zingaretti conte

IERI ALL’HOTEL FORUM DI ROMA SI SONO SVOLTE LE ESEQUIE DEL MOVIMENTO 5 STELLE. TUTTA COLPA DI LUIGI DI MAIO CHE, ALLA PROPOSTA DI ASSUMERE LA LEADERSHIP, HA AVUTO UN ATTACCO DI CACARELLA E GRILLO HA CONSEGNATO LO SCETTRO A UN RASSEGNATO CONTE - IL CONTE A 5 STELLE CADE INFATTI NEL MOMENTO DI MASSIMO SFASCIO ALL’INTERNO DEL PD - CONTE AVREBBE PREFERITO RIMANERE CON IL SOGNO DEL FEDERATORE DEL CENTROSINISTRA, POI È STATO LO STESSO DUPLEX BETTINI-ZINGARETTI, ALLA VIGILIA DI UNA SFIDA CONGRESSUALE CHE POTREBBE FARLO SALTARE PER L'APPIATTIMENTO VERSO IL M5S, A FARGLI CAMBIARE IDEA

DAGOREPORT

BEPPE GRILLO CON IL CASCO DA ASTRONAUTA

Ieri all’Hotel Forum di Roma si sono svolte le esequie del Movimento 5 Stelle, fondato a Milano il 4 ottobre 2009 dal comico Beppe Grillo e dall'imprenditore del web Gianroberto Casaleggio. Il decesso è avvenuto per colpa dell’ex bibitaro del San Paolo di Napoli che, davanti alla proposta di assumere la leadership, ha avuto un attacco di cacarella e Grillo ha consegnato lo scettro a Giuseppe Conte che continua ad essere scortato da quel disturbato mentale di Casalino; ambedue sono felici del harakiri di Luigi Di Maio.

 

BEPPE GRILLO E GIUSEPPE #CONTE

Certo: il sogno dell’Avvocato non era quello di sporcarsi la pochette tra gli svalvolati a 5 stelle: “avrebbe preferito rimanere con il sogno del federatore del centrosinistra, come gli suggeriva Goffredo Bettini dal Pd. Poi è stato lo stesso Partito democratico, alla vigilia di una sfida congressuale che potrebbe premiare la corrente meno attratta dall'ex premier, a spingerlo verso il M5S” (Ilario Lombardo su “la Stampa”).

 

beppe grillo luigi di maio

E adesso iniziano i dolori per gli “scappati di casa” pentastellati. Conte sarà vanesio ma non è scemo: altro che “rifondazione”, vuole pieni poteri per un nuovo partito. Nel cassonetto anche gli incarichi calati dall'alto della piattaforma Rousseau-Casaleggio, al diavolo capo politico e presidente, ma quale primus inter pares all'interno del direttorio a cinque votato dagli attivisti. Aria! Aria!, a partire dallo statuto della Casaleggio Associati.

goffredo bettini beppe grillo

 

La linea politica secondo Conte. Primo: posizione europeista ma non priva di un’azione riformatrice del potere di Bruxelles. Secondo: “Etica pubblica e sostenibilità ambientale”. Terzo: resta irremovibile il piano concepito con Goffredo Bettini e Nicola Zingaretti di un'alleanza con Pd e Leu. 

 

Ma il destino cinico e baro vuole che il Conte a 5 stelle cada proprio nel momento di massimo sfascio all’interno del PD. Le due correnti che non vogliono morire appiattite sul grillismo con pochette – Base Riformista di Guerini-Marcucci e la sinistra di Orfini – chiedono per giugno un congresso nazionale per deporre la segreteria di Zinga. 

franceschini zingaretti

 

Da aggiungere un suDario Franceschini furioso come una biscia con il duplex Bettini-Zinga: non solo è stato demansionato di un importante dicastero come il Turismo ma ha perduto anche il ruolo nevralgico di capo delegazione del partito che ricopriva nel governo Conte. Oggi, in sostanza, a portare avanti la linea del Pd con Draghi è il ministro del Lavoro Andrea Orlando, grazie al fatto che la sua corrente vale un 15%, vitale per la sopravvivenza di Zinga. 

 

Bettini e Zingaretti

Altra rogna per l’uomo che ha scambiato Barbara D’Urso per Nilde Jotti: “Se indicherà come vice-segretaria del Pd una donna a lui vicina, Cecilia D' Elia, rifiutando la mano tesa del ministro della Difesa Lorenzo Guerini («Serve una gestione unitaria»), in automatico si aprirà il congresso del partito, nel quale l' attuale segretario potrebbe essere sfidato da un candidato alternativo” (Fabio Martini su “La Stampa”). Vedrete che, per pararsi il sederino, Zinga nominerà come vice donna Deborah Serracchiani. 

conte zingaretti

 

Ma il “thailandese” Bettini non demorde. Oggi su Rai News 24 ha risposto tosto all’altra metà del partito: "L'assemblea nazionale del Partito Democratico deve essere in grado di fare un chiarimento politico, poi si deciderà se fare il congresso, non si può continuare con questo processo di logoramento verso il segretario, da parte di alcuni esponenti molto significativi che come Nardella hanno detto che io non posso parlare". 

 

michela di biase 1

Non soddisfatto, il diversamente magro aggiunge: “Ora si tratta di capire cosa deve diventare il Pd in futuro, se parte di un corpaccione centrista o come motore progressista". Traduzione: se con la guida anti-sovranista di Conte, i grillini riuscissero ad entrare nel gruppo socialista europeo, potrebbe diventare realtà la fusione nei prossimi anni di Pd e M5S: “IL M5S può divenire "forza popolare e ambientalista, come i verdi tedeschi, non ideologica".

 

IL FOTOMONTAGGIO DI SALVINI MELONI E TAJANI CON UN MALATO DI CORONAVIRUS

In attesa del santo matrimonio, per Zinga e Conte c’è da risolvere i nomi dei candidati alle comunali che Lamorgese ha spostato a ottobre e finora, a dispetto di Zinga e Bettini, non si vede nessun accordo tra piddini e grillini a Roma, Torino, Milano, etc. (altro motivo di irritazione il no di Zinga-Bettini alla candidatura della moglie di Franceschini, la vispa Michela Di Biase, al Campidoglio: i meschini insistono sulla Raggi!).

 

VIRGINIA RAGGI MICHELA DI BIASE

Intanto, Pd e 5stelle, tra uno scazzo e l’altro, stanno regalando il paese al centro-destra. Gli unici partiti di governo che provano a dettare l’agenda sono Forza Italia e Lega. Ogni giorno Tajani e Salvini, sospinti dal fiato sul collo di Giorgia Meloni, tirano la giacchetta a Draghi-Mattarella; Di Maio, Conte, Zingaretti non pervenuti.

 

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…