L’ATTACCO SIRIANO SI FA PIÙ VICINO: BOHENER, IL CAPO DEI REPUBBLICANI ALLA CAMERA, DICE SÌ ALL’INTERVENTO “LIMITATO” DI OBAMA

Da www.ilsole24ore.com

La Siria «non é l'Iraq, non é l'Afghanistan»: lo ha sottolineato il presidente americano Barack Obama, nel corso di un incontro alla Casa Bianca con i leader del Congresso. «Quello che stiamo immaginando é qualcosa di limitato, proporzionato. Ridurrà la capacità di Assad» di utilizzare armi chimiche, ha spiegato Obama, chiedendo un voto rapido del Campidoglio su un possibile intervento contro il regime di Damasco.

L'incontro tra il presidente degli Stati Uniti e i membri del Congresso, che si svolge nella Cabinet Room della Casa Bianca, è dedicato alla Siria. Barack Obama ha dichiarato che questo tipo di consultazioni rafforzerà la posizione di Washington, dove l'amministrazione è convinta che il regime del presidente siriano Bashar al-Assad abbia usato «in modo indiscriminato» armi chimiche contro civili lo scorso 21 agosto alle porte di Damasco.

Ciò pone a rischio «la sicurezza» non solo degli Stati Uniti ma anche dell'intera Regione. Secondo Obama, un intervento militare contro la Siria permetterebbe agli Stati Uniti di «degradare» la capacità di Assad di ricorrere nuovamente a quel tipo di armi. «Invia inoltre un messaggio» al regime, accusato di avere violato leggi internazionali in materia di armi, e a Paesi che intendano seguire le orme di Damasco. Ancora una volta il presidente americano ha ribadito che nessun soldato verrà inviato sul territorio siriano. Quello che ha in mente è un'azione «limitata» e «proporzionata».

Il presidente americano si é anche detto fiducioso che il Congresso voterà a favore di un intervento militare contro il regime di Damasco. «Sono convinto che dovremmo attaccare, ma credo che saremo più forti se agiamo assieme, uniti come nazione», ha ribadito chiedendo un voto in tempi rapidi.

BOEHNER (CONGRESSO USA): NECESSARIO RISPONDERE AD ATTACCO ARMI CHIMICHE
«È necessario rispondere all'attacco con armi chimiche in Siria: solo gli Stati Uniti hanno la capacita di fermare Assad". Lo ha detto lo Speaker repubblicano, John Boehner, andando di fatto incontro alla richiesta di via libera in tempi brevi appena avanzata da Obama al Congresso.

L'ostacolo maggiore, il sì della Camera a maggioranza repubblicana, si può dare quindi per acquisito dopo l'ok in rapida successione del presidente della House of Representatives, il repubblicano John Boehner, quello della maggioranza, il collega di partito Eric Cantor, e il meno a rischio, quello del capo della minoranza, la democratica Nancy Pelosi.

VATICANO: «CI SI FERMI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI»
Intanto oggi si registra l'ennesima presa di posizione antiinterventista del Vaticano. «Di fronte alla corsa alle armi, che ha ulteriormente inasprito l'estenuante conflitto, e alla concreta possibilità di un ulteriore intervento armato entro il confine siriano, il Papa ha sentito tutta l'urgenza di chiedere che ci si fermi, prima che sia troppo tardi». Lo ha detto il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, in un'intervista a L'Osservatore Romano, sottolineando che é «prevedibile, infatti, la malaugurata conseguenza di un coinvolgimento di altri Paesi nel conflitto con irreparabili sviluppi».

HOLLANDE: «LA FRANCIA NON AGIRÀ DA SOLA»
Di fronte alle «prove» di un «massacro chimico» la comunità internazionale ha la responsabilità di intervenire, ha affermato invece il presidente francese, Francois Hollande, da Parigi, nel corso di una conferenza stampa con il presidente tedesco, Joachim Gauck.

«Quando avviene un massacro chimico - ha detto Hollande - quando il mondo ne é informato, quando le prove sono fornite ed i responsabili noti, allora ci deve essere una risposta». Allo stesso tempo, Hollande e Gauck hanno auspicato che sulla Siria «si possa raggiungere una soluzione politica». Hollande ha anche chiarito che «la Francia non agirà da sola», riferendosi all'ipotesi in cui il Congresso Usa decidesse di non votare a favore dell'intervento militare.

 

Michelle Obama Boehner BARACK OBAMA BOEHNER VS REID BARACK OBAMA A BOCCA APERTA BOEHNER OBAMABOMBE SU HOMS IN SIRIA NANCY PELOSI BASHAR AL ASSAD Mccain e moglie Cindy

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - MILENA GABANELLI, L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO