geert wilders

L’AIA CHE TIRA: LA VITTORIA DI GEERT WILDERS IN OLANDA È IL PEGGIOR INCUBO DELL’UE – A BRUXELLES SONO TERRORIZZATI DALLA PROMESSA DI INDIRE UN REFERENDUM SULL’USCITA DALL’UNIONE EUROPEA - I CITTADINI, PIÙ CHE PER LA "NEXIT", L’HANNO VOTATO PER LA CAMPAGNA ANTI-MIGRANTI: I LIBERALI DI DILAN YE?ILGÖZ, DELFINA DI MARK RUTTE, LO HANNO LEGITTIMATO FACENDO ANCHE LORO DELL’IMMIGRAZIONE UNA QUESTIONE CHIAVE. E GLI ELETTORI HANNO PENSATO DI VOTARE DIRETTAMENTE L’ORIGINALE…

 

1. GEERT WILDERS È IL PEGGIOR INCUBO DELL'UE

Traduzione dell’articolo di Tim Ross, Pieter Haeck, Eline Schaart e Jakob Hanke Vela per www.politico.eu

 

GEERT WILDERS

Una frase dell'incendiario discorso di Geert Wilders agli elettori olandesi perseguiterà Bruxelles più di ogni altra: un referendum sull'uscita dall'UE.

 

Sette anni dopo che i britannici hanno votato per la Brexit, il cosiddetto voto “Nexit” è stato un elemento centrale dell'offerta del leader dell'estrema destra, che alla fine ha avuto successo nei Paesi Bassi.

 

E mentre Wilders ha ammorbidito la sua retorica anti-Islam nelle ultime settimane, non ci sono segni che voglia attenuare il suo euroscetticismo dopo la sua vittoria elettorale.

 

Anche se gli elettori olandesi non si convinceranno a seguire i britannici nell'uscita dall'UE - i sondaggi suggeriscono che è improbabile - c'è la certezza che un governo guidato da Wilders all'Aia sarà comunque un incubo per Bruxelles.

GEERT WILDERS 1

 

Un posto per Wilders al tavolo del vertice dell'UE trasformerebbe la dinamica, insieme ad altri leader di estrema destra e nazionalisti già in carica. Improvvisamente, politiche che vanno dall'azione per il clima alla riforma dell'UE e alle armi per l'Ucraina saranno oggetto di dibattito e persino di un'inversione di tendenza.

 

Da quando sono stati resi noti gli exit poll, i potenziali partner del centro-destra non hanno escluso di formare una coalizione con Wilders, che è emerso come chiaro vincitore. Questo nonostante il fatto che negli ultimi 10 anni sia stato tenuto fuori dai centristi. Da parte sua, il veterano sessantenne sembra essere seriamente intenzionato a prendere il potere lui stesso, questa volta.

 

Dilan Yesilgoz-Zegerius

Da quando la sostituta di Mark Rutte come leader del VVD, Dilan Yesilgöz, ha indicato all'inizio della campagna elettorale che avrebbe potuto entrare in trattative di coalizione con Wilders, il leader dell'estrema destra ha lavorato duramente per apparire più ragionevole. Ha stemperato alcune delle sue posizioni più dure, in particolare sull'Islam - come la messa al bando delle moschee - dicendo che ci sono priorità più importanti da risolvere.

 

Mercoledì sera, dopo i risultati, Wilders è stato più esplicito: "Capisco molto bene che i partiti non vogliono essere in un governo con un partito che vuole misure incostituzionali", ha detto. "Non parleremo di moschee, corani e scuole islamiche".

 

Anche se Wilders è disposto a rinunciare alla richiesta di un referendum sull'UE in cambio del potere, la sua vittoria farà comunque rabbrividire le istituzioni europee.  E se i partiti centristi si uniranno per tenere fuori Wilders - ancora una volta - potrebbe esserci un prezzo da pagare con gli elettori olandesi arrabbiati, in seguito.

 

matteo salvini geert wilders

Il sostenitore della Brexit Nigel Farage ha dimostrato nel Regno Unito che non è necessario essere al potere per avere un'influenza potente.

 

L’immigrazione è stato un tema dominante nelle elezioni olandesi. Per i politici dell'UE, rimane una preoccupazione pressante. Con l'aumento del numero di immigrati, è aumentato anche il sostegno ai partiti di estrema destra in molti Paesi europei.

 

In Italia, lo scorso anno, Giorgia Meloni ha conquistato il potere con i suoi Fratelli d'Italia. In Francia, il Front National di Marine Le Pen rimane una forza potente, al secondo posto nei sondaggi. In Germania, Alternative fur Deutschland è salita al secondo posto negli ultimi mesi.  Nel suo discorso della vittoria, Wilders ha promesso di affrontare quello che ha definito lo "tsunami dell'asilo" che sta colpendo i Paesi Bassi.

 

GEERT WILDERS CON IL CARTELLO NON UN CENTESIMO ALL'ITALIA

“Il motivo principale per cui gli elettori hanno sostenuto Wilders in queste elezioni è il suo programma anti-immigrazione, seguito dalle sue posizioni sulla crisi del costo della vita e dalla sua posizione in materia di sanità", ha dichiarato Sarah de Lange, docente di politica all'Università di Amsterdam. I partiti tradizionali hanno "legittimato Wilders" facendo dell'immigrazione una questione chiave, ha detto. "Gli elettori potrebbero aver pensato che se la posta in gioco è questa, perché non votare per l'originale piuttosto che per la copia?".

 

Per la sinistra, il punto di forza dei Paesi Bassi è stata la forte affermazione di un'alleanza ben organizzata tra laburisti e verdi. Frans Timmermans, l'ex vicepresidente della Commissione europea, ha galvanizzato il sostegno dietro di sé. Ma anche questo ticket congiunto non è riuscito a battere il risultato di Wilders.

 

Frans Timmermans inno roma

Il prossimo giugno nei 27 Paesi dell'UE si terranno le elezioni per il Parlamento europeo. Lo stesso giorno in cui gli elettori sceglieranno i loro europarlamentari, in Belgio si terranno le elezioni generali. Il leader dell'estrema destra indipendentista fiamminga Tom Van Grieken, anch'egli in attesa di una grande svolta, si è congratulato con Wilders: "Partiti come il nostro stanno arrivando in tutta Europa", ha detto.

 

Anche il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha festeggiato: "I venti del cambiamento sono qui!".

 

2. CHI È WILDERS, L’ESTREMISTA DI DESTRA ANTI-ISLAM CHE HA VINTO IN OLANDA

Estratto dell’articolo di Irene Soave per il “Corriere della Sera”

 

WILDERS E RUTTE

Il momento in cui Geert Wilders ha vinto una volta per tutte le elezioni di ieri, in Olanda, è stato alla «Notte olandese»: il dibattito tra candidati premier in diretta tv, la sera prima del voto. Una donna dal pubblico urla contro Frans Timmermans, già commissario Ue e a capo della compagine Verdi-Laburisti: «Non ho i soldi per curare la mia malattia». Timmermans: «Stiamo lottando contro la povertà. Tra quattro anni...». E Wilders può trionfare: «Tra quattro anni è tardi». Applausi.

 

GEERT WILDERS

I capelli tinti di programmatico biondo ariano, lo sguardo sprezzante, la scorta che non lo abbandona da 17 anni per risparmiargli la sorte di Theo van Gogh e Pim Fortuyn: uccisi perché anti-islamici radicali, come lo è lui. Geert Wilders, 60 anni, spauracchio alle elezioni del 2017 e a quelle del 2012, questa volta ha vinto: il suo Partito per la libertà, Pvv […] è il primo in Olanda.

 

[…] si attendeva un ingresso trionfale di Dilan Yesilgoz-Zegerius, ministra della Giustizia di Mark Rutte e candidata a succedergli (anche per i sondaggi); ma nel padiglione, stipato di bottiglie di bianco secco e kroketten, si è smesso rapidamente di festeggiare. Eppure Yesilgoz aveva promesso una linea dura sull’immigrazione. Gli elettori non se ne sono fidati, confermando una delle leggi base dei partiti sovranisti: se un partito moderato ne mutua temi e linguaggi, gli elettori gli preferiscono l’originale. Anzi, lo vedono legittimato.

RUTTE E WILDERS

 

Dove Wilders invoca la «de-islamizzazione» dell’Olanda, Yesilgoz prometteva un più morbido «giro di vite». Dove tutti escludevano di allearsi con lui, Yesilgoz si era detta possibilista, escludendo solo di sostenerlo come primo ministro. «Rutte aveva sempre tenuto le distanze», spiega il politologo Joost van Spanje. «Il successo di Wilders si deve a lei, che lo ha reso un’alternativa legittima».

 

La rincorsa nei sondaggi è arrivata da fine estate; l’impennata, secondo altri analisti, è un’onda lunga del 7 ottobre. «Dopo le tante manifestazioni anti-Israele è cresciuta la diffidenza nei confronti degli immigrati musulmani. Sembravano simpatizzare per Hamas», spiega il corrispondente di De TelegraafMaarten van Aalderen. C’è una stille meerderheid, una maggioranza silenziosa, «che non scende in piazza ma che era infastidita. Molti hanno votato Wilders per la prima volta». E il «problema dei migranti» i liberali l’hanno solo messo in agenda, «ma sono arrivati sempre più migranti».

salvini wilders le pen petri

 

«Ora non potete ignorarci», ha tuonato Wilders  […]. Ha promesso tre cose: «Ci comporteremo ragionevolmente», «gli olandesi torneranno al primo posto», lo «tsunami dei rifugiati», mantra della campagna elettorale, sarà arginato. […]

wildersWILDERS E RUTTEdonald trump wildersWILDERS E RUTTE

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