salvini conte di maio

IL PIL NON TIRA E ALLA FINE BISOGNA AIUTARSI CON UNA MANOVRINA - ALEGGIA LO SPETTRO DI UN INTERVENTO BIS DA 9 MILIARDI - MINISTERO DEL TESORO E PALAZZO CHIGI SMENTISCONO MA DI FRONTE ALLA FRENATA DELL'ECONOMIA CRESCE LA PREOCCUPAZIONE PER UN EVENTUALE TAGLIO ALLE RISORSE PER REDDITO DI CITTADINANZA E QUOTA 100…

Marco Conti per “il Messaggero”

 

LUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI GIUSEPPE CONTE

«Poiché ci fanno ancora credito, dopotutto non va male». Forse un po' sintetica ma è questa la reazione del governo alle stime di crescita del Fmi (+0,6%) e a quelle che oggi darà Bruxelles (+0,2). La soddisfazione di Matteo Salvini per l'esito dell' asta sui Btp trentennali e il principio, ribadito dal ministro dell' Economia Giovanni Tria, del «debito che è sostenibile», servono per evitare allarmismi, ma le reazioni non entrano nel merito delle misure contenute nella legge di Bilancio e che, a giudizio del Fmi, sono causa del drastico peggioramento delle stime.

 

CONTE SALVINI DI MAIO BY SPINOZA

Rimettere mano ora ai conti pubblici viene smentito dal Mef e da Palazzo Chigi perché escluso dai due vicepremier di Maio e Salvini. Reddito e Quota 100 continuano ad essere ritenute dai due «decisive» per il rilancio della crescita, ma per il Fondo monetario, come per Bruxelles, non produrranno l'effetto sperato.

 

«Valutazioni politiche» che Di Maio e Salvini respingono. I due vice blindano le due misure e puntano, anche grazie a loro, a fare il pieno di consensi alle elezioni europee di maggio. Ma a Via XX Settembre la preoccupazione è forte così come viene ritenuto alto il rischio essere chiamati a breve ad una riscrittura dei conti destinata a riaccendere un nuovo scontro con Bruxelles.

 

conferenza stampa su reddito di cittadinanza e quota 100 14

A dicembre, e dopo una travagliatissima trattativa, la Commissione aveva dato il via libera alla legge di Bilancio mettendo però sub judice il tutto e, soprattutto, le due misure bandiera per le quali il governo ha ampliato le clausole di salvaguardia portandole a 23 miliardi. Il taglio delle previsioni di crescita allo 0,2%, rispetto all' 1,5% pronosticato dal governo, rischia ora di certificare un buco da 8-9 miliardi e l' esigenza di una manovra correttiva a breve che però non può non coinvolgere Reddito e Quota 100.

 

il ministro giovanni tria (2)

Malgrado le preoccupazioni del premier Conte e del ministro Tria, i due vicepremier non intendono rimettere in discussione la manovra e sono pronti ad attaccare nuovamente «i burocrati» della Commissione di Bruxelles, tralasciando il particolare non da poco che si tratta di persone elette nei rispettivi paesi e non di semplici funzionari. Lo scontro con la Commissione serve a nascondere che il taglio delle stime sulle prospettive di crescita dell' Italia non è stato fatto solo da Bruxelles ma anche dall' Ufficio Parlamentare di Bilancio, oltre che dall' Ocse e dall' Fmi. Salvini e Di Maio non intendono però mollare sostenendo che dopo maggio a Bruxelles «tutto cambierà».

 

CONTE JUNCKER

Il problema per Conte e Tria è come arrivarci. Senza contare che lo slogan può anche funzionare, ma rischia di tramutarsi in illusione visto che secondo i sondaggi di Eurobarometro per ora è da escludersi la vittoria dell' ala sovranista e anti-europea. Il rischio di un' Italia isolata non sfugge a Sergio Mattarella e a quella parte di governo che già guarda con una crescente dose di perplessità le tensioni in corso tra l' Italia, Bruxelles e buona parte dei Paesi una volta considerati amici da tutti i passati governi.

 

Francia in testa. A parte il pacchetto di investimenti che Palazzo Chigi ha rispolverato qualche giorno fa, non ci sono tracce di quella «inversione di marcia», chiesta dalle opposizioni. Il drastico taglio delle stime conferma la volontà della Commissione Ue di non concedere sconti malgrado la campagna elettorale. Anzi, l' Italia rischia di diventare in molti Paesi l' esempio «da non seguire» che molti partiti useranno per scongiurare derive sovraniste e populiste. Senza contare che persa la sponda di Francia e Germania, sembra difficile che toni morbidi e a noi favorevoli possano arrivare dai paesi dell' est Europa o dai partiti sovranisti.

 

conte juncker 3

Come per esempio dal partito di ultradestra tedesco Afd, amico della Lega, ma che ha già definito «folle la manovra italiana», soprattutto «fatta a spese della Germania». Il problema è che il calo del Pil fa saltare il tetto del 2,04%, porta in alto il deficit e innervosisce i mercati obbligando il Tesoro ad alzare i rendimenti delle nuove emissioni di debito pubblico. Una spirale perversa che i due vice provano a nascondere sotto la sabbia, ma tre mesi e mezzo sono lunghi da reggere con questi numeri e incrociare le dita potrebbe non bastare.

Ultimi Dagoreport

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO