ursula von der leyen giorgia meloni olaf scholz emmanuel macron

L'ABBRACCIO DI GIORGIA INGUAIA URSULA? – L'ENNESIMO INCONTRO DELLA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE UE CON LA MELONI AVREBBE FATTO INDISPETTIRE MACRON E SCHOLZ – IL RETROSCENA DI "REPUBBLICA": MACRON AVREBBE INVITATO CHARLES MICHEL A NON DIMETTERSI ORA DA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO EUROPEO - SE LO FACESSE, AL SUO POSTO ANDREBBE SUBITO DRAGHI. E INVECE IL TOYBOY DELL'ELISEO VUOLE TENERE MARIOPIO IN CORSA ANCHE PER LA GUIDA DELLA COMMISSIONE, PUR DI INSIDIARE LE AMBIZIONI DELLA VON DER LEYEN...

Estratto dell’articolo di Claudio Tito per “la Repubblica”

 

ursula von der leyen giorgia meloni 1

«Ma sta sempre in Italia?». La domanda inizia a essere sempre più ripetuta. Nei palazzi europei della Commissione e del Consiglio, ma anche in molte cancellerie. E il riferimento è a Ursula von der Leyen. L’ultima visita, quella di ieri a Forlì insieme a Giorgia Meloni, sta infatti facendo indispettire molti degli alleati Ue.

 

La sensazione che il rapporto instaurato con la presidente del consiglio sia esclusivamente dovuto alla sua campagna elettorale per ottenere il rinnovo del mandato sta creando più di un malumore. Soprattutto tra i “primi azionisti” dell’Unione: Francia e Germania.

 

URSULA VON DER LEYEN - EMMANUEL MACRON - GIORGIA MELONI - SUMMIT EU MED 9 MALTA

Anche perché il nome della premier italiana richiama quasi automaticamente quelli dei “nemici” domestici di Emmanuel Macron e Olaf Scholz: l’estrema destra di Le Pen e Afd. Il feeling Giorgia-Ursula, dunque, non piace per niente. E per molti si sta trasformando in un’azione controproducente. Ossia in un dato a sfavore della conferma.

 

In questo quadro, poi, si è innestato di recente un altro elemento: la candidatura del belga Charles Michel, il presidente del consiglio europeo, alle prossime elezioni europee. Una scelta che ha destato più di una perplessità. E che ora sta generando anche qualche attrito.

 

[...] Il quesito posto è netto: è corretto che il presidente del consiglio Ue utilizzi la sua carica per la campagna elettorale? Michel è liberale, notoriamente vicino al presidente francese. E in qualche modo l’agitazione di Palazzo Berlaymont è stata interpretata come una sollecitazione a Macron a sciogliere il nodo. Come? Suggerendo a Michel di lasciare la carica subito e quindi nominare immediatamente un successore. Per gli “avversari” del presidente belga, la richiesta è anche giustificata dalla possibilità che in caso di “vacatio” il ruolo può essere assunto dalla presidenza di turno dell’Ue, ossia dall’ungherese Viktor Orban. [...]

 

ursula von der leyen giorgia meloni 4

Ma dietro queste argomentazioni, i più sospettosi scorgono ben altro. Ossia il tentativo di eliminare dalla corsa alla presidenza della Commissione qualche concorrente pericoloso. Se, infatti, Michel si dimettesse subito, chi sarebbe considerato il miglior candidato possibile? Ieri, ad esempio, Matteo Renzi è stato esplicito a questo riguardo: Mario Draghi. L’ex presidente della Bce appare il nome più apprezzato e quello immediatamente spendibile per un’emergenza di questo tipo.

 

GIORGIA MELONI OLAF SCHOLZ E EMMANUEL MACRON ALL'HOTEL AMIGO DI BRUXELLES

La sua designazione da parte del Consiglio europeo non incontrerebbe ostacoli consistenti. Per von der Leyen, inoltre, significherebbe eliminare dalla lista dei potenziali pretendenti alla sua successione la personalità più autorevole. Proprio per questo, i suggerimenti che stanno arrivando a Michel — anche dall’Eliseo — sono di segno opposto: «Rimani al tuo posto fino alla fine». Ossia fino al prossimo 16 luglio quando si insedierà il nuovo parlamento europeo.

 

A quel punto il pacchetto di nomine europee dovrà essere affrontato nel suo complesso. E tutte le possibilità rimarrebbero aperte. Von der Leyen manterrebbe le sue chance ma la sua non sarebbe una corsa solitaria.

charles michel viktor orban CHARLES MICHEL E GIORGIA MELONIGIORGIA MELONI E OLAF SCHOLZ giorgia meloni ursula von der leyen a lampedusa 3

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