nicola gratteri giorgia melonii

“IL NUOVO LANDINI È NICOLA GRATTERI” – “IL FOGLIO”: “E’ PREVEDIBILE CHI MONOPOLIZZERÀ LA CAMPAGNA CONTRO LA SEPARAZIONE DELLA CARRIERE. LA DESTRA È CONVINTA CHE SARÀ NICOLA GRATTERI” – “LA STRATEGIA DI MELONI PREVEDE DI COINVOLGERE VOLTI POPOLARI: DA GAIA TORTORA A GIUSEPPE CRUCIANI. LA PREMIER È RIMASTA COLPITA, PIACEVOLMENTE, DALL’INTERVENTO DI MARINA BERLUSCONI SUL ‘GIORNALE’. PER MELONI SIGNIFICA CHE ‘MEDIASET FARÀ LA SUA PARTE’ E CHE LA CAVALIERA SVOLGERÀ UN RUOLO ATTIVO NELLA CAMPAGNA, METTENDO A RIPARO LA STESSA PREMIER...” 

Estratto dell’articolo di Carmelo Caruso per “il Foglio”

 

nicola gratteri a otto e mezzo

Meloni vuole giustizia e la vuole nuova. Separa le carriere dei magistrati e si unisce con Marina Berlusconi. Il nuovo Landini è Nicola Gratteri. Ecco come Meloni vuole vincere il referendum sulla giustizia. La strategia prevede di coinvolgere volti popolari: da Gaia Tortora a Gian Domenico Caiazza, da Giuseppe Cruciani a Daniele Capezzone passando per  avvocati come Raffaele Della Valle. La missione è trasformare il referendum nella festa della giustizia, nel sogno, pienamente realizzato, di Giuliano Vassalli.

 

giorgia meloni carlo nordio.

[…]  Il grande giorno è giovedì quando il ddl sulla separazione delle carriere verrà approvato al Senato. E’ l’ultima lettura e il Pd farà ostruzionismo. Prenderanno la parola tutti i senatori dem e come anticipato da Francesco Boccia si parlerà di “pieni poteri di Meloni”, di minaccia per la Carta.

 

Dopo il voto, Meloni intende convocare una riunione a Palazzo Chigi, stendere personalmente la strategia. La premier è rimasta colpita, piacevolmente, dall’intervento di Marina Berlusconi sul Giornale. La figlia del Cav. ha parlato dei due volti della giustizia, di “luna nera”, ha difeso, ancora, e con passione, il padre, i lunghi anni per avere una sentenza definitiva. Per Meloni significa che “Mediaset farà la sua parte” e che la Cavaliera svolgerà un ruolo attivo nella campagna, mettendo a riparo la stessa premier.

 

IL BACIO TRA GIORGIA MELONI E MARINA BERLUSCONI

Meloni non vuole fare passare il referendum come un sondaggio sul suo governo. Si sta ragionando su una campagna che non deve avere il tono minaccioso, come chiede il ministro Carlo Nordio, “né punizioni, né umiliazioni”, ma rivelarsi un lungo elenco, puntuale, sulla giustizia guasta. 

 

Tra i temi da illuminare c’è l’irragionevole durata del processo, le ingiuste detenzioni, le valutazioni positive dell’operato che gli stessi magistrati si auto assegnano. Per FdI è sufficiente “indicare casi come quelli di Elvo Zornitta o  Garlasco”, indagini che hanno paralizzato imprese e settori economici. Non si esclude, anzi, si tenterà di coinvolgere, anche solo come forma di racconto, Alberto Stasi.

 

Dopo l’approvazione della riforma, la destra chiederà di indire il referendum.  […] Il referendum per Meloni deve limitarsi alla domanda semplice “vi piace la giustizia così com’è?” […]. Il messaggio da veicolare deve essere limpido. Anche se la riforma si occupa di aspetti tecnici, come la separazione delle carriere, la campagna verterà “su quanto costa la mala giustizia”. In tutte le professioni, a eccezione dei magistrati, “chi sbaglia, paga”, ma con i magistrati, pensa il governo, “loro sbagliano e tu paghi”.

 

nicola gratteri carlo nordio

[…] Per semplificare il messaggio, il governo vuole avere come testimonial o Gaia Tortora (nel 2026 uscirà la serie evento di Marco Bellocchio sul padre Enzo Tortora) o l’avvocato che lo ha difeso, Raffaele Della Valle. Altra figura che può sposare il referendum è Giuseppe Cruciani con il partito de “La Zanzara”.

 

E’ prevedibile chi monopolizzerà la campagna contro la separazione della carriere. La destra è convinta che sarà Nicola Gratteri, la toga che si è sempre dichiarata contro la separazione delle carriere (ma favorevole al sistema del sorteggio dei componenti del Csm). Una delle battaglie che porterà avanti il governo riguarda l’articolo 98 che i “magistrati di fatti infrangono costantemente”.

giuseppe cruciani

 

E’ l’articolo che impedisce a magistrati, militari, diplomatici di iscriversi a partiti politici. Secondo la destra viene “rispettato, di fatto, solo dai militari ma usurpato dalle toghe” che fanno politica senza bisogno di iscriversi ai partiti. Sta per arrivare la nuova giustizia di Meloni ed è la luna nera della sinistra.

nicola gratteri

 

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