renzi conte

"IL GOVERNO È IMMOBILE: NON C’E’ PIU TEMPO" - RENZI VA ALLO SHOWDOWN CON CONTE – "CI VUOLE SOSTITUIRE IN SENATO? È PIÙ FACILE CHE SALVINI RUBI ALTRI TRE PARLAMENTARI AL M5S CHE IL CONTRARIO. IL MESSAGGIO DEL PREMIER SU FACEBOOK? NON SERVE RETORICA MA FATTI" - LA STILETTATA AL CONTE-CASALINO: "IL RECOVERY? DOBBIAMO VEDERE IL NUOVO TESTO. CAPISCO CHE NELLA CULTURA DEL GRANDE FRATELLO È DIFFICILE DA ACCETTARE" - POI MENA SUL RAPPORTO CONTE-TRUMP E DEDICA I VERSI DI “QUATTRO STRACCI” DI GUCCINI A D’ALEMA...

STEFANO CAPPELLINI PER LA REPUBBLICA

 

Senatore Renzi, partiamo dalla fine: lei ha già deciso di far cadere Conte

renzi conte

«Più che farlo cadere, vorrei vederlo muovere. Il governo è immobile: si vive di rinvio in rinvio. Vogliamo sciogliere i tanti nodi aperti, dalle infrastrutture ai soldi per la sanità. Vogliamo chiarezza su scuola, cultura, lavoro.

 

Questo abbiamo chiesto al premier con lettere, sms, documenti, riunioni. La risposta è stata sprezzante e sorprendente: ci vedremo in Parlamento, ha detto Conte. Evidentemente è già convinto di avere i voti in Aula, forse di Forza Italia: mi sembra un errore politico e un azzardo numerico. Ma auguri a lui e all'Italia».

 

I numeri per sostituire Italia viva in Senato non ci sono?

«È più facile che Salvini ne rubi altri tre al M5S che il contrario».

 

Gliel'ha detto Salvini?

«No. Ma conosco le aule parlamentari, io».

 

Pare che lei non parli nemmeno con Conte. È vero che non gli risponde al telefono?

«Non è così: se non fosse inelegante le mostrerei i messaggi. Palazzo Chigi cerca di buttarla sul personale, dicendo che è un problema di rapporti. Magari fosse una questione di relazione umana: la verità è che noi facciamo proposte politiche e cadono nel vuoto».

 

renzi mejo dello sciamano di washington

Conte ieri ha aperto a Italia Viva con un lungo post.

«Quando la smetterà di scrivere post retorici e inizierà a confrontarsi sui temi di merito facendo davvero politica, ci troverà a fare l'interesse dell'Italia e degli italiani. Basta che faccia presto, perché non c'è più tempo».

 

Lei dice che le viene chiesto di votare sul Recovery al buio. Ma di cosa ha parlato allora Gualtieri nell'incontro coi partiti sulla bozza?

«Di concetti vaghi mentre noi vogliamo i documenti scritti. Questo governo sta esagerando con l'approssimazione. Non solo non si sa quando si torna a scuola o quando si riapre un negozio ma i testi vengono licenziati senza il canonico percorso istituzionale: proposta, preconsiglio, discussione, approvazione. In democrazia la forma è sostanza. Punto. Trovo sconvolgente dover spiegare a un professore di diritto che non si possono presentare i testi all'ultimo minuto.

 

GIUSEPPE CONTE MATTEO RENZI - BY GIANBOY

Se noi non avessimo posto il problema oggi avremmo l'atto più importante della legislatura approvato sotto forma di emendamento e che nei fatti sostituiva i ministri con una task force di trecento consulenti. E allora venendo al punto noi abbiamo fatto 62 richieste di correzioni al ministro Gualtieri. Prima di dire se siamo soddisfatti o no, dobbiamo vedere il nuovo testo. Capisco che nella cultura del Grande Fratello è difficile da accettare ma i testi di legge non sono post, i decreti non sono tweet, una riforma non è una storia su Instagram».

 

Ma sapete che alcune delle vostre richieste sono state accolte, su sanità e infrastrutture. Non basta?

«Se ci saranno davvero delle modifiche significa che le nostre osservazioni erano giuste. Dovrebbero ringraziarci, non attaccarci. Del resto la differenza tra politica e populismo passa anche da qui: il politico guarda le statistiche Istat sulla disoccupazione e i dati sul Pil, il populista guarda il numero dei follower e lo share dei messaggi a rete unificata. Preferisco essere guidato da persone competenti che provano a cambiare la situazione che non da persone simpatiche che provano a aumentare il proprio gradimento».

 

conte renzi

Ma si rende conto cosa significa non approvare il testo dal quale dipende il futuro del Paese per almeno un decennio?

«Per me la priorità è che sia convocato il Consiglio dei Ministri. Subito. Senza ulteriori ritardi. Ma per farlo devono scrivere un testo e mandarcelo: non mi pare di chiedere la luna».

 

Chiedere a Conte il sì sul Mes sapendo che il premier avrebbe comunque problemi a ottenere il via libera dal M5S non è un modo di alzare la posta della verifica?

«Se avessimo preso le risorse del Mes sanitario a primavera oggi avremmo più vaccinati, più strutture, più efficienza. E minori costi, stimati in circa 300 milioni di euro all'anno. Aver detto di no per motivi ideologici è l'errore di un premier che forse punta a guidare i Cinque stelle più che il Paese. Su questo una certa timidezza del Pd non aiuta».

 

È vero o no che nell'incontro di ieri avete chiesto anche il sì al Ponte sullo stretto di Messina?

MURALES A MILANO – MATTEO RENZI E MATTEO SALVINI ACCOLTELLANO GIUSEPPE CONTE GIULIO CESARE

«Nella narrazione di Palazzo Chigi serviva un diversivo. E allora ecco il Ponte sullo Stretto: è un'opera che non può giuridicamente entrare nel Recovery. Quindi: no, il Ponte non può stare nel Recovery ».

 

Avete rimproverato a Conte la timidezza con cui ha deplorato i fatti di Capitol Hill senza citare Trump. Anche il rapporto Conte-Trump è entrato nella verifica?

«Lei chiama timidezza ciò che io chiamo errore. Capisco che alcuni media europei hanno definito Conte "cheerleader di Trump" ma così è troppo. Non è un problema di destra o sinistra: la Merkel, grande leader conservatrice, ha detto parole definitive: "deploro Trump". Mi spiace che Conte non capisca la rilevanza di criticare chi mette in dubbio la democrazia americana».

 

RENZI CONTE

È vero che tra le ragioni per le quali chiedete al premier di cedere la delega sull'intelligence c'è la volontà di indagare sulla missione di Barr in Italia e il ruolo del governo italiano nel Russiagate?

«Ho scelto di non parlare più di questa vicenda. Ci sono decine di agenti dei servizi italiani che ogni giorno rischiano la vita sui teatri più complicati. Tutti i premier hanno delegato i servizi: D'Alema ha scelto Mattarella, Berlusconi ha scelto Gianni Letta, Monti ha scelto De Gennaro, io Minniti. Conte ha scelto Conte. Si vede che si piace e si basta».

 

Il Pd dice che non è disponibile a governi giallorossi con premier diversi da Conte o a esecutivi tecnici. Se cade Conte restereste voi di Iv e la destra. È una possibilità?

«No, questa ipotesi non esiste. Ma comunque non esiste nemmeno che il Pd si suicidi in nome della difesa del premier che ha firmato con Salvini i decreti sicurezza e che si è proclamato populista e sovranista al fianco di Trump».

 

Siamo nel mezzo di una pandemia che continua a minacciare la salute e l'economia del Paese e del mondo intero. Le sembra accettabile il rischio di un Paese acefalo in condizioni simili?

GIUSEPPE CONTE - MATTEO RENZI

«La situazione in Italia è gravissima. Abbiamo più morti degli altri. Un crollo del Pil più rilevante degli altri. Abbiamo le scuole chiuse da più tempo degli altri. Abbiamo un debito pubblico tra i più alti al mondo. Davanti a tutto questo bisogna decidere se la politica ha un senso o no.

 

Se bastano Facebook, i sondaggi, le dirette senza contraddittorio, i Dpcm settimanali, allora va bene così, togliamo il disturbo noi. Se serve la politica bisogna studiare, riflettere, proporre, criticare, costruire. Chi chiede di guardare alla popolarità per scegliere la leadership dimostra che il Grande fratello ha già vinto».

 

renzi d'alema conte

Ce l'ha con D'Alema? Dice che non si manda via l'uomo più popolare del Paese per fare un favore al più impopolare, cioè lei.

«Quando ho fatto il governo con il M5S speravo di rendere più riformisti i grillini e invece ho grillinizzato D'Alema. Puntare ad avere più like è tipico degli influencer non dei politici. E dire che D'Alema sull'impopolarità ha un certo know how. Gli dedico i versi di Guccini: "Ognuno vada dove vuole andare, ognuno invecchi come gli pare, ma non raccontare a me cos' è la libertà».

 

Rimpasto. Un ministero di peso per Renzi e l'accordo è chiuso. Si fa?

conte renzi

«No. Né per me, né per i miei. Se pensano di comprarci sappiano che noi le poltrone le lasciamo, non le chiediamo. Se Conte è certo di avere la squadra migliore del mondo, come dice, buon lavoro. Per ora i risultati non sembrano mostrarlo ma siamo patrioti e facciamo sempre il tifo per il Paese. Anche senza ministre».

 

Questa verifica di governo appare a molti italiani barocca e oscura come poche altre. Si può ancora evitare il crac?

DALEMA RENZI

«Non vogliono affrontare i problemi veri a cominciare dal vaccino da dare agli insegnanti per riaprire le scuole o sulle infrastrutture da sbloccare per creare posti di lavoro. Ma bisogna correre. Correre. Correre. Noi chiediamo una guida politica, una visione Paese, un sogno per i prossimi vent' anni, non un incubo da rinnovare settimanalmente magari giocando sulla comprensibile paura della maggioranza degli italiani. Se siamo in emergenza non è perché c'è stata troppa politica in questi mesi, ma al contrario perché ce n'è stata poca. Noi vogliamo la politica, altri vogliono il populismo».

MATTEO RENZI E GIUSEPPE CONTE COME BUGO E MORGANMATTEO RENZI GIUSEPPE CONTEmatteo renzi al senatorenzi conteMATTEO RENZI GIUSEPPE CONTE

 

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