELONI A CUI, NEL 2016, LA DUCETTA AFFIDÒ LA CASSA DI FRATELLI D’ITALIA PER LE ELEZIONI DI ROMA. QUALCHE MESE PRIMA DEL VOTO PER IL CAMPIDOGLIO MILKA ERA RIUSCITA MAGICAMENTE, INSIEME ALLA MAMMA DELLA FUTURA PREMIER, ANNA PARATORE, A VENDERE UN BAR A QUASI 100MILA EURO, REALIZZANDO UNA PLUSVALENZA DI 80MILA. “COME HO FATTO? A VOI NON RISPONDO”

Estratto dell’articolo di Giovanni Tizian e Nello Trocchia per “Domani”

 

giorgia meloni con milka di nunzio

L’affare “Raffaello” è l’argomento di cui nessuno vuole parlare nell’entourage di Giorgia Meloni. Un certo nervosismo si percepisce anche nelle reazioni dei diretti interessati. L’operazione commerciale con al centro la madre di Meloni, Anna Paratore, e la migliore amica della presidente del consiglio, Milka Di Nunzio, riguarda una società chiamata Raffaello eventi Srl.

 

Nel 2012 Paratore e Di Nunzio hanno acquistato alcune quote dell’azienda, e sono entrate così in società assieme a Lorenzo Renzi, David Solari e Daniele Quinzi (candidato di Fratelli d’Italia nel 2013) nella gestione del lounge bar B-Place nel quartiere Eur di Roma, locale che da lì in poi verrà frequentato anche dalla futura fondatrice e leader di Fratelli d’Italia.

 

SOLDI E SILENZI

Nel 2016 la mamma e l’amica del cuore della premier hanno dismesso le partecipazioni nella Raffaello Eventi, ottenendo dalla vendita una notevole plusvalenza: le stesse azioni pagate in tutto 4mila euro, nel 2016 sono state vendute dalle due donne a quasi 90mila euro agli stessi imprenditori (Renzi e Solari) da cui avevano comprato quattro anni prima.

 

MILKA DI NUNZIO CON GIORGIA E ARIANNA MELONI AL B PLACE

I due titolari hanno firmato l’accordo per pagare a rate le somme stabilite fino al 2018. La prima tranche era fissata per l’ultimo giorno di febbraio 2016, da mesi si rincorrevano le voci di una candidatura a sindaca di Meloni, ufficializzata solo il 13 marzo di quell’anno, qualche settimana dopo l’operazione “Raffaello”.

 

Un colpo notevole per le due donne più importanti nella vita della premier. «Non voglio essere scortese, non voglio parlare di fatti che non vi riguardano, arrivederci e buongiorno!», è la risposta a Domani di Di Nunzio contattata nel suo ufficio della Croce Rossa, assunta come coordinatrice dell’unità che si occupa del volontariato e del servizio civile. Ingaggiata nel 2018, durante il regno in Croce Rossa di Francesco Rocca, a capo dell’organizzazione per dieci anni e ora presidente della regione Lazio con Fratelli d’Italia.

 

Non è un mistero che Meloni sia stata il suo sponsor più importante per sbloccare la candidatura. «Francesco Rocca è una di quelle persone che sei fiera di poter chiamare amico! Personalmente non potevo sperare in un governatore migliore per la regione Lazio», così si congratulava con il suo ex capo la migliore amica della premier il 14 febbraio scorso.

francesco rocca giorgia meloni

 

A distanza di quattro mesi Renzi e Solari hanno chiuso bottega ma non la società, che hanno ceduto a Iftikhar Ahmad Gondal, cittadino pakistano, con un permesso di soggiorno in scadenza e domiciliato presso la mensa dei poveri della comunità di Sant’Egidio. Dove Gondal abbia trovato 10mila euro per saldare le quote di Solari e Renzi è l’ennesimo mistero di questa storia, così come il ruolo di Muhammad Tahir, diventato amministratore della società dopo la cessione a Gondal. Pure Tahir è domiciliato presso un indirizzo che corrisponde a un’altra sede della comunità di Sant’Egidio, questa volta a Ostia.

 

I diretti interessati non hanno intenzione di chiarire: Renzi passa da un «non ricordo», a un tono molto seccato: «Non c’è niente da spiegare, non voglio parlare con voi […]». […]

 

GIOVAMBATTISTA FAZZOLARI CON MILKA DI NUNZIO A UN EVENTO PER LA CAMPAGNA PER MELONI SINDACO DI ROMA

«Queste cose», come le definisce Renzi, riguardano passaggi di denaro indirizzati a due donne legatissime all’attuale presidente del consiglio e allora in corsa per diventare sindaca della capitale. Due fattori che rendono la vicenda di interesse pubblico. Perché se è vero che al momento non c’è alcun illecito, resta l’obbligo della trasparenza per chi fa politica e chi è deputata a gestire la cassaforte di un candidato.

 

[…] La faccenda è rilevante anche per un altro motivo: una delle protagoniste dell’operazione, insieme a Paratore, è Di Nunzio, che nell’anno in cui cede le quote è stata nominata mandataria elettorale di Meloni, nel 2016 candidata a sindaca di Roma. In pratica la migliore amica ha ricoperto l’incarico di guardiana delle spese e dei finanziamenti destinati alla campagna elettorale di Meloni.

 

milka di nunzio legge l autobiografia di giorgia meloni

Un ruolo delicato, confermato dai documenti, letti da Domani, relativi alle rendicontazioni dei candidati. La firma di Di Nunzio è in calce a certificare ogni entrata e uscita denunciata, proprio sotto quella dell’aspirante prima cittadina.

 

«Non abbiamo gruppi di potere alle spalle, lobby che ci sostengono o banchieri amici che ci pagano la campagna elettorale. Preferiamo restare dalla parte degli italiani accettando solo piccole donazioni», diceva Meloni. Eppure qualche pezzo grosso l’ha sostenuta, quell’anno aveva raccolto 210mila euro grazie a decine di imprenditori della capitale: da Angiola Armellini, l’immobiliarista che ha avuto grossi problemi con il fisco, ai ras dei lidi di Ostia, i Balini, coinvolti in vicende giudiziarie varie. Contributi raccolti e rendicontati dall’amica promossa contabile, Di Nunzio.

IL B PLACE DI ROMA - FACEBOOK MILKA DI NUNZIO

 

La madre di Meloni ha navigato in diversi affari immobiliari fin dalla fine degli anni Novanta, come rivelato da Domani nella prima puntata dell’inchiesta sui rapporti tra lei, il geometra immobiliarista Raffaele Matano e il padre della premier con una condanna per narcotraffico nel 1996 e scomparso nel 2012. Di Nunzio, al contrario, ha costruito la sua carriera in organizzazioni attive nel sociale, sempre però con una passione per la politica, in particolare per la destra.

 

Prima di entrare con Rocca nella Croce Rossa, nel 2008 ha seguito la sua amica Meloni al ministero della Gioventù, nel governo di Silvio Berlusconi: incaricata di coordinare i rapporti, progetti ed attività con associazioni giovanili di volontariato e terzo settore. Fino al 2021 è stata pure coordinatrice nell’organizzazione per l’educazione allo sport (Opes).

ARIANNA MELONI FRANCESCO ROCCA

 

 

 

 

[…] Con la premier ha un’amicizia lunga una vita, Di Nunzio rilancia ogni suo post, commento e intervento. Non si perde una festa di Atreju, la kermesse di Fratelli d’Italia, si fa fotografare con senatori e deputati del partito e con Arianna Meloni, sorella dell’attuale presidente del Consiglio. […]

Ultimi Dagoreport

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...