justin trudeau ivanka e donald trump

IL VERTICE DEI PIACIONI - SI' VABBE', L'INCONTRO USA-CANADA...MA AI GIORNALI INTERESSA SOLO UNA COSA: QUELLA GNOCCA DI IVANKA E GLI SGUARDI LANGUIDI CON QUEL FIGACCIONE DI JUSTIN - DONALD E IL PREMIER SONO AGLI ANTIPODI MA IL CANADA È DIPENDENTE DAGLI USA E LUI VUOLE MANTENERE UN BUON RAPPORTO IN VISTA DELLA RISCRITTURA DEL TRATTATO NAFTA

ivanka trump justin trudeau  3ivanka trump justin trudeau 3

 

 

1. IVANKA TRUMP, ONORI DI CASA ALLA CASA BIANCA PER IL PREMIER CANADESE JUSTIN TRUDEAU

Da www.oggi.it

ivanka trump justin trudeau  6ivanka trump justin trudeau 6

 

Donald Trump ha mantenuto la promessa: la figlia Ivanka Trump sarebbe stata la sua prima consigliera, anche alla Casa Bianca. Ed eccola, allora, in tutta la sua avvenenza, fare gli onori di casa per la visita ufficiale del premier canadese Justin Trudeau. Anche lui belloccio. Inevitabile che impazzi il gossip.

 

SGUARDI COMPLICI – Tra Stati Uniti e Canada c’era qualche frizione. Colpa delle politiche sull’immigrazione del presidente Trump. Ma ora, con l’incontro alla Casa Bianca, sembra tutto appianato. Grazie anche alla mediazione di Ivanka Trump, che era accanto al premier canadese Justin Trudeau nell’incontro ufficiale.

ivanka trump justin trudeau  5ivanka trump justin trudeau 5

 

 

“DONNE FORTI” – “Qui abbiamo donne forti”, ha esordito Donald Trump al tavolo col premier canadese Trudeau. E, in effetti, a giudicare da come ha iniziato Ivanka e anche Melania Trump, c’è da credergli. Per tutta risposta, Justin Trudeau ha messo il carico: “Sono felice di essere qui con donne affermate: sostenerle è una leva per il successo”. E ogni riferimento a Ivanka Trump era puramente voluto.

ivanka trump justin trudeau  2ivanka trump justin trudeau 2

 

 

2. I MONDI OPPOSTI DI TRUMP E TRUDEAU

Paolo Mastrolilli per la Stampa

 

ivanka trump justin trudeau  11ivanka trump justin trudeau 11

Due genitori costretti a restare insieme per il bene dei figli. Così è andato ieri il primo incontro alla Casa Bianca tra il presidente americano Trump e il premier canadese Trudeau, che hanno scelto di mettere da parte le differenze, almeno in pubblico, per concentrarsi invece sull' inevitabile necessità di curare gli interessi reciproci.

ivanka trump justin trudeau  10ivanka trump justin trudeau 10

L' immagine che spiega meglio le emozioni, però, è quella scattata durante i saluti nell' Ufficio Ovale, dove si vede Donald che allunga la mano verso l' ospite, e Justin che la osserva con sospetto per un secondo, prima di stringerla.

 

Sulla sicurezza, cosa che dovrebbe trovare i due Paesi d' accordo, Trump ha detto che «la Corea del Nord è un grande, grande problema, ma lo gestiremo con forza». Tutto il resto è in discussione. Il Canada è il primo partner commerciale per 35 Stati americani, e ogni giorno attraverso il confine fra i due Paesi avvengono scambi commerciali per 2 miliardi di dollari. Tutti hanno interesse a salvarli, e possibilmente aumentarli.

ivanka trump justin trudeau  1ivanka trump justin trudeau 1

 

Il problema è che questi affari si stringono nel quadro del Nafta, cioè l' accordo che unisce non solo Canada e Usa, ma anche il Messico: «Gli scambi con il nostro vicino meridionale - ha detto Trump - sono molto ingiusti. Devono cambiare, ma andremo d' accordo con tutti». Trudeau non ha commentato questa dichiarazione, ma bisogna vedere come sarà possibile rinegoziare il Nafta cambiando i termini per il Messico, e salvarli invece per il Canada.

 

donald trump justin trudeaudonald trump justin trudeau

L' altra differenza già emersa riguarda l' immigrazione, con Justin che in sostanza ha invitato nel proprio Paese i rifugiati rifiutati da Donald. Il presidente americano ieri ha ripetuto che sta solo mantenendo le promesse fatte in campagna elettorale di garantire la sicurezza del Paese.

Quanto alle deportazioni degli ispanici, «stiamo cacciando i cattivi».

Il premier canadese ha evitato lo scontro, spiegando che «non tocca a me venire in un altro Paese a tenere lezioni».

 

donald trump justin trudeau. donald trump justin trudeau.

Poi però ha aggiunto che «la mia responsabilità è governare il Canada secondo i principi canadesi, cioè quelli dell' accoglienza nella sicurezza». La questione in realtà non si ferma qui, perché se l' amministrazione Trump stabilisse che il vicino sta accettando sul proprio territorio dei potenziali terroristi, senza dare garanzie di tenerli fuori dagli Stati Uniti, il confine settentrionale potrebbe diventare oggetto di problemi come quello meridionale.

Punti in comune Ieri i due leader hanno scelto di puntare sulle cose che li uniscono, perché è nell' interesse di entrambi.

 

donald trump justin trudeau donald trump justin trudeau

Trudeau però resta la nemesi di Trump, sul piano politico e personale. Figlio d' arte, giovane, liberal, sofisticato: bastava guardare l' espressione sul volto di Donald, mentre Justin parlava in francese, per vedere che sul piano umano non potranno mai intendersi, e non solo per la differenza di lingua.

 

Il leader canadese, poi, è rimasto l' unico portabandiera del centro sinistra tra i grandi Paesi occidentali. Prima delle presidenziali Usa, gli operativi democratici già immaginavano una nuova coalizione della «Terza via», guidata da Hillary Clinton con Trudeau e Matteo Renzi. Ora di tutto questo è rimasto solo Justin, costretto a stringere la mano di Trump, nella speranza di sopravvivergli. 

 

 

Ultimi Dagoreport

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?