I SINISTRATI SE LA SENTONO TALMENTE CALDA CHE GIA’ IMMAGINANO COME DOVRÀ ESSERE UN IMPROBABILE GOVERNO SCHLEIN - MANCA PIÙ DI UN ANNO ALLE ELEZIONI POLITICHE, IL CAMPO LARGO NON HA UN LEADER, UN PROGRAMMA, LA COALIZIONE E’ ANCORA IN ALTO MARE MA I SINISTRELLI GIA’ FANNO LA LISTA DEI MINISTRI DI UN ESECUTIVO A GUIDA ELLY – CI SONO 4 CASELLE BEN PENSATE: L’EX CAPO DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE RUFFINI AL MEF, L’EX COMMISSARIO UE GENTILONI AGLI ESTERI, L’EX CAPO DELLA POLIZIA E DEL DIS GABRIELLI AGLI INTERNI E IL RITORNO DI GUERINI ALLA DIFESA – PER CONTE C’E’ LA PRESIDENZA DEL SENATO…
Articolo di Claudio Cerasa per "Il Foglio" - Estratti
Celo, manca: ma che cosa vuol dire, esattamente, essere l’alternativa? La storia che vi stiamo per raccontare non è un retroscena come gli altri, non è una raccolta di pettegolezzi, non è un insieme di supposizioni.
Dalla fine di marzo fino a qualche giorno fa, fino a quando cioè le elezioni amministrative hanno mostrato al campo largo una solidità inferiore rispetto alle attese, una delle attività che hanno tenuto maggiormente occupato il centrosinistra, nel tempo libero, è stata una discussione che non merita di restare ancora clandestina. Una discussione inconfessabile ma reale, che nessun dirigente del Pd, del M5s, di Avs e di Italia viva ammetterà mai e che restituisce però con chiarezza quanto il campo largo sia convinto di avere già un piede nelle stanze del prossimo governo.
NICOLA FRATOIANNI, GIUSEPPE CONTE, ELLY SCHLEIN, ANGELO BONELLI
La discussione, lo avrete capito, riguarda un tema preciso, che ricorda da lontano le chiacchiere dei ragazzi di un tempo impegnati a scambiarsi le figurine: celo, manca. Il “celo, manca”, in questo caso, riguarda le caselle previste, immaginate, discusse all’interno delle liste dei ministri di un non impossibile governo del futuro.
E in un mix di millanteria e di realtà non c’è dirigente appartenente ai principali partiti del centrosinistra che negli ultimi mesi non abbia fatto i conti con una lista. Nelle ultime settimane, abbiamo interrogato alcuni importanti esponenti del campo largo, garantendo loro l’anonimato, e abbiamo messo insieme i nomi che popolano allegramente queste liste. Le caselle politiche ricorrenti indicano circa diciotto posti da assegnare (più altri tre o quattro che compaiono in altre liste).
FRANCO GABRIELLI A REPUBBLICA DELLE IDEE
E sulla base dei sondaggi di oggi, la suddivisione studiata, immaginando lo scenario ritenuto più probabile in caso di vittoria, ovvero Elly Schlein a Palazzo Chigi, è grosso modo questa: nove caselle al Pd, quattro al M5s più una presidenza del Senato, tre ad Avs, una a Italia Viva e poi qualche tecnico.
Le liste, in molti casi, in tantissimi casi, non coincidono. Ma in molte liste l’elemento interessante è che Angelo Bonelli compare in quasi tutti i posti, ma raramente in quello che dovrebbe essere il suo: l’Ambiente. Ed evidentemente i compilatori di liste si rendono conto che ci sono ministri inevitabili che ambiscono minacciosamente a ruoli forse più grandi di loro. Quello che segue è un resoconto freddo, il più possibile, di quella che dovrebbe essere, potrebbe essere, l’alternativa.
Presidente del Consiglio: Elly Schlein (Pd).
Ministro dell’Economia: Ernesto Maria Ruffini (in alcune liste compare anche Alessandro Rivera, in pochissime Antonio Misiani).
Ministro degli Esteri: in qualche lista, poco credibile, compare Matteo Renzi (Italia viva), in molte liste compare Paolo Gentiloni (Pd), in pochissime Giuseppe Provenzano (Pd). Giuseppe Conte, nelle liste dei ministri, non compare quasi mai, ma un motivo c’è.
Ministro della Difesa, all’unanimità o quasi: Lorenzo Guerini (Pd).
Ministro della Salute: Mariolina Castellone (M5s).
Ministro del Lavoro: Nicola Fratoianni (Avs).
Ministro dell’Ambiente: compare spesso Chiara Braga (Pd), ma ci fidiamo dell’unica lista in cui compare Angelo Bonelli (Avs), che in altre liste compare al ministero dell’Interno, al ministero dello Sviluppo, al ministero della Transizione ecologica, al ministero della Pubblica amministrazione.
Ministro della Funzione pubblica: Stefano Patuanelli (M5s).
Ministro dello Sviluppo: Andrea Orlando (Pd).
Ministro delle Comunicazioni: Barbara Floridia (M5s). Ministro delle Infrastrutture: Stefano Bonaccini (Pd).
Ministro dell’Interno: Franco Gabrielli, ex capo della Polizia.
Ministro dell’Istruzione: in una lista compare Giuseppe De Cristofaro (Avs), in un’altra Anna Ascani (Pd), in un’altra Pierfrancesco Majorino (Pd).
Ministro della Ricerca: Michele Fina (Pd).
Ministro per il Mezzogiorno: Pasquale Tridico (M5s).
Ministro della Giustizia: il tecnico più amato da Schlein, su questi temi, Andrea Pertici (in alternativa compare spesso Anna Rossomando, Pd).
Rapporti con il Parlamento: Igor Taruffi (Pd).
Pari opportunità: Marta Bonafoni (Pd).
Affari sociali: Gilda Sportiello (M5s). Ministro della Cultura: in una lista compare Maria Elena Boschi (Italia viva) e in un’altra Marco Furfaro (Pd).
Elisabetta Piccolotti (Avs) compare per un possibile ministero della Casa.
Ministro per gli Affari europei: Marianna Madia (Iv).
Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con pieni poteri assoluti: Francesco Boccia (Pd). Presidente del Senato: Giuseppe Conte, con vista naturalmente sul Quirinale del 2036.
In nessuna lista consultata compare un nome (credibile) per il presidente della Camera (in una lista compare Laura Boldrini, del Pd, in un’altra Maria Elena Boschi, Iv, in un’altra ancora Elisabetta Piccolotti, Avs). (…)
PAOLO GENTILONI DA GIOVANE
matteo renzi al senato foto lapresse
Giuseppe De Cristofaro
giuseppe conte assemblea nazionale di progetto civico italia foto lapresse 17.
ANDREA ORLANDO .- CONFERENZA STAMPA DOPO LA SCONFITTA.
stefano patuanelli
Mariolina Castellone 1
matteo renzi
MARIOLINA CASTELLONE BEPPE GRILLO
Mariolina Castellone
PAOLO GENTILONI AL MEETING DI RIMINI




