emmanuel macron

“IN PARLAMENTO CI SENTIAMO INUTILI” - I DEPUTATI DI MACRON SONO DEPRESSI E DENTRO IL SUO MOVIMENTO “EN MARCHE” CRESCONO I MALUMORI (ANCHE ECONOMICI): “DA PROFESSIONISTI GUADAGNAVANO DI PIÙ” - IL MALESSERE E’ INIZIATO AD AGOSTO MA ORA LE COSE SONO PEGGIORATE NONOSTANTE I TANTI INCONTRI DI “COACHING”

Sofia Ventura per “il Giorno”

 

EMMANUEL MACRON MATTEO RENZI

Mentre il giovane presidente Emmanuel Macron continua a essere sotto la luce dei riflettori, nazionali e internazionali, il suo movimento La République En Marche appare un po' in ombra e i segnali che giungono dal partito personale di Macron riguardano problemi di visibilità, radicamento, coordinamento. Insomma, questa realtà sorta per portare il proprio leader all' Eliseo ora stenta a consolidarsi e i suoi membri a trovare un perché alla loro appartenenza.

 

È quanto emerge, ad esempio, da un' inchiesta condotta da Le Monde sul gruppo parlamentare di En Marche all' Assemblea nazionale. Circa un terzo dei deputati macroniani si sentirebbe scombussolato e demoralizzato, non comprendendo bene la propria utilità.

COPERTINA DEL TIME MACRON

 

E questo riguarda soprattutto i novizi, in particolare quelli provenienti dal mondo del privato. A questo proposito, è bene ricordare che le elezioni legislative del 2017 hanno prodotto un ricambio parlamentare impressionante, inedito nella V Repubblica, con il 70% di eletti che non erano mai stati parlamentari. Di questi, due terzi sono di En Marche.

La gran parte dei novizi giunti sull' onda del successo di Macron, poi, provengono dalle classi superiori e dal settore privato.

 

Il malessere pare avesse cominciato a manifestarsi già ad agosto, ma ora le cose non sono migliorate, nonostante i tanti incontri di 'coaching', organizzati dal capogruppo Richard Ferrand. Secondo Le Monde, molti professionisti abituati a più che buoni guadagni e a trarre risultati concreti dal proprio lavoro, cominciano a domandarsi quale sia il loro ruolo, oltre a quello di alzare il braccio.

macron

 

È evidente che la mobilitazione e l' entusiasmo creati dall' outsider Macron avevano poggiato sull' illusione di molti di poter partecipare a una nuova ed entusiasmante avventura per cambiare la Francia. Ma il lavoro nelle istituzioni e i processi politici sono complessi, richiedono tempi lunghi e pazienza. E ai parlamentari è, nel migliore dei casi, richiesto un lavoro nell' ombra, insieme a quello di sostegno al leader. E forse è proprio questo il problema.

 

macron

La politica oggi è soprattutto una politica sbilanciata sulla figura del leader, l' intendenza che deve seguire è, appunto, intendenza (a parte pochi colonnelli che circondano il comandante) e quando termina l' entusiasmo della campagna elettorale, non meraviglia poi che le truppe comincino a chiedersi se non siano altro che massa di manovra. Specialmente se non hanno una propria storia politica e un proprio radicamento: i 'notabili', legati al territorio, sono una esigua minoranza.

 

CANE DI MACRON

Inoltre vediamo il ripetersi di un malinteso di questa fase storica. Ovvero l' idea che la politica sia essenzialmente presa del potere e poi gestione degli affari pubblici come se ci si trovasse in un' azienda. Non è così. E questo lo sanno i professionisti della politica. Che però tra le file dei deputati di Macron sono un gruppo minoritario. Il disorientamento di tanti nuovi deputati, insieme ai malesseri diffusi al livello locale del movimento, così come la difficoltà a radicarsi su un territorio dal quale non è sorto, costituiscono un po' la vendetta della politica contro la pretesa di rinnovarla trasformandola in ciò che non è.

Ma non è detto che anche gli adepti del nuovo presidente, e forse anche il nuovo presidente, con il tempo non apprendano.

MARCON MERKELMacron

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