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L’AMORALE DELLA FAVA DELLE PROSSIME COMUNALI È LA FINE DEL BERLUSCONISMO - SALVINI E MELONI HANNO CAPITO CHE IL BANANA HA IN TESTA SOLO LE SUE AZIENDE (COME SEMPRE) E PER DIFENDERLE HA IMMOLATO IL CENTRODESTRA SULL’ALTARE DI RENZI

1 - CAOS CENTRODESTRA LA MELONI IN PISTA BERLUSCONI ATTACCA "TUTTI EX FASCISTI"

BERLUSCONI SALVINI MELONI BY BENNYBERLUSCONI SALVINI MELONI BY BENNY

Carmelo Lopapa per “la Repubblica”

 

La tenaglia si stringe attorno a Silvio Berlusconi, dopo Roma adesso Torino, e poi Napoli e Bologna, e sembra solo l' inizio. La leadership del centrodestra ormai è il vero obiettivo della battaglia su più fronti scatenata da Matteo Salvini, in cui le amministrative di giugno sono sempre più il pretesto.

 

«Perché il vecchio ormai deve capire che il suo tempo è finito», come diceva con riso di scherno il leader leghista martedì sera congratulandosi de visu con Giorgia Meloni per la decisione di accettare la candidatura. Per Berlusconi, che tira le somme in serata nel chiuso di Arcore, è l' ultima goccia di veleno: «Se ce ne fosse stato bisogno, Torino è la prova che c' è una strategia precisa che i due stanno seguendo, ma la pagheranno cara».

SALVINI MELONI BERLUSCONISALVINI MELONI BERLUSCONI

 

Ieri mattina l'annuncio ufficiale ai piedi del Pantheon da parte della (quarta) aspirante sindaco del centrodestra nella Capitale, nel pomeriggio il leader leghista strappa anche in Piemonte. «Osvaldo Napoli non è un candidato valido, se Berlusconi non vuole politici, ma imprenditori e professionisti, per me la persona giusta è il notaio Alberto Morano» attacca Salvini. Discorso chiuso, «abbiamo in campo i migliori candidati a Milano come a Roma, ma siamo ancora disponibili ad accogliere chi ci vuole seguire Forza Italia, se cambia idea, ben venga».

 

BERLUSCONI E SALVINIBERLUSCONI E SALVINI

Se vuole, Berlusconi si accomodi, insomma, come un alleato minore. L'umore del Cavaliere trapela dalle righe della replica concordata proprio con l' ex deputato torinese Osvaldo Napoli: «Salvini persegue il disegno lucido, ma velleitario, di sfasciare il centrodestra immaginando di camminare fra le sue macerie per incoronarsi leader, lui prototipo del professionismo in politica».

 

In tv da "Mattino Cinque" Berlusconi aveva già liquidato come "teatrino della politica" le polemiche sulla maternità della Meloni, «la signora sa benissimo di non avere alcuna possibilità di diventare sindaco ma sono ormai vecchio e so che le donne fanno quello che vogliono». I due si sentiranno poco dopo, colloquio «cordiale», ma ognuno resterà sulle proprie posizioni. Ma è coi leghisti che il leader forzista ormai vede rosso: «Quelli di Roma sono tutti ex fascisti e hanno liti tra loro ogni giorno». Bertolaso resta al suo posto perché «è un fuoriclasse e se qualcuno ha cambiato idea saranno i romani a decidere».

MATTEO SALVINI GIORGIA MELONIMATTEO SALVINI GIORGIA MELONI

 

A poco servirà l' appello all' unità che la Meloni lancia dal Pantheon a Berlusconi e Salvini («Aiutatemi a non lasciare Roma ai 5 stelle»). Sulla decisione finale sembra abbia pesato il sondaggio interno a Fdi che darebbero la leader tra il 22 e il 26 per cento, Bertolaso 7-9, Marchini 8-10.

 

Come se non bastasse il caos, il sindaco di Verona Flavio Tosi, leader del movimento "Fare" rivela che potrebbe candidarsi a Roma anche lui. A Bologna a questo punto la Lega fa quadrato attorno a Lucia Bergonzoni, Fi al suo Galeazzo Bignami. Mentre pure a Napoli Fdi sono pronti a scagliare Marcello Taglialatela contro il candidato forzista già designato Gianni Lettieri.

 

GIORGIA MELONI - PANCETTA NERAGIORGIA MELONI - PANCETTA NERA

Un gioco di ritorsioni senza fine che travalica la politica. In serata Salvini rivela: «Dovevo andare a Canale5 (stamattina, ndr) ma mi hanno detto che l' appuntamento è annullato ». Perfino la compagna del Cavaliere, Francesca Pascale, via Instagram attacca la Meloni definendola «elegante fascista moderna».

 

2 - CAMERATA CHIC

Da “Libero quotidiano”

 

Una «raffinata fascista moderna». Francesca Pascale definisce così su Instagram Giorgia Meloni. Pare che la leader FdI se la sia presa un po'. Nessuno le aveva mai dato della raffinata.

pascale berlusconi gara di ceronepascale berlusconi gara di cerone

 

3 - SANTANCHÉ: "SILVIO È UN MASCHIO, STIA ZITTO"

Da “Libero quotidiano”

 

Daniela Santanché, deputata di Forza Italia abitualmente ultrà di Berlusconi, stavolta si scaglia contro il suo leader: «È un maschio - dice a La Zanzara - e come tutti gli uomini deve stare zitto sulla maternità. Ha sbagliato. Non ci sarà mai una legge che trasformerà gli uomini in madri. La Meloni ha il diritto di cambiare idea». E ancora: «Berlusconi è quello che è e se la Meloni ha detto che non si può fare campagna elettorale con il pancione di sette mesi ha detto una cazzata. Io ho lavorato fino a pochi minuti dalla nascita di mio figlio e non sono morta. Le nostre contadine, tanti anni fa, andavano in campagna, aprivano le gambe, partorivano e tornavano nei campi. La gravidanza non è una malattia».

BERLU E SANTANCHE images jpegBERLU E SANTANCHE images jpeg

 

4 - BERTOLASO: "MEGLIO COSÌ, ERANO ALLEATI IMBARAZZANTI"

Giovanna Vitale per “la Repubblica”

 

Al volante della sua smart, Guido Bertolaso sfreccia da solo per le strade di Roma: è diretto in una radio locale «per rispondere in diretta ai cittadini», dice. «Io faccio tutto da me, la mia squadra sono io».

Stia attento, con la leader di FdI in campo rischia di andare a sbattere e farsi male.

«Io sono abituato ad affrontare emergenze e terremoti, figurarsi se mi può far paura Giorgia. Ho già messo la freccia a sinistra, supererò tutti in corsa».

 

Si sente tradito dalla Meloni?

«A me non cambia niente, anzi, sa che le dico? Sono più contento, almeno mi sono liberato di alcuni compagni di viaggio francamente imbarazzanti».

 

Con chi ce l' ha?

bertolaso meloni rom 9bertolaso meloni rom 9

«Meloni e Salvini due mesi fa mi chiesero, insieme a Berlusconi, di correre in nome e per conto del centrodestra. Poi si sa come sono i politici. Non hanno mai una parola sola. I gazebo noi li abbiamo fatti perché li chiedeva Salvini. Ma i romani non sono scemi: hanno capito che sulla pelle di Roma si sta giocando una squallida partita nazionale».

 

Perché Meloni ha cambiato idea? Forse per quella uscita infelice sulla sua gravidanza?

«Io ho semplicemente ripetuto ciò che lei aveva detto al Family Day. Io le voglio bene. E ho spiegato che mi sembrava una cattiveria costringerla a passare i mesi più belli della sua vita tra buche, sporcizia, topi, discariche, campi rom. Dentro una campagna elettorale dove le bombe sporche vengono sganciate ogni giorno. Le mie parole sono state strumentalizzate per oscurare l' incredibile risultato dei gazebo, andati meglio di quelli di Lega e Pd: 45 mila romani hanno votato Bertolaso sindaco».

bertolaso meloni rom 8bertolaso meloni rom 8

 

Il centrodestra però è diviso in quattro, come farà a vincere?

«Con la mia credibilità e il mio messaggio. Recuperando una bella fetta di quel 51% di elettori che alle ultime comunali hanno disertato. Programma in mano proverò a parlare con tutti, a iniziare da Storace e Marchini. E sto mettendo in piedi una mia lista civica con funzionari dello Stato, magistrati, prefetti, un pezzo di società civile che vuol cambiare Roma. Io e Giorgia partiamo più o meno alla pari, visto che il centrodestra non è unito né sul nome mio né sul suo. Con la differenza che io non sono un perdente».

bertolaso meloni rom 6bertolaso meloni rom 6

 

Ma se dopo la Meloni anche Berlusconi le chiedesse di fare un passo di lato?

«Più facile che cambi idea io che Silvio. Ma non lo farò».

 

Non teme il fuoco amico da parte di Forza Italia?

«Bah sono abituato, e poi il presidente ha detto che il candidato è Bertolaso, mi sosterranno».

 

Per chi voterebbe al ballotaggio tra il pd Giachetti e la grillina Raggi?

«Bisogna vedere i programmi, anche se in Campidoglio diventerebbero pazzi entrambi. La Raggi non ha alcuna esperienza amministrativa, non ha mai scritto una delibera, visto un appalto».

GIACHETTIGIACHETTI

 

E tra Raggi e Meloni?

«Senz' altro Giorgia. Ma il primo turno lo passerò io e lei dovrà votare per me».

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