UN MOSTRO E UN INDAGATO ECCELLENTE IN LAGUNA - NELL'INCHIESTA DEI PM DI VENEZIA SUL MOSE SPUNTA IL NOME DI MATTEOLI, EX MINISTRO AN DELL'ERA BERLUSCONI: SI SOSPETTANO MILIONI DI EURO INCASSATI DA UNA SOCIETA' A LUI VICINA

Andrea Pasqualetto per il "Corriere della Sera"

Una società «amica», un versamento a sei zeri e un nome eccellente: quello dell'ex ministro Altero Matteoli, oggi senatore e dirigente di Forza Italia. Matteoli spunta nell'inchiesta monstre della procura di Venezia sul Consorzio Venezia Nuova (Cvn), il potentissimo ente lagunare costituito da una cinquantina di imprese di costruzione e da varie cooperative, concessionario unico delle Infrastrutture e dei Trasporti, cioè il ministero guidato da Matteoli ai tempi del governo Berlusconi.

Al Consorzio fanno capo tutti gli interventi di salvaguardia di Venezia, fra cui naturalmente il Mose, la più grande opera pubblica italiana il cui valore è stato stimato intorno ai 5,5 miliardi di euro. I pm Stefano Ancilotto, Paola Tonini e Stefano Buccini, che stanno indagando da un paio d'anni su decine di amministratori, manager, imprenditori e consulenti e che lo scorso anno avevano chiesto e ottenuto una decina di arresti, fra cui quello dello storico presidente del Consorzio, l'ottantaduenne Giovanni Mazzacurati (poi liberato), avrebbero scovato dei passaggi di denaro sospetti. Si parla di milioni, dei quali avrebbe beneficiato una società considerata vicina all'ex ministro.

Un'operazione che ha imposto ai magistrati lo stralcio della posizione di Matteoli per sottoporla al vaglio del Tribunale dei ministri, competente a indagare sugli atti ministeriali in odore di reato. Composto da tre giudici del distretto giudiziario veneto, il Tribunale avrà novanta giorni di tempo per arrivare a un verdetto, che potrebbe essere di archiviazione o di richiesta al Parlamento dell'autorizzazione a procedere contro il senatore. Su Matteoli sta dunque indagando questo collegio di magistrati, mentre l'inchiesta della procura avanza e da tempo promette importanti sviluppi.

«È stato notificato al mio cliente il trasferimento degli atti al Tribunale dei ministri vagheggiando un'ipotesi di reato», ha confermato l'avvocato Francesco Compagna, difensore di Matteoli. La corruzione? «Non dico nulla».

L'ex ministro ha chiesto un appuntamento con i magistrati: «Non avendo nulla da nascondere e non avendo mai percepito alcunché, ho richiesto di essere sentito. Mi presenterò nei prossimi giorni per illustrare la mia posizione e per fornire ogni chiarimento che mi verrà richiesto». Blindata la procura di Venezia: «È tutto coperto dal segreto istruttorio».

Nella stessa vicenda risultano sotto inchiesta anche Piergiorgio Baita e Nicolò Buson, rispettivamente ex presidente ed ex direttore amministrativo del gruppo Mantovani, il colosso veneto delle costruzioni membro del Consorzio, capace di aggiudicarsi una lunga serie di grandi appalti pubblici in Veneto, dal Mose al Passante di Mestre, al Terminal di Porto Levante ma anche la piattaforma Expo di Milano 2015. I due erano finiti in carcere nel febbraio dello scorso anno per false fatture e con loro pure l'ex segretaria di Giancarlo Galan, allora governatore del Veneto. Pare che tutti abbiano collaborato. Di certo, sono stati scarcerati.

Al di là della vicenda che lo vede indagato, Matteoli era già comparso fra le carte dell'inchiesta. Il suo nome fece capolino fra i politici ai quali il Consorzio elargì in passato contributi elettorali: 20 mila euro nel 2006. La procura chiarì: in questo caso non c'è reato. E Matteoli s'indignò: «Li ho pure restituiti».

 

altero matteoli consiglio nazionale forza italia foto lapresse Altero Matteoli VENEZIA CANTIERI DEL MOSE mose veneziagiovanni mazzacurati

Ultimi Dagoreport

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…