renzi marx bersani leopolda serra

CAMERE CON SVISTA - PER L’ELEZIONE DEL NUOVO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, RENZI PUÒ FINIRE UCCELLATO DAGLI STESSI “101” CHE HANNO SGAMBETTATO BERSANI-PRODI - SIA NEL PD CHE IN “FARSA ITALIA” I SUOI NEMICI LO ASPETTANO AL VARCO

Laura Cesaretti per “il Giornale

 

RENZI E NAPOLITANORENZI E NAPOLITANO

«Un cortocircuito micidiale, dal quale rischiamo di non uscire vivi». Un dirigente parlamentare del Pd fotografa così la possibile - e assai prossima - sovrapposizione tra partita delle riforme e partita del Quirinale, in un Parlamento ingovernabile come mai prima: un parlamento nel quale i gruppi parlamentari del partito di Renzi sono stati scelti dai nemici di Renzi, e quelli del centrodestra sono in via di balcanizzazione.

 

Il rischio di dover scegliere il prossimo inquilino del Colle con queste Camere è ben presente a Matteo Renzi: «Dopo mesi di voti di fiducia e prove di forza, andare al voto segreto sul Quirinale è come aprire la valvola di una pentola a pressione: si scaricherà di tutto in quegli scrutini. È l'unica partita davvero insidiosa per Renzi, che in questo Parlamento non avrà mai i numeri per eleggere una figura alla Pinotti», spiegano nel Pd.

silvio berlusconi inaugura la biennale di antiquariato (5)silvio berlusconi inaugura la biennale di antiquariato (5)

 

Sullo sfondo si stagliano giocatori pericolosi: «È chiaro che personaggi come Draghi da un lato e Prodi dall'altro non andrebbero al Colle per tagliare nastri ma per comandare. E noi potremmo anche fare le valigie», dice un renziano di rango, che ammette che entrambi sono in partita ma nutre la speranza che «si elidano a vicenda». E che si possa ancora ritardare l'addio di Napolitano, accelerando le riforme.

 

Oggi a Palazzo Chigi è previsto un vertice informale sulla riforma elettorale, con il premier e tutti coloro che stanno seguendo il dossier Italicum (Boschi, Guerini, Finocchiaro, i capigruppo), per fare il punto alla vigilia del martedì fatidico, quello in cui la legge va incardinata in commissione al Senato. Con l'ombra delle dimissioni di Giorgio Napolitano che incombono all'orizzonte.

 

Beppe grillo a palermoBeppe grillo a palermo

Si attende, con qualche ansia, il responso di Silvio Berlusconi, perché è chiaro a tutti che senza i voti (si spera compatti) di Forza Italia la legge elettorale non vedrà la luce. Sul secondo forno grillino non si fa molto affidamento: «Non possiamo cambiare alleanza, perché con il Cavaliere dobbiamo fare la riforma del Senato», ragiona il senatore Francesco Russo. «Cercare un accordo sulla legge elettorale con Grillo, ammesso sia possibile, significherebbe archiviare le modifiche costituzionali e andare subito al voto».

 

pierluigi bersanipierluigi bersani

Il neoministro Paolo Gentiloni legge in positivo i messaggi che arrivano dal Colle: «Napolitano ha chiarito che le sue dimissioni non sono oggetto di discussione, il quando e il come li deciderà lui. Io spero che vada avanti il più possibile, ma la prospettiva che ha aperto è anche un incoraggiamento a fare presto sulle riforme».

 

prodi col gelatoprodi col gelato

E la linea resta quella del patto del Nazareno, di cui Napolitano è, in fondo, il terzo contraente: «Non vedo motivi per cui Berlusconi abbia interesse a sfilarsi», dice Gentiloni, «che l'accordo alla luce del sole con M5S sulla Consulta renda possibile una grande alleanza su altro, francamente, non mi pare possibile».

 

Mario Draghi a NapoliMario Draghi a Napoli

Dunque bisogna andare avanti nell'accordo con Berlusconi, sperando che tenga. Garantendo al Cavaliere, in cambio del premio alla lista, la soglia del 5% e un buon numero di capilista bloccati (ieri la Boschi parlava di 100): un combinato disposto che costringerebbe la fronda interna (vedi Fitto, che col premio alla coalizione sarebbe incentivato a fare un partitino del Sud che poi si allea alle proprie condizioni) a restare dentro Fi.

 

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…