susanna prostituta 50enne che batte la salaria in bicicletta

ITALIA A PUTTANE - FELTRI CONTRO LE SANZIONI AI CLIENTI DELLE SEX WORKER: “IL POVERACCIO ARRAPATO FERMA UNA SIGNORINA PER STRADA E SENZA TANTE IPOCRISIE LE DOMANDA QUANTO COSTA; LEI AVANZA LE PROPRIE PRETESE E AVVIENE LA CONSUMAZIONE. DOV'È IL REATO?”

Vittorio Feltri per “Libero Quotidiano”

 

vittorio feltrivittorio feltri

È pronto un progetto di legge col quale si intende punire l' utilizzatore finale delle prostitute, come usa in Svezia dove così il mercato sessuale è stato - pare - diminuito del 60 per cento. La notizia non è nuova, ma Avvenire (quotidiano della Cei, quello dei vescovi) l' ha commentata favorevolmente ieri in prima pagina e, in seconda, con un articolo di Antonella Mariani.

 

Nel quale si sviluppano argomenti morali condivisibili che però non tengono conto della realtà. È vero che la vendita del corpo è di per sé squallida. Pagare per ottenere una prestazione erotica è triste come incassare per fornirla, con una aggravante: chi si vende forse lo fa per disperazione, cioè in caso di necessità, per sopravvivere o perché costretto (costretta) a concedersi da prepotenti sfruttatori. Mentre chi usufruisce del "servizio" pensa solo ad ottenere il proprio piacere. Insomma approfitta del disagio di una persona debole.

PROSTITUZIONEPROSTITUZIONE

 

Fin qui siamo d' accordo. Ma la prostituzione non sempre è promossa dalla miseria o dalla paura. Molte donne decidono di immettersi sul mercato in questione spinte dal desiderio di guadagnare parecchi soldi e in fretta. Non so se sia lecito punirne i clienti più o meno affezionati. Prima di castigarli ci penserei due volte, anche perché il numero di coloro che frequentano le suddette ragazze - stando allo stesso Avvenire - è di 9 milioni di italiani che versano ogni mese, allo scopo di godere, 90 milioni di euro, ossia 10 euro ciascuno.

 

La cifra è talmente modesta da non suscitare allarme. Ma non è questo il punto.

Le squillo non sono tutte uguali e non tutte finiscono sul marciapiedi per lo stesso motivo, questo è assodato.

 

prostituzione nei boschi dei castelli romani 7prostituzione nei boschi dei castelli romani 7

Allo stesso modo non tutti i puttanieri sono soggetti malvagi; talvolta si tratta di uomini che soffrono di solitudine o, peggio, non hanno la possibilità di intessere relazioni affettive che sfocino in qualche attività sessuale. Fare di tutte le erbe un fascio, anche in questo campo, non conviene.

 

Considerare reato la pacifica contrattazione fra un maschio e una femmina cioè uno scambio fra denaro e un amplesso non è legittimo in un paese rispettoso del principio irrinunciabile di libertà. Ciascuno di noi, se non commette violenze né impone la propria volontà, ha il diritto di "affittare" il proprio corpo oppure di prenderlo a pigione. Ovvio, a condizione che il contratto non sia viziato da comportamenti delittuosi.

prostituzione nei boschi dei castelli romani 8prostituzione nei boschi dei castelli romani 8

 

Difficile sostenere il contrario e trasformarlo in opportunità per condannare uno dei contraenti. Magnaccia (protettori e sfruttatori) a parte, non si capisce perché la prostituta che dà se stessa per quattrini (spontaneamente) sia innocente mentre colui che li sborsa per averla debba essere sanzionato. Il ragionamento non sta in piedi. Soprattutto se si considera che le forme di prostituzione sono varie.

 

prostituzione nei boschi dei castelli romani 6prostituzione nei boschi dei castelli romani 6

Il poveraccio arrapato ferma una signorina per strada e senza tante ipocrisie le domanda quanto costa; lei avanza le proprie pretese e, nell' eventualità di un accordo, avviene la consumazione. Dove è il dramma? Non c' è. Ma l' etica corrente, non solo religiosa, non approva.

 

Biasima. Se invece un industriale torinese o brianzolo o comunque un borghese non troppo piccolo convoca in casa un paio di russe o una escort a ore e se le scopa, naturalmente non gratis, allora non vi è problema alcuno. In fondo, egli dice, ho fatto soltanto qualche regalino per ricompensare certe carinerie. Senza contare che tra prostituzione e opportunismo il confine è labile.

 

Quante signore sono disponibili per ottenere qualcosa in cambio: una vacanza, un favore, un posto, un abito di Gucci? E quante giovanotte sono gentili (si fa per dire) con il capufficio per strappare almeno una spintarella? Come le qualifichiamo? Già.

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Le puttane sono solamente le romene e le nigeriane. E i puttanieri sono esclusivamente gli idraulici e i camionisti.

 

Infine, un paio di note. I trans da lampione come li valutiamo? Se li togliete dalla strada fate un danno a loro o ai loro clienti? Se è vero che gli aficionados delle prostitute nel nostro Paese sono 9 milioni, non saranno molti coloro che voteranno per il partito che li penalizza. La legge non sarà approvata. Difatti chi multa i puttanieri, va da sè, perde le elezioni.

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