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OK LA “BREXIT” MA VE LA RICORDATE LA “GREXIT”? - IN CAMBIO DEL PIÙ GRANDE PRESTITO DELLA STORIA MONDIALE, L'ECONOMIA GRECA IN QUESTI ANNI SI È CONTRATTA DEL 25% - TUTTI GLI STIPENDI PUBBLICI E PRIVATI SONO STATI TAGLIATI DRASTICAMENTE, COSÌ COME LE PENSIONI - MA I SACRIFICI NON HANNO PRODOTTO NULLA: L’ECONOMIA RISTAGNA - ECCO LA SITUAZIONE

Niccolò Zancan per “la Stampa”

 

TSIPRAS 1TSIPRAS 1

Dopo «appena» cinquantacinque anni di lavoro e contributi versati, il guidatore di pullman, tassista e poi benzinaio Vladimiro Vogiannidis si era ritirato con 1450 euro di pensione e l'idea di godersi finalmente la vita. Oggi, nel settimo anno della crisi greca, la sua pensione è scesa a 660 euro al mese. La notizia è che il nuovo accordo con Bruxelles, votato dal Parlamento la scorsa settimana, prevede per lui un nuovo sacrificio.

 

Perché se il limite per non pagare le tasse era fissato a 12 mila euro all' anno, poi è stato portato a 8.636, ma presto precipiterà a 5.685. Quindi lo riguarda. Ecco perché il pensionato Vogiannidis non manca mai di gridare la sua rabbia alle manifestazioni in piazza Syntagma. «Quando ti viene portato via quello che è tuo per diritto siamo di fronte a una dittatura. Trovatemi voi un altro nome per definire quello che sta succedendo».

 

TSIPRASTSIPRAS

Succede che il pensionato Vogiannidis, 84 anni, protesta accanto all'insegnante d'asilo Ana Stassi, protestano gli agricoltori e i dipendenti comunali, gli avvocati e lo spazzino Niki Foros, a rischio di licenziamento. «Per noi l'Europa va benissimo», dice ai microfoni delle poche televisioni presenti. «A patto che ci garantisca salari europei». Il cartello che impugna porta impressa questa scritta: «Metteremo una lapide sui loro sogni neri. Non svenderemo il nostro Paese».

 

Loro sono sempre gli stessi. La Troika, l'Europa delle banche, il Fondo monetario internazionale, chiamati altrimenti «gli usurai». L'accordo per l' alleggerimento del gigantesco debito greco ancora non si è trovato. Il nuovo presidente francese Macron si è detto favorevole, il ministro tedesco Schäuble è stato finora contrario,ma sono in corso trattative con l'Fmi. Il prossimo appuntamento è fissato per il 15 giugno.

ateneatene

 

Intanto ad Atene, ogni giorno, sfila un corteo che intasa il traffico e mette in fila sotto il sole i taxi gialli carichi di turisti. Ma non sono più i numeri di una volta. La manifestazione più imponente, proprio nel giorno della firma sul quarto memorandum, contava 10 mila partecipanti. Pochi, per una città calda come Atene.

 

E se questi numeri sono indicativi, forse raccontano anche di come la stanchezza sia diventata assieme alla sfiducia il sentimento prevalente. In cambio del più grande prestito della storia mondiale, l'economia greca in questi anni si è contratta del 25%. Tutti gli stipendi pubblici e privati sono stati tagliati drasticamente, così come le pensioni. Austerità.

 

protesta contro l accordo che schiaccia la grecia  2protesta contro l accordo che schiaccia la grecia 2

Ma i sacrifici non hanno prodotto una rinascita. L' economia ristagna o arretra. Almeno quella sul campo. Secondo uno studio dell' Istituto per il commercio, nell' ultimo semestre ad Atene hanno chiuso il 22,3% dei negozi del centro città, il 35% nella zona Stadiu, mentre nel quartiere Kalithea, nella prima periferia residenziale, si arriva al 40% di serrande abbassate. È lì che abita il pensionato Vladimiro Vogiannitis, in un alloggio di 60 metri quadrati.

 

«Avevo un mutuo di 15 anni ancora da onorare, ma non posso più permettermi di pagarlo. Così, dopo la morte di mia moglie Despoina, mia figlia Evdokia e suo marito sono venuti a vivere con me. Mi aiutano loro, adesso. Come io ho aiutato mio figlio Yanis, quando era disoccupato, prima che partisse per l'Inghilterra in cerca di fortuna.

 

grexitgrexit

Questa è la situazione. Non possiamo più permetterci di avere orgoglio. Dobbiamo aiutarci l'uno con l'altro. A chi mi chiede cosa penso dell' euro, rispondo così: non mi importa come si chiama una moneta, se quella moneta non mi permette di comprare le medicine che mi servono, di andare all'opera ogni tanto e di mangiare almeno una volta al mese al ristorante.

 

Sono nato a Yalta. Il mio grande sogno era tornare a vedere i posti della mia infanzia. Ma ci sono stato una sola volta nel 1991. Poi, mai più». Cosa pensa il pensionato Vogiannidis del primo ministro Alexis Tsipras? «Dice cose di sinistra ma fa cose di destra. Sta rinnegando se stesso».

 

La qualità della vita non sale, mentre il gigantesco debito greco resta pressoché immutato. La crescita economica prevista nel 2017 doveva essere pari a +2,7 per cento del Pil, ma le stime sono appena state corrette al ribasso verso un più prudente +1,8. Sarà l' estate del boom turistico e dei contratti stagionali.

 

sparta contro merkelsparta contro merkel

La Grecia è sempre bella, ma è anche sfiancata. Il lavori per la ristrutturazione del Partenone non sono ancora finiti. Basta camminare per le strade di Atene per rendersi conto di quante persone ancora stiano buttate per terra. Sono i senza tetto che si mischiano ai 60 mila profughi rimasti intrappolati qui, dopo la chiusura della Rotta Balcanica. Alcuni di loro si vendono fra i cespugli del giardino Pedìon tu Areos, in centro, pur di trovare i soldi per pagare i trafficanti. Chi può, va via dalla Grecia.

 

Secondo una ricerca dell' Università di Salonicco, dei 185.388 laureati che hanno lasciato il Paese dal 1990 ad oggi, più di tre quarti lo ha fatto negli ultimi sette anni di crisi. Lo scrittore Petros Markaris, il Camilleri greco, dice che si tratta di una doppia fuga drammatica: «Se ne vanno i giovani laureati, i più preparati, che cercano disperatamente un lavoro in qualsiasi parte del mondo. Ma scappano anche le piccole e medie imprese, per stabilirsi in Paesi come Bulgaria o Cipro, perché non reggono più la pressione fiscale.

bancomat grexitbancomat grexit

 

La domanda è: come pensano il governo greco e l'Unione Europea che in questa situazione possa esserci un qualche sviluppo per la Grecia?». Il ministro delle Finanze Euclid Tsakalotos ha detto: «Il nostro Paese ha onorato i propri obblighi totalmente e in tempo. Ora si aspetta che l' Europa mantenga gli impegni presi con noi».

 

Il premier Tsipras ha annunciato che, quando finalmente otterrà l'alleggerimento del debito, allora e soltanto allora, per la prima volta, indosserà la cravatta. Ma non è ancora arrivato il giorno. Ieri la vignetta di Ilias Makris su «Kathimerini», più importante quotidiano greco, raffigurava quella cravatta regimental al posto della bandiera, a sventolare trasversale sopra al Parlamento, con il nodo stretto al collo del Paese più in crisi d' Europa.

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