1. I GIGANTI DEL WEB CHE IMPROVVISAMENTE SCRIVONO A OBAMA “PERCHÉ SONO IN GIOCO LE NOSTRE LIBERTÀ”, DOPO AVER CONCESSO LA QUALUNQUE AGLI SPIONI DI STATO 2. LETTA IN MANICHE DI CAMICIA CHE RICEVE RENZIE A PALAZZO CHIGI E DIFFONDE VIA TWITTER UNA FOTO IN CUI SEMBRANO DUE AMICI CHE FANNO PARTE DELLO STAFF DEL PRESIDENTE, COME IN CERTI FILM SULLA CASA BIANCA. SONO DIVISI SU TUTTO, MA PAZIENZA 3. IL ROTTAM’ATTORE CHE PER LA SEGRETERIA PD SCEGLIE 12 BELLE FACCINE DA REALITY 4. L’IPOCRISIA AL TEMPO DI INTERNET È IL VERO TITOLO DEI GIORNALI DI OGGI. TUTTI A FARE I FURBI PER SENTIRSI E APPARIRE MIGLIORI. MA POI PASSA SEMPRE UNO CHE È IL PIÙ FURBO DI TUTTI E PORTA A CASA IL RISULTATO. IERI AVEVA LA FACCIA PLASTICATA DI BERLUSCONI, IL GRANDE VENDITORE, OGGI SEMBRA INDOSSARE IL FACCINO VISPO DI MATTEO RENZI

a cura di colinward@autistici.org (Special Guest: Pippo il Patriota)

1 - AVVISI AI NAVIGATI
I giganti del web che improvvisamente scrivono a Obama "perché sono in gioco le nostre libertà", dopo aver concesso la qualunque agli spioni di Stato (ammesso che le differenze tra i soggetti abbiano ancora un senso). Aspenio Letta in maniche di camicia che riceve Renzie a Palazzo Chigi e diffonde via Twitter una foto in cui sembrano due amici che fanno parte dello staff del Presidente, come in certi film sulla Casa Bianca. Sono divisi su tutto, ma pazienza.

Il Rottam'attore che per la segreteria del Pd sceglie 12 belle faccine da reality, in gran parte donne e tutte giovani, mentre Culatello Bersani rosica e gli scappa che in realtà "sono metà uomini di Renzi e metà uomini di Franceschini" (Repubblica, p. 9). I celerini che si tolgono il casco e solidarizzano in piazza con i fascistelli di Forza Nuova e Casa Pound, con il video che passa subito di telefonino in telefonino e diventa "notizia virale", come se non fosse un amore già visto negli ultimi quarant'anni.

L'ipocrisia al tempo di internet è il vero titolo dei giornali di oggi. Tutti a cercare di fare bella figura, come sui social network. Tutti a cercare il bello scatto, l'immagine-simbolo, la battuta perfetta. In poche parole, tutti a fare i furbi per sentirsi e apparire migliori. Ma poi passa sempre uno che è il più furbo di tutti e porta a casa il risultato. Ieri aveva la faccia plasticata di Silvio Berlusconi, il Grande Venditore, oggi sembra indossare il faccino vispo di Matteo Renzi.

2 - DUE FORCONI, ME COJONI!
Uno sciopero dell'autotrasporto per ora clamorosamente fallito si trasforma abilmente in un nuovo fenomeno mediatico, anche grazie all'inedita tolleranza delle sedicenti "forze dell'ordine". Il Corriere riassume così la faccenda in prima pagina: "Ore di guerriglia nelle città. La protesta dei Forconi: a Genova occupati i binari della stazione. Il rischio dei blocchi stradali. A Torino il caso dei poliziotti che si tolgono il casco".

Dario Di Vico osserva giustamente che siamo di fronte a un movimento "nato in Sicilia e che si è imposto in tutta Italia come un franchising del disagio e della collera". "Alle varie manifestazioni hanno partecipato padroncini dei Tir, ambulanti, cassaintegrati, studenti e disoccupati (...) A Bologna la protesta si è indirizzata direttamente contro Equitalia, ad Ancona contro la sede rai e in Sicilia ha partecipato ai cortei anche l'Associazione pro stamina. A Perugia si è sfilato contro l'austerità e a Genova si sono sentiti slogan contro le privatizzazioni" (p. 5). La Stampa è più netta nel trovare un minimo comun denominatore: "Estrema destra, squatter e ultrà. Le larghe intese della violenza. Nel capoluogo piemontese in piazza insieme granata e juventini, oltre ai gruppi organizzati di Casa Pound e Forza Nuova" (p. 3).

Ma il vero "stupore" di giornata è per il comportamento della polizia. Ancora dal Corriere: "Via i caschi, baci, strette di mano. I gesti dei poliziotti sono un caso. Le questure: atti ordinari. Il Siulp: no, siamo solidali con i cittadini" (p. 3). Ma poi passa il Giornale e non può trattenere l'emozione: "I poliziotti abbracciano l'Italia dei forconi. Protesta a tappeto. Mentre le manifestazioni sono inquinate dalle violenze degli infiltrati, gli agenti si tolgono il casco davanti a chi dimostra per una buona ragione" (p. 1).

Chissà se assisteremo ad analoghe scene di "distensione" e comprensione anche alle prossime manifestazioni di precari, centri sociali e No Tav. Noi ovviamente ce lo auguriamo.

3 - PER DUE MESI (FORSE) NON S'AMMAZZANO
Sono tanto interattivi, ma si muovono come vecchi leader Dc dal sorriso stampato e con il pugnale sempre dietro la schiena. Ieri, primo incontro ufficiale ed è subito tregua. Per Repubblica, "Renzi subito da Letta per la fase due. ‘Non voglio far cadere il governo'. I due leader: ‘Avanti insieme'. Ma anche Alfano vuole un patto". "L'opa di Matteo sulla legge elettorale. ‘Me ne occupo io, non l'esecutivo. Parlerò pure con Grillo e Berlusconi'. E chiama Grasso e Boldrini. Rispunta l'ipotesi del rimpasto. Il leader pd chiede al presidente del Consiglio un patto scritto come in Germania" (pp. 2-3). Giustamente, tra loro non si fidano.

Il Messaggero riassume duramente il mezzo diktat del Rottam'attore a Lettanipote: "Le condizioni di Matteo al premier: subito il doppio turno o tutti a casa. Un'ora di faccia a faccia. Il sindaco chiede garanzie nel discorso di domani sulla fiducia. Solo dopo prenderà in considerazione il contratto di coalizione. Enrico prende tempo" (p. 3). Il Giornale, saggiamente, si pone il problema di Re Giorgio e racconta: "Il piano segreto di Napolitano per allungare la vita al governo. Il capo dello Stato chiama Renzi : ‘Vediamoci presto'. Gli proporrà un patto per le riforme sul lavoro e welfare e il taglio dei parlamentari" (p. 4).

4 - OCCUPY PIDDI'
Repubblica si conferma il giornale del partito e titola così la notizia della nuova segreteria renziana: "La carica della ‘generazione Erasmus', età media 36 anni, donne in maggioranza" (p. 4). Non male l'agenda di Alessia Morani, responsabile Giustizia: "Le priorità sono la giustizia civile, che tiene lontani gli investitori stranieri, la battaglia contro il sovraffollamento delle carceri e una giustizia penale che metta fine agli abusi della carcerazione preventiva. La custodia cautelare sia l'extrema ratio" (Repubblica, p. 4).

5 - NANO DECADENCE
Non sapeva bene se chiamarlo già subito, domenica notte, dal ristorante. Poi le sue donne gli hanno detto di farlo immediatamente e allora il Banana s'è fatto passare Renzie e gli ha fatto i complimenti. Poi, già che c'era, gli ha teso il primo tranello, come racconta Repubblica: "Berlusconi telefona di notte a Renzi. ‘Bravo, ma ti va bene che io sono out'. E dal ristorante Pascale e Biancofiore applaudono il leader pd. ‘Le primarie finite come una partita del Milan contro una squadra da interregionale" (p. 13). E anche la Stampa: "Berlusconi spinge il neo-segretario a togliere il sostegno al governo. Il leader FI gli telefona: vai subito all'incasso per non bruciare il consenso. Sente incombere su di sé le tre ‘i': isolamento, irrilevanza, impotenza" (p. 9).

E sul Corriere si ride con la quarta "i" di idiozia: "Parte Forza Dudù, il piano animalista del Cavaliere". Pare che abbia anche "commissionato ricerche, compulsato dati e siti internet, immaginato persino l'esistenza di uno ‘spazio politico' ancora non battuto. E ha scoperto che ‘l'animalismo militante' potrebbe persino garantire a Forza Italia qualche punto percentuale inaspettato, già alle prossime europee" (p. 13). Adesso, ovviamente, se ne occupa Michela Vittoria Brambilla, ma in futuro la Santadechè potrebbe guidare Forza Pitone. Un grande rutto ci seppellirà.

E a proposito di Pitonesse, ecco che ti va a scovare il Cetriolo Quotidiano all'ombra del Monte Bianco: "A Courmayeur la Santanchè vive in un negozio. La villa dove trascorre le vacanze invernali è un locale commerciale, affittato dalla società Visibilia. Nonostante non navigasse in buone acque, l'azienda ha ottenuto dalla Bpm, in epoca Ponzellini, una fideiussione di 40 mila euro" (p. 11).

6 - LA RIVOLTA DEI COLLABORAZIONISTI
C'è quasi da rivalutare i lobbisti di fumo e armi di fronte alla paraculaggine estrema dei colossi americani del web. Spiega bene la faccenda Massimo Gaggi sul Corriere: "Lettera dei giganti di Internet a Obama: ‘Basta con lo spionaggio dei nostri dati'. Appello accorato ma nessun impegno a limitare i dati che le società accumulano per affari. Anche Google e Facebook tra quanti chiedono ‘vasti cambiamenti'. Le società temono di perdere la fiducia di centinaia di milioni di utenti di social network e motori di ricerca" (p. 17). Ma fino all'esplosione dello scandalo Snowden, tutti muti e allineati con la National Security Agency.

7- MA FACCE RIDE!
La Stampa pubblica oggi a pagina 26, sotto il titolino "L'Agenzia Bloomberg" la seguente notizia: "Fiat guarda a investimenti in Europa per nuovi modelli". Insomma, visto che lo dice Bloomberg, è roba seria. Poi però dimenticano di rileggere tutta la notizia e pubblicano anche: "L'ad Sergio Marchionne sta ancora cercando di chiudere la partita con Veba, azionista di minoranza di Chrysler col 41,5%: la trattativa va avanti da mesi..."

8 - ULTIME DA UN POST-PAESE
"Un generale al comando di Pompei, l'ultima carta per salvare gli scavi. Nistri, alto ufficiale dei carabinieri, nuovo direttore. Appalti puliti e sito più fruibile per tutti: questi i punti fermi del nuovo corso" (Repubblica, p. 23). E ora, un generale della Finanza alla guida della Consob e un procuratore della Corte dei conti alla Funzione pubblica. La realizzazione della Tav, direttamente nelle mani della Folgore.

 

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