giuseppe conte elly schlein gaetano manfredi

“SCHLEIN CANDIDATA PREMIER? PARLARE ADESSO DI RUOLI, SENZA ANCORA UN PROGRAMMA, A COSA SERVE?” – LA MOSSA DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, CHE RILASCIA UNA INTERVISTA AL “FOGLIO” IN CUI PARLA BENE DI TUTTI E FA ANCHE QUALCHE CAREZZA AL DUPLEX MELONI-CROSETTO – L’ECUMENICO MANFREDI NEL MERITO DICE ANCHE COSE GIUSTE ("IL PD NON E' ANCORA PRONTO") E FA CAPIRE CHE NON DISDEGNEREBBE ESSERE LUI IL CANDIDATO PREMIER ANCHE SE NON LO DICE – QUANDO GLI VIENE CHIESTO SE SIA VERO CHE PRODI, GENTILONI E DARIO FRANCESCHINI STANNO LAVORANDO SULLA SUA CANDIDATURA A PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, LUI RISPONDE: “SONO LE VOCI DI ROMA”

Carmelo Caruso per “il Foglio” - Estratti

 

 La sinistra può vincere le prossime elezioni: basta andare a Napoli, da Gaetano Manfredi, il sindaco che non si rassegna, l’ingegnere dello scossone. Manfredi, anche lei confida nel pareggio, anche lei crede che il meglio che possa capitare al Pd è la non vittoria? “Io credo che la partita sia aperta, credo che Meloni si possa battere, ma credo anche che serva avere una proposta credibile”.

gaetano manfredi – assemblea annuale anci

 

Il Pd è credibile, è pronto? “Il Pd non è ancora pronto, fa fatica. Non vedo una proposta riconoscibile che rappresenti un reale cambiamento. Serve una visione,  un programma che va costruito, con pazienza, serve qualcosa che vada oltre la parola coalizione. Serve  un fronte plurale”.

 

 Serve il modello Napoli, il suo, da Italia Viva al M5s? “Il modello Napoli è riformismo radicale e lo abbiamo messo in campo già quattro anni fa”. Come si sceglie il leader che deve battere Meloni? “Se la legge elettorale non cambierà, sarà il segretario del partito che prende più voti”. E se invece cambia? “A quel punto bisogna convocare un tavolo di coalizione e si sceglierà il profilo migliore”.

 

Cosa ne pensa delle primarie, a sinistra? “Dipende dalla loro finalità. Le  primarie sono utili solo se legittimano una figura su cui c’è larga convergenza, altrimenti finirebbero per introdurre nuove fratture nel nostro elettorato e dilaniare. Non ce lo possiamo permettere, non dobbiamo permetterlo”.

 

gaetano manfredi – assemblea annuale anci

Sindaco, primarie sì o primarie no? “Nel caso di  Prodi, le primarie hanno garantito una mobilitazione e hanno unificato, ma se le primarie dividono ed esasperano i conflitti, ebbene, non servono. Non abbiamo bisogno di queste primarie”. Di cosa ha bisogno il Pd? “Il Pd deve essere il perno ma la proposta deve essere chiara, limpida. Popolari e radicali. Sento parlare troppo poco, a sinistra, di economia. Ripetiamo che dobbiamo rivolgerci ai giovani, ma siamo sicuri che li stiamo agganciando?”. 

 

 

piero de luca elly schlein roberto fico gaetano manfredi

Lei vede Schlein premier? “E’ giovane ma anche Meloni era giovane.  Si può dimostrare di essere adatti al ruolo, ma parlare adesso di ruoli, senza ancora un programma, a cosa serve?”. Il ruolo di Manfredi, tra un anno, quale sarà? “Sono sindaco di Napoli, rispondo ai miei elettori. Questo non significa che noi sindaci non daremo il contributo, tutt’altro. Ci siamo”.

 

Gli chiediamo se sia vero che Prodi, Gentiloni e Dario Franceschini stiano lavorano su Manfredi candidato premier e se sia vero, si racconta anche questo, che in un palazzo di Roma dei giuristi stiano scrivendo il programma di Manfredi premier. Manfredi risponde che “non è vero” che “sono le voci di Roma”, come le voci di dentro di Eduardo, poi quasi a volere prendere le misure, come a voler testimoniare che conosce l’Italia interna, sottolinea: “Io sono un provinciale. Il mio Natale lo trascorro a casa, a Nola, con i miei genitori, mio suocero. La provincia è valore. Da tempo ho maturato l’idea che questo paese abbia bisogno di una grande riforma. Non è il premierato, non è la riforma della giustizia. Occorre una grande riforma degli enti locali”.

 

gaetano manfredi giorgia meloni andrea abodi - americas cup 2027

Sta suggerendo un nuovo Titolo V? Manfredì senza infingimenti dice di sì e spiega: “Serve una grande riforma degli enti locali e intendo comuni, regioni e province, una riforma che migliori la qualità dei servizi pubblici. Ecco, se mi chiede quale riforma farei, io le rispondo: questa. Una riforma che possa sanare i tanti buchi e gli squilibri italiani per una vera giustizia sociale”.

 

(…) Manfredi: “Bisogna essere onesti nel giudizio. Il governo Meloni ha dato stabilità ai conti. Ma manca la spinta alla crescita e la mancata crescita produce stagnazione. Parliamo spesso di calo delle nascite, di calo demografico, ma poco dell’esodo dei nostri figli. E’ quella l’emergenza”.

 

gaetano manfredi alessandro onorato progetto civico italia

Chi sono i ministri del governo Meloni che vorrebbe nel governo Manfredi? “Guido Crosetto è un ministro che ha interpretato con senso istituzionale il suo ruolo. Così come non posso che parlare bene di Raffaele Fitto e del ministro Tommaso Foti. Entrambi hanno fatto un buon lavoro sulle politiche di coesione”. Sindaco, cosa risponderebbe a Meloni che dice in Aula “noi di destra ci presentiamo con una risoluzione di politica estera e voi di sinistra con cinque risoluzioni?”.

 

Manfredi replica che “la politica estera ha sempre diviso, sia destra sia sinistra. E’ un fattore divisivo. Ma non c’è dubbio che un leader di sinistra debba fare sintesi, tenere la barra dritta”. Chiedo di Prodi e Gentiloni, ritenuti i suoi grandi elettori, e del perché vengono allontanati, scacciati nel Pd come molesti.

 

Prodi è suo amico? Manfredi quasi orgoglioso conferma: “Mi onoro della sua amicizia e aggiungo che l’Italia ha bisogno dei suoi consigli”. Lo è anche Gentiloni? “Conosco Paolo da tanti anni. Ha una credibilità europea e il futuro dell’Italia si giocherà sempre di più in Europa”. E allora perché vengono visti come vecchi nonni brontoloni? Riprendiamo dall’archivio la famosa “tenda” di Prodi, spostata un po’ più in là, dal Pd.

 

alessandro onorato gaetano manfredi progetto civico italia foto lapresse

Per Manfredi “tutti devono entrare nella grande tenda, anzi, più ampia sarà e più forte si presenta il centrosinistra. Abbiamo bisogno di queste personalità e non di un partito monolitico”. Manfredi non ha mia preso la tessera del Pd. Motiva la decisione con queste parole: “Non mi è mai piaciuto entrare nelle dinamiche partitiche. Ho avuto forse una tessera ai tempi dell’università, oggi ho quella dell’aeroporto”. Il “provinciale” è stato rettore, presidente della Crui, ministro dell’Università del governo Conte II.

 

Parliamo così delle proteste a Napoli, alla Federico II, degli squilibrati che inneggiano al 7 ottobre, e dei troppi ammiccamenti a sinistra. Manfredi non ha paura delle proteste ma fa una distinzione: “Una cosa è la discussione e la dialettica, diverso quando negli atenei entra l’intolleranza che va combattuta con determinazione. La storia insegna che l’intolleranza conduce all’estremismo così come si è visto durante gli Anni di piombo.

 

alberto felice de toni alessandro onorato gaetano manfredi progetto civico italia foto lapresse

E’ giusto difendere l’esistenza del popolo palestinese ma si deve avere il coraggio, a sinistra, di dire che chi fiancheggia gli estremisti è nemico del popolo palestinese”. Sindaco, come convincerebbe i tanti parlamentari del M5s che sono scettici sul sostegno a Kyiv? “Semplicemente ricordando che sosteniamo non solo l’Ucraina ma il principio che non si può aggredire una nazione sovrana. Tutti vogliamo arrivare alla pace, dobbiamo, ma difendere l’Ucraina è una prerogativa per la pace”.

 

Lei si fida di Trump o anche lei rimprovera a Meloni la equivicinanza? Manfredi pensa che “l’America di oggi è diversa dall’America di trent’anni fa, anche per colpe dei democratici” e continua, con realismo: “Trump è l’espressione dell’America di questo tempo, ci piaccia o meno, e l’America è il naturale alleato dell’Europa. E’ il luogo ideale della libertà in cui abbiamo sempre creduto. E’ naturale che Meloni insista con il dialogo. Servirebbe un’Europa che sia all’altezza. Le dico di più: io la penso come Meloni quando dichiara che la libertà ha un costo. E’ vero, la libertà ha un costo, ed è il costo della Difesa”.

gaetano manfredi alessandro onorato silvia salis progetto civico italia foto lapresse

 

A Manfredi spaventa immaginare Meloni al Quirinale? “I toni apocalittici non aiutano la sinistra. Abbiamo un grande presidente che è Mattarella. Chi prenderà il posto di Mattarella dovrà essere alla sua altezza. Sarà questa la sfida più grande. Il resto è solo pregiudizio, come il pregiudizio sul sud. Conta solo il lavoro: è il lavoro che ci racconta. Oggi sappiamo tutti che il sud è il fattore di crescita e che l’Italia corre se anche il Mezzogiorno corre. Io ci credo”.

 

VINCENZO DE LUCA GIORGAI MELONI GAETANO MANFREDI RAFFAELE FITTO

Cosa voterà al referendum sulla separazione delle carriere? “Voterò no, perché la giustizia va riformata ma non è questa riforma che cambia la giustizia”. Manfredi, lei crede a Conte, sul serio non pensa che voglia sabotare Schlein? “Ho lavorato con Conte, durante il Covid. Conte non vuole sabotare anche perché abbiamo imparato che divisi si perde e c’è voglia di vincere, non si corre per perdere. Si può battere Meloni”.

 

Non corriamo troppo? “Si può vincere solo se la sinistra farà correre la speranza. Sa, la speranza è contagiosa. Mi darà del provinciale?”.

marco tardelli gaetano manfredi myrta merlinogaetano manfredi elly schlein giuseppe conte AURELIO DE LAURENTIIS E GAETANO MANFREDIvincenzo de luca matteo piantedosi gaetano manfredi gaetano manfredi elly schlein giuseppe conte gaetano manfredi alessandro onorato progetto civico italia foto lapresse

Ultimi Dagoreport

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO

federico ruffo giulia presutti giuseppe malara

DAGOREPORT - DOVE C'È PRESUTTI, C'È SCAZZO: DOPO AVER FATTO RIVOLTARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE I GIORNALISTI DI “MI MANDA RAI TRE”! - LA REDAZIONE DELLO STORICO PROGRAMMA DI FEDEERICO RUFFO, CHE FA IL BOTTO DI ASCOLTI, È IN RIVOLTA: L’IMPOSIZIONE DELL'EX INVIATA JUNIOR DI "REPORT" ALLA CONDUZIONE DALL’ANTEPRIMA DEL SABATO MATTINA, VIENE VISTA COME UNO SCHIAFFONE – SI MORMORA DI UNO SCONTRO EPICO CON IL VICEDIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, GIUSEPPE MALARA, CHE ALL’APICE DELLA DISCUSSIONE AVREBBE DETTO ALLA REDAZIONE: “O FATE COSÌ, OPPURE RESTATE AL MATTINO!” - QUEL CHE SI CHIEDE LA REDAZIONE DI "MI MANDA RAITRE" E': PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME GIULIA PRESUTTI CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHÉ NON LIMITARSI A COLLOCARLA COME INVIATA? PERCHÉ DARLE AD OGNI COSTO UN PROGRAMMA (O UN SUO FRAMMENTO) ANCHE A COSTO DI UN TERREMOTO? AH (NON) SAPERLO…

valditara verdi

DAGOREPORT - BELLA IDEA QUELLA LANCIATA DAL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE, GIUSEPPE VALDITARA, DI INTRODURRE L’INSEGNAMENTO DEL MELODRAMMA A SCUOLA – UN’OTTIMA IDEA CHE RISCHIA PERÒ DI DAR VITA A UN DRAMMONE SCOLASTICO: CHI LO INSEGNA? CHI SONO I DOCENTI IN CATTEDRA CHE SANNO SPIEGARE COME DA PONTE E METASTASIO SCRISSERO I LIBRETTI PER MOZART E SALIERI? E I SIGNIFICATI DEL “TROVATORE”? E COME SPIEGHERANNO PUCCINI, CON QUELLE DONNE PERENNEMENTE TORTURATE IN SCENA? - CHIAMIAMO DOCENTI DAI CONSERVATORI, CHE SANNO SUONARE IL FLAUTO TRAVERSO MA NON CONOSCONO IL RAPPORTO TRA ILLICA, GIACOSA E PUCCINI?

cateno de luca maurizio lupi

DAGOREPORT – CATENO DE LUCA SI ALLARGA E NON BALLA CON…LUPI – “SUD CHIAMA NORD” DI DE LUCA CHIUDE L’ACCORDO CON “SINDACI D’ITALIA” PER UNA LISTA UNICA ALLE POLITICHE A SOSTEGNO DI GIORGIA MELONI: INTESA SIGLATA OGGI A ROMA - SI PUNTA A SFONDARE AL NORD, ARRUOLANDO ANCHE ESPONENTI DI SINISTRA DELUSI - CON QUESTA NUOVA OPERAZIONE, CATENO DE LUCA DICE DEFINITIVAMENTE ADDIO A OGNI IPOTESI DI UNA FUSIONE CON “NOI MODERATI” DI MAURIZIO LUPI (CHE DA QUANDO GIORGIA MELONI HA STRETTO IL PATTO CON IL SINDACO DI TAORMINA, HA IL TERRORE DEL SORPASSO AL CENTRO)