barconi migranti

ITALIA, PAESE KAMIKAZE - SAPETE CHE PER GLI IMMIGRATI CHE ENTRANO IN ITALIA NON C'È L'OBBLIGO DI ESSERE IDENTIFICATI? IN QUESTI GIORNI NE SONO ARRIVATI 667: SOLO 9 HANNO ACCETTATO DI FARSI PRENDERE LE IMPRONTE, MENTRE GLI ALTRI SI SONO RIFIUTATI, FACENDO PERDERE LE PROPRIE TRACCE - ECCO COME I TERRORISTI DI BRUXELLES HANNO FATTO AVANTI E INDIETRO CON LA SIRIA, INDISTURBATI

 

1. I NOSTRI CONTROLLI SUGLI IMMIGRATI? SEMPRE UNA BARZELLETTA

Maurizio Belpietro per ''Libero Quotidiano''

 

immigrati barconi 5immigrati barconi 5

Gli attentati di Parigi e di Bruxelles dovrebbero suggerire maggiore attenzione nei controlli di chi bussa alla nostra porta. Soprattutto dovrebbero indurre il governo a una migliore gestione dei flussi migratori, perché se è vero che la maggior parte di coloro i quali cercano di entrare in Italia non sono terroristi o aspiranti martiri, è altrettanto vero che nella massa di profughi si può nascondere anche qualche jihadista.

 

Tuttavia, nonostante dopo la strage all' aeroporto di Zaventem e alla metropolitana di Maelbeek l' allarme sia risuonato in tutta Europa e ogni Paese abbia stretto le maglie, da noi ogni cosa sembra continuare col solito andazzo e cioè spalancando le porte a chiunque si presenti, senza verificare neppure chi abbiamo di fronte. Prova ne sia la storia raccontata ieri dal Coisp, uno dei sindacati di polizia, che quotidianamente ha a che fare con gli sbarchi. In un comunicato, il segretario del coordinamento di agenti segnala che nei giorni scorsi sulle coste sarde sono giunti 667 clandestini.

 

immigrati barconi 3immigrati barconi 3

Fin qui nulla di nuovo, non passa giorno infatti senza che i barconi approdino sulle nostre spiagge e nei primi mesi dell' anno gli arrivi segnalano un numero di profughi superiore alla media dell' anno scorso. La novità semmai consiste nel fatto che dopo le promesse di identificare gli stranieri, usando se necessario anche la forza per ottenere le impronte digitali, in realtà la quasi totalità dei clandestini continua ad essere accolta senza documenti e senza che ne siano accertate provenienza e identità.

 

Scrive il rappresentante del Coisp nel suo comunicato che su 667 immigrati, solo 9 hanno accettato di farsi prendere le impronte, mentre gli altri si sono rifiutati, facendo perdere rapidamente le proprie tracce.

migranti al confine con l ungheria  6migranti al confine con l ungheria 6

 

In pratica, abbiamo più di 650 persone che arrivate in Italia non solo non hanno declinato le generalità, ma neppure sappiamo dove siano e quali intenzioni abbiano. Sicuramente la quasi totalità di loro sarà composta di persone in fuga dalla guerra o in cerca di fortuna, ma se fra loro ci fosse qualche militante dell' Isis o anche solo qualche delinquente intenzionato a trasferirsi in Italia per vivere a sbafo o di malavita?

 

Non che in altri tempi tutto ciò non accadesse, ma che succeda ora, dopo che i governi dovrebbero aver alzato al massimo l' allerta, pare un po' strano.

 

Pare anche curioso che invece di dedicarsi a rafforzare i sistemi di prevenzione, il presidente del Consiglio faccia un viaggetto a Lampedusa per dire che l' isola non è la periferia dell' Europa. In favore di telecamere, Matteo Renzi ha dichiarato di essere in visita per le cose da fare. Bene.

IMMIGRATI MILANO CENTRALEIMMIGRATI MILANO CENTRALE

 

Gliene segnaliamo noi una da affrontare al più presto. Il solito Coisp, mentre da un lato denunciava la mancata identificazione di centinaia di clandestini, dall' altro segnalava che gli scafisti sospettati di aver sbarcato i profughi, dopo essere stati denunciati da cinque immigrati sono stati rimessi in libertà con la motivazione che solo in cinque li avevano identificati come trafficanti d' uomini.

 

Nel caso di un italiano è sufficiente essere incolpati da un pentito per finire dietro le sbarre, se si tratta di scafisti invece, a quanto pare, c' è bisogno che li identifichi qualche centinaio di persone. Bel modo di combattere l' immigrazione. Con questo sistema di sicuro non si fermeranno gli sbarchi, ma anzi li si incentiverà, perché i trafficanti d' uomini saranno ancor più sicuri dell' impunità.

 

 E gli aspiranti martiri ancora più convinti che l' Italia sia la porta sicura per arrivare in Europa. Se Lampedusa o la Sardegna non sono la periferia della Ue, Renzi si dia dunque da fare per consentire che chi traghetta i profughi sulle nostre coste, invece di finire in santa pace il proprio lavoro, finisca al più presto dietro le sbarre.

abaaoudabaaoud

 

 

2. BELGIO-SIRIA, ANDATA E RITORNO COSÌ I JIHADISTI DELLE STRAGI HANNO ATTRAVERSATO L' EUROPA SENZA ESSERE CONTROLLATI

Anais Ginori per ''la Repubblica''

 

A volte tornano, e trovano porte aperte, anzi girevoli. Lo hanno fatto sistematicamente, dal gennaio 2013 all' autunno del 2015: con un passaporto falso, talvolta senza doversi neppure nascondere, in alcuni casi fingendosi profughi.

 

Sono tanti i mezzi e le rotte per rincasare dalla Siria. Le reclute dell' Is hanno saputo sfruttare l' assenza di quel coordinamento tra intelligence e polizia tra paesi che ancora credono di poter combattere il terrorismo proteggendo la propria sovranità. Ben quattordici membri della cellula di Abdelhamid Abaaoud hanno fatto marcia indietro verso l' Europa tra l' estate e l' autunno scorso.

 

abdelhamid abaaoud   mente delle stragi di parigiabdelhamid abaaoud mente delle stragi di parigi

La scoperta della loro presenza sul continente è stata tardiva se non postuma, visto che la maggior parte di questi "turisti della jihad" è morta da martire negli attacchi di Parigi e Bruxelles. Il leader del gruppo ha dimostrato di muoversi nella più totale impunità, andando e tornando dalla Siria ben cinque volte, usando il Belgio come un Grand Hotel.

Prima degli attentati di Charlie Hebdo, l' allarme in Europa era concentrato sui giovani che venivano arruolati dall' Is, senza reale volontà di fermarli. «Pensavamo che bastasse chiudere un occhio per liberarcene», ricorda una fonte dell' intelligence francese.

«Finché abbiamo capito che alcuni tornavano, e non con le migliori intenzioni».

 

Il Belgio ha aspettato la primavera dell' anno scorso per processare Khalid Zerkani, il più grande reclutatore di foreign fighter del paese, che con Abaaoud ha organizzato la filiera di Molenbeek dal gennaio 2013. Zerkani è stato condannato nel luglio scorso a 15 anni di reclusione. Un altro processo si terrà a maggio per i fratelli Othman e Mohamed Ahksynnai, capi della filiera di Schaerbeek da cui proviene Najim Laarchaoui, l' artificiere del gruppo e secondo kamikaze dell' aeroporto di Bruxelles.

KOUACHI EL BAKRAOUIKOUACHI EL BAKRAOUI

 

All' inizio dell' anno scorso, Abaaoud scrive su Daqib, il magazine del Califfato: «Il mio nome e la mia foto sono su tutti i giornali e tuttavia ho potuto starmene nella loro terra e pianificare attentati contro di loro». Il giovane dirigente dell' Is ha probabilmente viaggiato in Europa con un falso documento. Secondo Interpol ci sono almeno 250mila passaporti siriani e iracheni contraffatti o trafugati.

 

Nella cellula degli attacchi ci sono anche false carte di identità del Belgio come quelle di Laachraoui e Mohamed Belkaid, basisti del gruppo, diventati Soufiane Kayal e Samir Bouzid. Anche per questo non hanno problemi quando vengono fermati il 9 settembre alla frontiera tra Germania e Ungheria, in macchina con Salah Abdeslam.

Eludono il controllo nonostante Laachraoui sia oggetto di un mandato di arresto internazionale fin dal marzo 2014.

khalid el bakraouikhalid el bakraoui

 

Così come Abaaoud, che ha fatto la "spola" tra Raqqa e Bruxelles, nonostante fosse ricercato dall' agosto 2014.

 

Anche Samy Amimour o Chakib Akrouh erano oggetto di un mandato di cattura senza che questo gli abbia impedito di partecipare ai commando del 13 novembre.

Se esistesse una banca dati comune dei passeggeri negli aeroporti, il famoso Pnr ( Passenger name record) l' utilizzo di false identità potrebbe quantomeno allertare le autorità su alcune rotte sospette.

 

Del Pnr si parla da tempo, fu una delle battaglie dell' Italia durante il semestre europeo del 2014, ma neppure dopo gli attentati degli ultimi mesi, l' Europa è riuscita ad approvarlo. L' altra soluzione sarebbe l' uso di documenti biometrici in tutta l' Ue, ma anche questo è un traguardo lontano.

 

ERDOGANERDOGAN

In alcuni casi non c' è neppure bisogno di nascondersi.

Uno dei futuri kamikaze del 22 marzo, Ibrahim El Bakraoui, è infatti stato espulso dalla Turchia verso l' Olanda per ben due volte, il 14 luglio e il 21 agosto, senza essere fermato da nessun poliziotto. Ha potuto circolare nel continente con la sua vera identità, ovvero quella di un condannato in libertà vigilata scappato dal suo paese e che le autorità turche hanno segnalato inutilmente a Belgio e Olanda come «recluta dell' Is».

 

Bakraoui ha chiesto di essere espulso nello scalo di Schipol perché tra i jihadisti si sa che le maglie dei controlli nel paese sono piuttosto larghe, quasi una beffa per Europol che ha sede all' Aia.

MOLENBEEKMOLENBEEK

 

L' ultimo varco aperto per i turisti della jihad è la frontiera della Grecia, dove fino a qualche tempo fa bastava dichiararsi profugo per ottenere un lasciapassare utile ad attraversare lo spazio Schengen.

 

L' uomo arrestato con Abdeslam a Molenbeek ha lasciato le sue impronte a Leros il 20 settembre e un' identità belga falsa, Amine Choukri. Qualche giorno dopo, il 3 ottobre, due dei kamikaze dello Stade de France sono sbarcati nell' isola greca con falsi passaporti siriani. Ora i servizi segreti setacciano foto, impronte degli altri profughi sbarcati in Grecia tra settembre e ottobre.

 

«Sono tornato con una novantina di uomini», si era vantato Abaaoud prima di essere ucciso. Ora si è capito che per molti di loro la partenza dall' Europa era stata solo un arrivederci.

MolenbeekMolenbeek

 

 

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