emmanuel macron giorgia meloni friedrich merz

L’ASSE “MERZONI” È MORTO PRIMA ANCORA DI NASCERE: IN EUROPA COMANDANO SEMPRE GERMANIA E FRANCIA – “REPUBBLICA”: “IL ‘MOTORE ITALO-TEDESCO DELL'EUROPA’, GENIALE INVENZIONE DELLA PROPAGANDA MELONIANA, SI È SPENTO. A USCIRE FIANCO A FIANCO DAL PREVERTICE DI ALDEN BIESEN SONO STATI INFATTI IL PRESIDENTE FRANCESE MACRON E IL CANCELLIERE TEDESCO MERZ, COME AL SOLITO” – “ACCODARSI ALLA GERMANIA SACRIFICANDO SU ALCUNI PUNTI L'INTERESSE NAZIONALE ITALIANO, COME HA FATTO MELONI NEI GIORNI SCORSI, PUÒ DARE QUALCHE VANTAGGIO POLITICO, MA NON LA PONE ALLA GUIDA DELL'EUROPA…” - LE SMORFIE DELLA DUCETTA AI GIORNALISTI: "STO CONGELANDO" - VIDEO

 

 

 

1 - DUE RICETTE PER SALVARE L'EUROPA

Estratto dell’articolo di Andrea Bonanni per “la Repubblica”

 

giorgia meloni 1

Il "motore italo-tedesco dell'Europa", geniale invenzione della propaganda meloniana, si è spento prima ancora di arrivare al castello di Alden Biesen, nel nord delle Fiandre, dover ieri si è tenuto il consiglio informale dei leader Ue.

 

A uscire fianco a fianco dal prevertice, convocato da Italia, Germania e Belgio, sono stati infatti il presidente francese Macron e il cancelliere tedesco Merz, come al solito. Perché, come sempre succede alla vigilia di decisioni importanti, Francia e Germania sono titolari di visioni diverse e di interessi contrapposti. E solo la composizione di queste divergenze, se arriverà, permetterà all'Europa di fare il salto in avanti che tutti ritengono urgente e necessario.

 

EMMANUEL MACRON E FRIEDRICH MERZ - VERTICE UE AL CASTELLO DI ALDEN BIESEN - FOTO LAPRESSE

Accodarsi alla Germania sacrificando su alcuni punti l'interesse nazionale italiano, come ha fatto Meloni nei giorni scorsi, può dare qualche vantaggio politico a una leader da sempre in cerca di una propria identità. Ma non la pone certo alla guida dell'Europa.

 

La riunione di ieri è stata importante proprio perché ha permesso ai capi di governo di mettere sul tavolo le opzioni per rilanciare l'economia europea, asfissiata dalla prevalenza tecnologica, finanziaria e geostrategica di Cina e Stati Uniti.

 

Non dovendo prendere decisioni, visto che si è trattato di un vertice informale, i leader hanno potuto confrontarsi liberamente.

 

giorgia meloni 3

E soprattutto capire le ragioni che spingono gli uni e gli altri a propendere per la ricetta francese o per quella tedesca. […]

 

La Germania vorrebbe rilanciare l'economia puntando su una "semplificazione" delle regole europee, che in realtà assomiglia molto ad una "deregulation" […].

 

Da qui nasce la convergenza italo-tedesca, resa visibile quando a Strasburgo il Ppe di Merz e i conservatori di Meloni si sono alleati per annacquare ulteriormente il "Green deal" […].

 

Berlino, non senza qualche buona ragione, punta insomma a ridurre i costi di produzione europei per allinearli a quelli della concorrenza cinese o americana. Ma preferisce tenersi le mani libere salvaguardando la sovranità nazionale in materia di investimenti pubblici, visto che dispone di un bilancio molto più ricco di quello degli altri europei.

EMMANUEL MACRON E FRIEDRICH MERZ - VERTICE UE AL CASTELLO DI ALDEN BIESEN - FOTO LAPRESSE

 

Sul fronte opposto Macron, come è nella tradizione culturale francese, ha un approccio molto più dirigistico […] . Parigi propone di estendere al massimo la normativa sulla "preferenza europea", che vincola pubblico e privato a privilegiare prodotti fatti nella Ue.

 

Il corollario di questa scelta sarebbe di inasprire i dazi doganali sulle importazioni provenienti da Paesi che hanno una normativa, ambientale o di altro genere, meno onerosa di quella europea per tutelare l'industria Ue.

 

L'altro caposaldo della ricetta francese è l'emissione di debito pubblico comune […]. L'emissione di debito europeo mitigherebbe il vantaggio di Paesi che hanno margini di bilancio pubblico maggiori per investire nelle proprie economie. E potrebbe perfino intaccare la condizione di quasi monopolio mondiale su cui si regge l'astronomico debito pubblico americano.

 

friedrich merz giorgia meloni foto lapresse

È evidente che entrambe le ricette presentano vantaggi e svantaggi. È altrettanto evidente che, alla fine, nessuna delle due potrà prevalere in modo preponderante sull'altra. La vera questione da capire è se alla fine l'opzione francese e quella tedesca troveranno un compromesso, o se continueranno ad ostacolarsi a vicenda bloccando ogni decisione […]

 

2 - MELONI: “EUROBOND DIVISIVI C’È UN MOTORE TEDESCO-ITALIANO”

Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”

 

[…] Giorgia Meloni apre di buon mattino il vertice sulla concorrenza che precede il Consiglio europeo. Coordina assieme a Friedrich Merz, a segnalare che Roma punta molto sul rapporto con Berlino. «C'è sicuramente un motore tedesco-italiano sui temi», ha voglia di mettere agli atti di fronte alle telecamere. L'obiettivo è un progetto confederale, concetto caro alla destra storica. È sfida all'idea di un'Unione federale che Emmanuel Macron coltiva per il continente.

EMMANUEL MACRON E FRIEDRICH MERZ - VERTICE UE AL CASTELLO DI ALDEN BIESEN - FOTO LAPRESSE.

 

Per la premier, bisogna procedere con una cessione di sovranità mirata e su singoli punti. Tutti assieme, se possibile. O tra gruppi selezionati di governi e fuori dalla cornice continentale, se obbligati. «Ho sempre detto che nell'Unione europea le alleanze sono variabili – aggiunge, spiegando che su alcuni dossier si alleerà con il sud del continente - Ci sono materie sulle quali si fa gruppo con alcune nazioni». Sovranismo temperato, europeismo di necessità.

 

È l'Europa che ha in mente. Ci lavora partendo appunto dal rapporto con Berlino, che vuole sfilare all'esclusiva francese. Per rientrare nel trio di testa. Consapevole, con realismo, che Macron e Merz sono destinati a ritrovarsi.

 

giorgia meloni 2

Per carità, sottolinea Meloni, nessuna mossa è pensata contro gli altri partner, figurarsi contro Parigi: «Rafforziamo la cooperazione bilaterale con la Germania, ma non è qualcosa che si fa contro qualcun altro. La Francia era al tavolo sulla competitività». E però, affinché il messaggio non si disperda tra le righe della diplomazia: «Il ruolo di Merz è molto positivo. C'è un rilancio nelle relazioni tra i due Paesi».

 

La linea invisibile che divide in questa fase Roma e Parigi si chiama eurobond. Roma è tradizionalmente favorevole a questo strumento, durante il Covid il debito comune rappresentò un paracadute, ma adesso la presidente del Consiglio si mostra cauta. Lo fa perché Berlino non ha voglia di sentirne parlare. E la Germania, adesso, è il partner su cui puntare: «Personalmente sono favorevole agli eurobond – premette - ma sapete che è uno dei dibattiti più divisivi qui in Europa».

 

antonio costa e mario draghi al vertice ue di alden biesel

[…]  Chi sostiene la tesi degli investimenti come antidoto allo stallo è Mario Draghi. È la linea già adottata da Macron. Chiedono a Meloni dell'opzione di promuovere l'ex presidente della Bce ed ex premier come inviato speciale per la competitività. La leader risponde senza troppo sbilanciarsi: «Non credo esista una figura del genere, ma sicuramente sia Draghi che Letta stanno fornendo un contributo molto importante».

giorgia meloni 4antonio costa e mario draghi al vertice ue di alden biesel giorgia meloni 5

 

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