SOGNO O SON SAGGIO? - L’AFFARE DELLA RETATA SUI SAGGI BY LETTA S’INGROSSA: UNO DEI PROFESSORONI ERA GIÀ INDAGATO QUANDO FU NOMINATO!

Giusi Fasano per "Il Corriere della Sera"

Un «diffuso sistema di malaffare». O, per essere più precisi, «una vasta rete di relazioni illegali, scambi di favore, protezioni reciproche e accordi» per «favorire i candidati espressione dei decani» e per «la spartizione dei posti messi a concorso».

La Guardia di Finanza di Bari definisce così il meccanismo dei concorsi per docenti e per ricercatori universitari sui quali indaga da anni il «Gruppo tutela mercato, beni e servizi».

Le carte parlano di una «scientifica manipolazione delle procedure concorsuali» e tirano in ballo i nomi, con l'indicazione di «soggetti segnalati all'Autorità giudiziaria», di cinque dei 35 saggi voluti dal governo Letta come consulenti nelle azioni di governo.

Segnalati, quindi sicuramente denunciati, ma non è chiaro se anche indagati salvo uno di loro, il professor Beniamino Caravita Di Toritto, Università La Sapienza di Roma: ha saputo di essere inquisito quando i finanzieri gli hanno notificato un decreto di acquisizione (di alcuni file e documenti) e per le due successive proroghe di indagini di cui è stato informato.

L'ultima a gennaio di quest'anno, spiega uno dei suoi avvocati, Renato Borzone. «L'acquisizione di materiale che lo riguarda è di oltre due anni fa. Ora qualcuno mi deve dire perché improvvisamente si ritrova a essere sott'accusa come se l'indagine fosse di ieri e dopo che abbiamo chiesto più volte al pm di essere sentiti per chiarire ogni dettaglio, anche se non c'è nulla da chiarire perché il mio assistito non ha mai manipolato concorsi».

La domanda, però, nel caso del professor Caravita è un'altra: quando fu nominato fra i saggi segnalò o no di essere sotto inchiesta a Bari? «Non so dirle se lo ha fatto o meno» dice l'avvocato Borzone. «So che il suo nome era stato fatto dai giornali, la cosa era pubblica, so che all'epoca la sola informazione che ci venne data era di generici contatti con un suo collega docente, finito anche lui sotto indagine. E sono sicuro che ha fatto tutti i passaggi istituzionali che doveva fare.

La verità e che noi non sappiano nemmeno per quale fatto specifico il professore è stato indagato». Le informative della Finanza lo dicono: «manipolazione dei concorsi del settore scientifico disciplinare (Diritto costituzionale) banditi dall'Università Europea di Roma e dall'Università di Macerata». 
Gli altri docenti chiamati in causa sono Augusto Barbera (Università di Bologna), sott'accusa per gli stessi concorsi del collega Caravita;

Giuseppe De Vergottini, stessa università e identiche accuse dei due colleghi precedenti. Altra professoressa fra i saggi: Carmela Salazar (Università di Reggio Calabria), che i finanzieri ipotizzano coinvolta nella manipolazione di un concorso per associato in diritto costituzionale all'Università di Teramo.

E infine Lorenza Violini, Università di Milano, finita nel mirino della Finanza per un presunto bando irregolare (anche qui di un associato) all'Università di Macerata. Il fascicolo aperto a Bari è per associazione a delinquere, falso, corruzione e truffa aggravata e in tutto sarebbero 35 i docenti coinvolti.

Nove le sedi universitarie coinvolte, tre i corsi di studio (Diritto pubblico comparato, Diritto costituzionale e Diritto canonico ecclesiastico) e poi diversi i filoni di indagine, uno dei quali si incrocerebbe con una vecchia inchiesta sul Tar barese e la Lum di Casamassima, a seguito della quale un giudice del Tribunale amministrativo regionale lasciò l'incarico dopo l'assegnazione di un contratto universitario a sua figlia. 


2. I CINQUE SAGGI DI LETTA FINITI SOTTO ACCUSA
Da "Il Fatto Quotidiano"

E' stato il governo delle larghe intese, quello votato al risanamento economico e alle grandi riforme, a scegliere uno strumento straordinario per cambiare faccia all`Italia: una commissione di saggi. I 35 esperti di diritto nominati da Enrico Letta hanno prodotto un documento che il premier ha promesso di tenere in alta considerazione nell`azione dell`esecutivo.
Anche perchè l`idea di affidarsi al parere di un organismo esterno aveva avuto l`assenso formale del presidente della Repubblica. Ora il coinvolgimento di 5 membri della commissione speciale provoca un silenzio istituzionale rumorosissimo: a parte le difese dei singoli docenti coinvolti, nè il governo nè il Quirinale hanno avuto nulla di dichiarare.

 

Napolitano Maurizio Lupi ed Enrico Letta beniamino-caravita-di-torittde vergottiniLorenza Violinicarmela-salazar

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