regeni

L’AUTOPSIA SVOLTA IN ITALIA SU GIULIO REGENI RIVELA INCISIONI SUL CORPO, CON LETTERE DELL’ALFABETO E STRANI SEGNI - LA MADRE: “L’HANNO USATO COME SE FOSSE UNA LAVAGNA” - OGGI ARRIVA A ROMA LA DELEGAZIONE GUIDATA DAL PROCURATORE GENERALE EGIZIANO NABIL AHMED SADEK, CHE INCONTRERÀ GIUSEPPE PIGNATONE

Giovanni Bianconi per il “Corriere della Sera”

 

Giulio RegeniGiulio Regeni

Il corpo di Giulio Regeni parla. Le condizioni in cui i suoi carnefici l' hanno ridotto e restituito dicono diverse cose. Alcune chiare, altre da decifrare. Quasi che chi l' ha ucciso e abbandonato sul ciglio di una strada del Cairo, sette mesi fa, avesse voluto lanciare messaggi in codice. Segni, forse lettere dell'alfabeto incise sul cadavere «usato come una lavagna», secondo l'amara espressione usata dalla signora Paola, madre di Giulio, con il legale della famiglia, l'avvocato Alessandra Ballerini.

 

giulio regeni paola regenigiulio regeni paola regeni

È ciò che emerge dall'autopsia svolta in Italia, che la Procura di Roma ha messo a disposizione dei Regeni e ha consegnato nell' aprile scorso ai magistrati egiziani. Un documento che nella sua crudezza fornisce ulteriori elementi per smentire, una volta di più, la tesi della rapina degenerata in omicidio ad opera della banda criminale annientata nel marzo scorso, nel blitz da cui saltarono fuori il passaporto e altri effetti personali del giovane ricercatore friulano.

PASSAPORTO DI GIULIO REGENI PASSAPORTO DI GIULIO REGENI

 

Le tracce che i medici legali Vittorio Fineschi e Marcello Chiarotti hanno individuato sul corpo di Giulio sono ferite superficiali che sembrano comporre alcune lettere dell'alfabeto, apparentemente slegate tra loro, in punti diversi. Tagli, chiamati in gergo tecnico «soluzioni di continuo cutanee», che sembrano marchi, e potrebbero avere un significato. Probabilmente tracciate con un coltello, o un oggetto acuminato. La più chiara è quella tracciata sulla schiena, «regione dorsale, tratto toracico, a sinistra della linea spondiloidea».

GIULIO REGENI CON LA FAMIGLIAGIULIO REGENI CON LA FAMIGLIA

 

Un'altra intorno all'occhio destro. E altre due: sulla «regione frontale destra», tra l'orecchio e l' attaccatura dei capelli, e sulla mano sinistra, «superficie dorsale»; in entrambi i casi, due linee «tra loro intersecantesi a formare una X». Quelle incisioni sono materia di una potenziale indagine che dovrebbe orientarsi sempre più sugli apparati di sicurezza del Cairo, coloro che hanno messo in atto il depistaggio che avrebbe dovuto sancire le responsabilità dei banditi comuni, smascherato dalle verifiche dei magistrati e degli investigatori italiani.

GIULIO REGENI E AMICIGIULIO REGENI E AMICI

 

Oggi arriva a Roma la delegazione guidata dal procuratore generale egiziano Nabil Ahmed Sadek, che incontrerà il procuratore della capitale Giuseppe Pignatone e il sostituto Sergio Colaiocco. Un quotidiano del Cairo anticipa che Sadek «presenterà nuove informazioni trovate nell' inchiesta per giungere alla verità sulla morte di Giulio».

 

Ciò che gli inquirenti italiani si aspettano è almeno la consegna di quel materiale investigativo negato in precedenza, a cominciare dai dati sul traffico telefonico nei luoghi della scomparsa di Giulio e del ritrovamento del cadavere; informazioni negate nel precedente summit di aprile, che provocò il richiamo dell' ambasciatore italiano in Egitto. Da allora il nuovo rappresentante diplomatico non s' è ancora recato al Cairo per presentare le credenziali, ed è verosimile che anche dall' esito del nuovo vertice romano previsto per oggi e domani dipenderà la decisione del governo su se e quando mandarlo.

Giulio RegeniGiulio Regeni

 

L' altro elemento confermato dall' autopsia sono «le imponenti lesioni cranico-cervico-dorsali» che hanno provocato la morte di Regeni. Di «differente epoca di produzione», cioè inflitte a più riprese e a distanza di tempo, che hanno provocato la rottura di 5 denti e oltre 15 fratture in testa, sul torace e alle gambe.

 

«Lesioni procurate con strumenti di margine affilato e tagliente», scrivono i medici, oltre che da «ripetuti urti ad opera di un mezzo contundente»: calci e pugni, oppure «strumenti personali di offesa», come bastoni e mazze.

Giulio Regeni Giulio Regeni

 

Per la famiglia Regeni questo tremendo referto rivela il «totale disprezzo per Giulio e le violazioni estreme e ostentate di tutti i suoi diritti». La speranza è che ancora una volta il corpo della vittima «possa aiutare a fare luce sui suoi assassini, come in passato ci ha aiutato a evitare i depistaggi, per esempio documentando che non c' erano tracce di uso di droghe o alcol». Per Paola e Claudio Regeni, i segni delle reiterate torture dimostrano «la dignità con cui Giulio ha saputo resistere alle violenze che gli hanno inflitto, un messaggio da rilanciare attraverso l' impegno a chiedere e ottenere la verità sulla sua morte».

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