trump cancel culture

L’AMMINISTRAZIONE TRUMP? A META’ TRA LA FARSA E IL REGIME! CAPPELLINI: “COMICI E GIORNALISTI LICENZIATI, CENSURE E DIVIETI, DA QUANDO 'THE DONALD' È PRESIDENTE LO SCIVOLAMENTO VERSO METODI DA AUTOCRAZIA PROSEGUE PASSO DOPO PASSO" – IL SIPARIETTO DA “MAFIA MOVIE” CON IL GIORNALISTA AUSTRALIANO INVITATO A STARE ZITTO. “ABBIAMO CAPITO DA TEMPO CHE OGNI LIMITE È SALTATO: VALE TUTTO. E SIAMO ANCORA LONTANI DAL FONDO” -  E PENSARE CHE NEL FEBBRAIO SCORSO IL VICEPRESIDENTE J.D. VANCE HA ACCUSATO L’EUROPA "DI AVER MESSO A RISCHIO LA LIBERTÀ DI PAROLA”. I MAGA SANNO ESSERE SPUDORATI COME NESSUNO – VIDEO

Stefano Cappellini per repubblica.it - Estratti

 

donald trump zittisce un giornalista australiano 5

Poco prima di imbarcarsi per la visita in Gran Bretagna, due giorni fa, Donald Trump si è fermato a rispondere ai cronisti. Il corrispondente capo di Abc News da Washington, Jonathan Karl, ha chiesto a Trump informazioni sulla annunciata stretta allo studio dell'attorney general Pam Bondi contro i “discorsi di odio”.

 

(...)

 

 Trump si è subito visibilmente infastidito e in realtà, pur evitando di rispondere alla domanda, ha spiegato benissimo quanto abbia a cuore la libertà di parola: "Probabilmente Bondi se la prenderebbe con persone come lei visto che mi tratta così ingiustamente. Questo è odio. Lei ha molto odio nel cuore".

 

Esiste un video di questo scambio ed è agghiacciante. Al di là della totale gratuità e illogicità della replica, quella di Trump è la risposta che potrebbe dare un capriccioso dittatore cui non è ancora concesso – ma solo per ora, solo per ora - di dare ordine alla sicurezza di mettere in ceppi l’uomo.

donald trump - sondaggi e consenso in calo

 

Non è finita. Dopo il corrispondente di Abc ha preso la parola un giornalista dell'Australian Broadcasting Corporation, John Lyons, e ha chiesto a Trump: “Le sembra appropriato che un presidente in carica sia impegnato in così tante attività commerciali?”.

 

Domanda su un tema cruciale, quasi rimosso dal dibattito pubblico. Trump non è più abituato a domande vere e, forse spiazzato dall'audacia, ha reagito quasi come volesse davvero rispondere: "Beh, in realtà – ha detto – non sono impegnato. Sono i miei figli a gestire gli affari”. Ma è stato un attimo.

 

 

personaggi americani epurati da donald trump

Trump si è subito ricordato che lui è un sire e nessuno può infastidirlo con domande sui suoi macroscopici conflitti di interesse. Quindi ha smesso di rispondere sul merito e ha chiesto a Lyons: “Da dove viene lei?”. Alla risposta dell’uomo, Trump ha proseguito: "Secondo me, sta danneggiando molto l'Australia in questo momento, e il governo australiano vuole andare d'accordo con me. Sapete che il vostro leader verrà a trovarmi molto presto. Gli parlerò di te”.

 

Quindi, prima di passare a un’altra domanda, ha rivolto a Lyons l’ultimo saluto: “Stai zitto!”. Questo episodio misto di bullismo e megalomania – che Martin Scorsese renderebbe certamente sapido nella scena di un suo mafia movie – è passato più o meno sotto silenzio. Abbiamo capito da tempo che ogni limite è saltato: vale tutto. E siamo ancora lontani dal fondo.

 

donald trump zittisce un giornalista australiano 4

Poche ore dopo la scena dei due giornalisti messi a tacere, Abc ha deciso di cancellare “a tempo indeterminato” il late show di Jimmy Kimmel, uno dei programmi più longevi e di maggior successo negli Usa. L’accusa: lesa maestà. Durante il programma Kimmel aveva messo in dubbio la matrice ideologica dell’attentato mortale a Kirk e ironizzato sul lutto di Trump mostrando un video in cui, a una domanda sulla morte del cosiddetto suo “caro amico”, risponde surrealmente dicendo che sta costruendo una sala da ballo da 200 milioni di dollari e che i lavori sono a buon punto.

 

 Il commento di Kimmel in studio: “Questo non è un adulto in lutto, è la reazione di un bambino di 4 anni alla morte del suo pesciolino”. Trump ha subito accolto con gioia la sospensione del programma: “Bene! Abc ha fatto benissimo! Kimmel è stato sospeso per la sua mancanza di talento”, ha detto con il solito sprezzo per la verità.

donald trump zittisce un giornalista australiano 3

 

Quindi ha indicato due bersagli da colpire presto: Jimmy Fallon e Seth Meyers, conduttori di altri due popolarissimi show. Nella notte italiana Brendan Carr, messo da Trump a capo della Federal Communications, ha minacciato nuovi interventi sui network americani: “Non abbiamo ancora finito. Quella di Abc non credo sia l'ultima sorpresa. Sta avvenendo uno spostamento enorme nell'ecosistema mediatico e le conseguenze continueranno a manifestarsi”, ha assicurato Carr. Nel mirino c’è già anche un altro programma di Abc, network di proprietà Disney, ovvero The View.

 

donald trump zittisce un giornalista australiano 1

Nell’ultima settimana altri editori hanno licenziato giornalisti rei di aver espresso opinioni non gradite sul caso Kirk. Msnbc ha messo alla porta l’analista Matthew Dowd. Il Washington Post, dove l’editore e patron di Amazon Jeff Bezos ha ingiunto il divieto di pubblicare editoriali antigovernativi, ha estromesso l’editorialista Karen Attiah per un post pubblicato sui social. “You’re fired”, sei licenziato, era il tormentone di The Apprentice, il famoso programma tv condotto da Trump all’inizio degli anni Duemila (una versione italiana del format fu affidata a Flavio Briatore). Ma questo non è un reality, è l’America 2025.

 

DONALD TRUMP FOTO LAPRESSE

Da quando Trump è di nuovo presidente lo scivolamento verso metodi da autocrazia prosegue passo dopo passo senza significative reazioni e contromisure. Come in tutti i regimi non c’è insofferenza solo alle critiche, persino alle semplici domande o qualsiasi atto che non si adegui ai voleri dell’amministrazione. Nei mesi scorsi Trump ha deciso di cacciare l’Associated Press dalla sala stampa della Casa Bianca e di negare l’accesso anche all’Air Force One.

 

La colpa dell’Ap? Non essersi adeguata al cambio di denominazione del Golfo del Messico, ribattezzato Golfo d’America da Trump. 

 

(...)

Paramount, che possiede il network Cbs, ha deciso di versare a Trump 16 milioni di dollari per chiudere un contenzioso legale. Il motivo della causa? La scelta dello storico programma 60 minutes di intervistare l’allora vice-presidente e candidata Kamala Harris. Gli avvocati di Trump hanno sostenuto che il loro assistito ha sofferto “angoscia mentale” nel seguire l’intervista.

donald trump zittisce un giornalista australiano 2

 

Sempre Cbs ha deciso di cancellare a fine stagione il late show di Stephen Colbert, un altro dei conduttori nel mirino della Casa Bianca, e questo pochi giorni dopo che Colbert è intervenuto per deplorare la transazione con cui Paramount ha ritenuto di dover risarcire il presidente per la sua sofferenza alla vista di Kamala in tv.

 

Trump ha chiesto un risarcimento di 10 miliardi di dollari al Wall Street Journal per un pezzo sul caso Epstein e di 15 miliardi al New York Times per alcuni articoli su di lui, tra cui uno sulle sue attività finanziarie.

jd vance e donald trump nella situation room durante i bombardamenti americani sull'iran

 

Questa è la libertà di parola e di stampa negli Usa di Trump, i cui sostenitori rivendicano di essere difensori del free speech contro le censure ideologiche della sinistra. Nel febbraio scorso il vicepresidente J.D. Vance ha pronunciato a Monaco un atto di accusa contro l’Europa: “Qui avete messo a rischio la libertà di parola”. I Maga sanno essere spudorati come nessuno.

DONALD TRUMP - JD VANCE - PETE HEGSETHDONALD TRUMP FOOTBALL AMERICANO

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…