L’ASSALTO AD ACEA SI RITORCE CONTRO MARINO: CONTRO DI LUI 11 GRUPPI SU 13 DEL CONSIGLIO COMUNALE – L’ATTACCO DEL PIDDINO UMBERTO MARRONI : “POSIZIONI DEMAGOGICHE, DEVE DECIDERE L’ASSEMBLEA”. E PRENDE DI MIRA IL RUOLO, TRA “REPUBBLICA” E MARINO, DI GIANLUIGI PELLEGRINO

1. ACEA, MARCHINI: "SINDACO EVITI FORZATURE"
(OMNIROMA) - "Il sindaco ha sempre detto di usare merito, risultati e competenze come criterio per le nomine. Ebbene i brillanti risultati della gestione Gallo sono inconfutabili e sono stati riconosciuti e premiati dal mercato. Sono certo che il sindaco non vorrà rinnegare se stesso. Mi pare altresì illegittimo che il Comune di Roma azionista di maggioranza con il 51% voglia indicare un presidente che dovrà sempre essere di elevato standing, di indubbia competenza e di garanzia per tutti gli azionisti. Consiglierei di evitare forzature che non ritengo utili né necessarie".

Lo affermato il consigliere comunale Alfio Marchini interrogato stamattina nel corso di un intervista radiofonica a Radio città Futura, sulla situazione di Acea, come riferisce una nota.

2. COZZOLI - "INACCETTABILE SI DEBBA APPRENDERE SUE IDEE SU GIORNALI".
(DIRE) - "Nel corso della seduta di ieri dell' Assemblea capitolina ho depositato in qualita' di primo firmatario una mozione che e' stata condivisa da 11 dei 13 gruppi presenti nell' Aula, segno di un malessere trasversale che vive la politica romana nei confronti del sindaco che, tra alterne fortune mediatiche, ha iniziato la sua personale crociata nei confronti di Acea". Lo dichiara in una nota il consigliere capitolino e componente della commissione Bilancio di Roma Capitale, Ignazio Cozzoli.

"La mozione e' volta a dare operativita' immediata a quanto previsto dalla delibera di Consiglio comunale numero 305 del 18 dicembre 1998 relativa al collocamento sul mercato del 49% di Acea che prevede che il sindaco di Roma eserciti il potere di rappresentanza di Roma Capitale in seno all' Assemblea degli azionisti di Acea spa su delega espressa da parte dell' Assemblea capitolina, che e' l' azionista. Tale deliberazione obbliga anche il legale rappresentante di Roma Capitale a riferire ogni sei mesi all' Aula circa le modifiche degli assetti societari del gruppo".

Cozzoli specifica poi che "il documento chiede al sindaco, se non lo si disturba troppo, di venire a riferire in aula Giulio Cesare circa gli intendimenti di questa sgangherata maggioranza su Acea spa onde consentire il relativo dibattito politico e onde fornire, in caso, la relativa delega al sindaco. Viviamo tempi bui per la democrazia, ma chi scrive non ritiene accettabile che un consigliere capitolino debba apprendere delle invettive o delle idee piu' o meno strambe del sindaco su Acea dai giornali o dalle doglianze degli altri azionisti o addirittura della Consob. Il 51% di Acea e' di proprieta' dei cittadini romani e i cittadini li rappresenta l' Assemblea capitolina, che a Marino piaccia o no".

3. ACEA, MARRONI (PD) : "PRIORITARIA DISCUSSIONE IN ASSEMBLEA CAPITOLINA"
(OMNIROMA) - "Ritengo che oggi sia una priorità la discussione in Assemblea Capitolina del piano industriale di Acea, al fine di legare alla significativa crescita del titolo in borsa una discussione su strategie industriali, miglioramento dei servizi e piano di investimenti sulle reti. Cambiare i manager è prerogativa del sindaco e lo farà nei modi previsti dalla legge. Proprio per questo trovo inutilmente aggressive, sbagliate ed inopportune le posizioni espresse oggi sulle pagine romane di un noto quotidiano nazionale dall' avvocato Gianluigi Pellegrino, stimato professionista che ha dato un contributo decisivo per la difesa di Acea nella scorsa consiliatura.

Consiglio, infatti, di evitare posizioni inutilmente conflittuali e demagogiche, visto che si tratta di una società quotata in borsa. Coinvolgere Acea in una polemica confusa rischia di esporre erroneamente la prima azienda pubblica italiana dell' acqua, in un momento peraltro delicato visto che solo poche settimana fa in Parlamento abbiamo scongiurato un nuovo attacco da parte dei ' soliti' privatizzatori, escludendo dal decreto cosiddetto "salva Roma" il riferimento alla cessione di quote.

Da sempre come PD sosteniamo la necessità che Acea rimanga sotto pieno controllo pubblico e che il maggior azionista torni a svolgere un ruolo da protagonista nell' individuazione delle priorità, per rilanciare lo sviluppo e dare risposte ai cittadini. Una linea politica, quella del Partito Democratico, non solo giusta, perché in difesa dell' esito referendario, ma anche lungimirante visti i risultati positivi ed i dividendi che Acea garantisce annualmente ai bilanci dell' amministrazione capitolina.

Proprio in rispetto ad una linea di coerenza e serietà suggerirei al sindaco Marino di non dare l' idea all' esterno di trasformare questa discussione semplicemente in uno scontro di potere su nomine o posti, ma di farsi promotore di un' azione politica e di governo costruttiva, che oltre ad una necessaria operazione di contenimento dei costi, anche di quelli riguardanti le retribuzioni di manager e consulenti, produca proposte per rafforzare il ruolo dell' azienda nell' economia cittadina e per offrire servizi efficienti ai romani". Così in una nota il deputato PD Umberto Marroni.

 

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