roberto sergio

“IO SO’ SERGIO, ER MEJO DELLA RAI” – “IL FOGLIO” SI CUCINA ROBERTO SERGIO, CHE ALLA FESTA DEL QUOTIDIANO HA SPARATO A PALLETTONI CONTRO TUTTI (“SERENA BORTONE ERA DA LICENZIARE”; “IO SARO DG”): “L’AD TELEVANITÀ, RINOMINATO, DA FDI, ‘IL NARCISO KAMIKAZE’. AL NARCISO, QUELLE GRAN TESTE D’ITALIA, I FRATELLI, POTREBBERO OFFRIRE LA PRESIDENZA DI FERROVIE CHE IL RAGIONIERE DI STATO, BIAGIO MAZZOTTA, HA RIFIUTATO. FERROVIE È LA VERSILIA DELL’ITALIANO INCOMPRESO. CI SALVERANNO I BINARI. IL PROSSIMO DG NON SARÀ CIANNAMEA, MA…”

 

 

 

Estratto dell’articolo di Carmelo Caruso per “il Foglio”

 

roberto sergio 4

Eccone un altro che la Rai ha scatenato come un cavallo: è Roberto Sergio, l’ad televanità, rinominato, da FdI, “il narciso kamikaze”, “Roby occhiali d’oro”. Si presenta a Venezia, alla festa del Foglio, a urne aperte, e dice, “io sarò dg e Giampaolo Rossi, ad Rai”; “Serena Bortone era da licenziare”. Dopo la sua performance, eccezionale, è giusto comunicargli cosa pensano i suoi ammiratori di governo, come intendono premiarlo.

 

Meloni, dopo averlo ascoltato, intendeva farlo imbarcare su una nave cargo, diretta a Brindisi, mentre il suo caro amico Giampaolo Rossi, il profeta, il dg Rai, intercede per la grazia. Per il ruolo di dg è ora in corsa Giuseppe Pasciucco. Al narciso, quelle gran teste d’Italia, i Fratelli, potrebbero offrire la presidenza di Ferrovie che il ragioniere di stato, Biagio Mazzotta, ha rifiutato. Ferrovie è la Versilia dell’italiano incompreso. Ci salveranno i binari.

 

roberto sergio con rossi

Il problema della Rai sono gli specchi: i direttori fanno i conduttori, gli ad si profumano di complimenti, Pino Insegno si è convinto di essere il nuovo Amadeus (gli daranno in autunno una prima serata). Per qualche settimana, ancora, l’amministratore delegato sarà Roberto Sergio, un uomo che il sole, e le lampade, hanno baciato ma che ha un piccolo difetto: si piace. Eccome, se si piace.

 

Aveva un accordo con Giampaolo Rossi, il patriota di FdI, che lo ha presentato a Meloni, con queste parole: “Uomo squisito, Roberto è amico mio. Ci conosciamo da una vita. Ci possiamo fidare”. E’ passato un anno, un anno bellissimo, e Rossi, che non può dirlo, pensa che gli si doveva seccare la pipa, quando ha presentato Sergio a Meloni, mentre Sergio pensa: “Io so Sergio, er mejo della Rai”. Seriamente scrivendo, ci siamo.

 

giampiero rossi roberto sergio

L’ultima settimana di giugno, il Parlamento dovrebbe eleggere i membri del cda. Il Pd ha deciso di astenersi, di non indicare nessun consigliere. La casella può andare ad Avs, dei  Salisiani Fratoianni e Bonelli, e il più accreditato a prenderla è Roberto Natale. L’elezione del cda non è ancora in calendario.

 

Stefano Graziano, capogruppo Pd in Vigilanza della Rai, è arcisicuro che l’elezione slitterà “e che se ne parlerà a luglio”. FdI dice invece che “si può fare”. La Lega dovrebbe puntare su Casarin, direttore del Tgr, Forza Italia si prende la presidenza Rai, con Simona Agnes. Sono tutte cose dette, scritte, e riscritte.

 

Quello che non si è ancora detto è che FdI chiede  a Rossi, “ma tu sei certo di caricarti come dg il narciso kamikaze? […]

roberto sergio isabella rusconi ricevimento quirinale 2 giugno 2024

 

[…] Rossi, che è profeta, che fa yoga, pensa invece che, forse, il narciso meglio averlo vicino, vicino piuttosto che  a Radio Rai (il suo vecchio incarico) a fare il narciso. I compari di FdI hanno risposto a Rossi: “Ma tu, caro profeta, o sei tutto grullo o sei tutto profeta”.

 

Fortuna vuole che al Mef, il gran magro Mazzotta, il Ragioniere di stato, che scambiò un buco per un Superbonus, abbia rifiutato la carica di presidente di Ferrovie. Lui viaggia solo in carriola da manovale. L’idea che circola è offrire il ruolo di presidente al “narciso kamikaze”.

 

E’ un’idea salvo che, dicono i compari d’Italia, “il narciso lo rivendichi espressamente la Lega come dg. A quel punto se Sergio prende la casacca della Lega, se Salvini chiede a Meloni di indicarlo, sarà impossibile dire di no”. Altrimenti? “Altrimenti c’è una terna”. Se il narciso viaggia  sul FrecciaSergio, va a Ferrovie, il prossimo dg non sarà Marcello Ciannamea, direttore Prime Time, ma uno di questi tre.

 

Il primo è Marco Brancadoro, direttore Finanza e Pianificazione, responsabile ad interim della Direzione immobiliare. Il secondo è Felice Ventura, direttore Risorse umane e organizzazione. Il terzo, il favorito, è Giuseppe Pasciucco, presidente di Rai way e già capo staff dell’ex ad, Carlo Fuortes.

STEFANO COLETTA

 

A essere onesti il narciso Sergio è solo uno dei narcisi. I giornalisti che si occupano di elezioni, autonomia differenziata, stanno purtroppo trascurando altri tre narcisi che usano la Rai come specchio per azzimarsi.

 

Il più simpatico è Stefano Coletta, direttore della Distribuzione Rai, destinato ad avere un grande ruolo (è quota Pd anche se, in verità, la sua fortuna la deve alla zia, amica di Gianni Letta). Sui social inserisce fotografie di lui pensoso sull’albero tropicale.

 

E’ nato per ragionare con il profeta Rossi. Gli altri due sono due grandi eroi del nostro tempo, […]. Uno è il capociuccio Paolo Corsini, direttore approfondimento Rai, che sta più in video che dietro e che fa l’ospite a “Porta a Porta”, da Marzullo. L’altro è Angelo Mellone, direttore del Day Time, lo stilista con il mocassino marchigiano. Si fanno invitare dai giornalisti e dai conduttori che dovrebbero dirigere con il pretesto di raccontare la nuova Rai, questa povera Rai, la pozza d’acqua dove si specchiano i narcisi d’Italia.

paolo corsiniANGELO MELLONE

ROBERTO SERGIO - MARINELLA SOLDI

roberto sergio 2roberto sergio 3

Ultimi Dagoreport

riccardo muti domenico beatrice venezi

DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU BEATRICE VENEZI ALLA FENICE (“LASCIATELA DIRIGERE E POI LE ORCHESTRE VARIE E I CORI VARI DECIDERANNO”) DIPENDA DAL FATTO CHE LA FENICE HA ASSUNTO SUO FIGLIO, L’AVVOCATO DOMENICO MUTI, INCARICATO DI “CONSULENZA STRATEGICA E PROCACCIAMENTO DI AFFARI” PER LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – EN PASSANT, SI SCOPRE ANCHE CHE LA FENICE PAGA 39 MILA EURO PER SEI MESI, DAL 15 GENNAIO SCORSO AL 14 LUGLIO PROSSIMO, ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA - (AH, COME AVEVA RAGIONE LEO LONGANESI QUANDO PROPONEVA DI METTERE SUL TRICOLORE UNA GRANDE SCRITTA: “TENGO FAMIGLIA”) – VIDEO

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?