olaf scholz giorgia meloni

I TEDESCHI SI FANNO SEMPRE RICONOSCERE: IL CANCELLIERE OLAF SCHOLZ, DOPO L’INCONTRO CON GIORGIA MELONI, SI È SPARATO UN CAPPUCCINO, DI POMERIGGIO! – AL CENTRO DEL COLLOQUIO, C’È STATA SOPRATTUTTO LA QUESTIONE DEI MIGRANTI, SU CUI SI STA DISCUTENDO IN EUROPA SENZA TROARE UN ACCORDO – MELONI HA DETTO CHE L’ITALIA HA “SALVATO VITE IN SOLITUDINE” E IL CRUCCO L’HA CORRETTA, SOTTOLINEANDO CHE “MOLTI RICHIEDENTI ASILO ARRIVANO DA NOI” – L’UCRAINA E L’ACCORDO LUFTHANSA-ITA: I DOSSIER SUL TAVOLO – VIDEO

 

Estratto dell’articolo di Federico Capurso per www.lastampa.it

 

olaf scholz in un bar di piazza di pietra a roma 4

Un cappuccino a pranzo, prima di salire al Quirinale, e molto di cui discutere ancora, a tavola con i suoi collaboratori, per il cancelliere tedesco Olaf Scholz, dopo l’incontro a palazzo Chigi con Giorgia Meloni.

 

Perché ci sono sempre più «interessi convergenti e strategici tra i due Paesi, come dimostra l’accordo Lufthansa- Ita», o gli investimenti sulla «pipeline per l’idrogeno verde che collegherà Italia, Germania e Austria», sottolinea la premier, che coglie l’occasione per chiedere «nuove regole e più flessibilità sul patto di stabilità». Ma al centro del lungo colloquio tra i due leader c’è soprattutto la questione migratoria.

 

olaf scholz giorgia meloni

Nell’approccio al problema, emergono delle sfumature. Per Meloni «la Germania sa che senza l’Italia e le nazioni di frontiera è molto più difficile avere una politica europea sulla migrazione che funzioni meglio», e ricorda come l’Italia finora abbia «salvato vite in solitudine».

 

E su questo Scholz sembra quasi volerla correggere: «Molti richiedenti asilo arrivano da noi. Abbiamo accolto un milione di ucraini e 240mila rifugiati da altri Paesi negli ultimi anni. E noi – rimarca il cancelliere tedesco - non abbiamo confini esterni». Come a dire che una narrazione vittimistica da parte dei paesi di frontiera non serve, perché tutta l’Europa fronteggia un’emergenza migratoria.

olaf scholz in un bar di piazza di pietra a roma 5

 

«E non aiuta puntare il dito gli uni contro gli altri, dobbiamo cooperare», aggiunge Scholz, che però si trova d’accordo con Meloni sui rimpatri: «Chi non ha diritto di restare in Europa deve tornare nel proprio Paese. Per questo dobbiamo migliorare gli accordi con i paesi d’origine».

 

Stanno discutendo di immigrazione, oggi in Lussemburgo, i ministri dell’Interno europei. E un passo avanti si è già ottenuto con il «superamento della contrapposizione» tra la gestione dei flussi migratori “primari”, verso l’Europa, e la gestione dei cosiddetti “movimenti secondari” […]: «Un cambio di paradigma su cui c’è consenso ampio nell’Ue e di questo ringrazio Scholz», dice Meloni nel corso della conferenza stampa congiunta.

olaf scholz giorgia meloni 2

 

Entrambi si dicono fiduciosi che «troveremo una risposta comune europea» e rispetto alla revisione degli accordi di Dublino, aggiunge la premier, «speriamo che ci si possa trovare a metà strada per mettere insieme gli interessi di tutte le nazioni».

 

 

Eppure, per la presidente del Consiglio non ci si può fermare qui. Servono «nuove forme di cooperazione e sostegno» che l’Europa - dice Meloni - deve mettere in campo in Africa. A partire dal «prioritario» dossier Tunisia […]

giorgia meloni olaf scholz

 

Il dialogo con la Germania, mentre i rapporti con il governo francese sono ancora freddi, diventa […] fondamentale. E per Scholz è un bene: «Vogliamo rafforzare e intensificare il dialogo bilaterale anche grazie al “Piano d'Azione Italia-Germania”, su cui abbiamo sostanzialmente raggiunto un’intesa», annuncia il cancelliere tedesco, annunciando di voler arrivare alla firma dell’accordo con l’Italia in occasione del prossimo vertice intergovernativo che si terrà in Germania entro la fine dell’anno.

 

giorgia meloni durante la conferenza stampa con olaf scholz giorgia meloni durante la conferenza stampa con olaf scholz giorgia meloni olaf scholz 3olaf scholz giorgia meloni giorgia meloni olaf scholz 2olaf scholz giorgia meloni olaf scholz in un bar di piazza di pietra a roma 8olaf scholz sergio mattarella olaf scholz in un bar di piazza di pietra a roma 2olaf scholz in un bar di piazza di pietra a roma 3olaf scholz giorgia meloni olaf scholz giorgia meloni olaf scholz giorgia meloni 1olaf scholz in un bar di piazza di pietra a roma 1

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…