"I LABURISTI HANNO FINALMENTE TROVATO UNA LEADER DONNA. È UN UOMO" - LA SCRITTRICE JK ROWLING SBERTUCCIA IL SINDACO DI MANCHESTER ANDY BURNHAM CHE SOSTITUIRA' KEIR STARMER COME PRIMO MINISTRO - L'AUTRICE DI "HARRY POTTER", CHE DA ANNI SI SCAGLIA CONTRO I DELIRI DEL POLITICAMENTE CORRETTO, CRITICA BURNHAM PER LA SUA AGENDA DI GOVERNO “SFRONTATAMENTE FEMMINISTA” E LONTANA DAI PROBLEMI DEGLI INGLESI, CIOE' L'IMMIGRAZIONE, LA CRIMINALITA' E LA CRISI ECONOMICA...
jk rowling festeggia la sentenza della Corte Suprema sulle trans
(ANSA) - LONDRA, 26 GIU - E' polemica, fra sarcasmo e battute a rischio sessismo, sull'impronta 'femminile' e 'femminista' accreditata dai suoi alleati al futuro governo di Andy Burnham, l'ex ministro ed ex sindaco di Manchester che si appresta a sostituire Keir Starmer come leader del Partito laburista britannico e primo ministro del Regno. A cavalcarla, oltre alla stampa della destra filo-conservatrice, è la scrittrice JK Rowling, da anni impegnata in una sorta di crociata contro il politically correct progressista su temi quali la differenza fra sessi o le norme sui transgender.
"Grande notizia: il Labour ha finalmente trovato una donna che le piace come leader, è un uomo che sarà un primo ministro-femmina in tutto e per tutto salvo che nel genere sessuale", ha scritto velenosamente la madre letteraria di Harry Potter sui social, richiamandosi in modo indiretto al fatto che nella storia britannica non ci sia mai stata sinora una premier donna laburista, a fronte di tre Tory (Margaret Thatcher, Theresa May e l'effimera Liz Truss).
Il riferimento è "all'agenda sfrontatamente femminista" attribuita alle intenzioni di Burnham da una fonte anonima a lui vicina, citata in tono irridente dallo Spectator e dal Telegraph. La fonte ha evocato la volontà del cosiddetto 're del Nord' di accelerare su vari dossier considerati importanti per i diritti delle donne e di affidare a figure femminili la guida di molti se non di tutti i ministeri più importanti.
Intenzioni comunque sbeffeggiate da Kemi Badenoch, leader donna in carica dell'opposizione conservatrice, già polemica sull'immagine del governo uscente di Starmer come compagine dominata in realtà da "un club di soli uomini".
E convinta che la scelta ormai scontata di Burnham non rappresenti certo una svolta, poiché "il Labour cambia leader, ma dimostra di non sapere ancora cosa sia una donna".




