“L’ALTRA EUROPA” DELLA SPINELLI DEVE ESSERE QUELLA DOVE VA AD ATTERRAZZARSI CON I SUOI AMICHETTI RADICAL-CHOC - LA SUA ELEZIONE DOVEVA ESSERE LA RISPOSTA AGLI EUROBUROCRATI SENZA CUORE: LEI A STRASBURGO NEANCHE CI VA

Stefano Di Michele per “il Foglio”

 

BARBARA SPINELLIBARBARA SPINELLI

Fu quando Barbara S. partì per redimere l’Europa, che tutti ci sentimmo – votanti e spregiatori, quelli che su un suo saggio si avventano come quelli che “vade retro!” – insieme fortificati e felici (per non dire dell’autentico giubilo a Largo Fochetti, dove il direttore Ezio M. insieme a Barbara S. vedeva involarsi pure Curzio M. – però non Malaparte). Un senso di sollievo, come dire?, continentale; almeno un cero e una prece in lode ai meriti dell’ellenico Tsipras.

 

“L’altra Europa” era il nome e il progetto – e che nome, a dir poco, quello di Barbara S.! Una capace di ridurre, si diceva e si sperava, con un’occhiata e una paginata, dall’Atlantico agli Urali, la stessa e intera “signora Europa” (istituzione che ogni medio elettore percepisce per metà con occhialini dell’acida signorina Rottermaier e per l’altra metà con guêpière peccaminosa di praticona di burlesque) come il partitino del povero Nichi di Puglia, di ricondurla a decente convenienza.

key07 scarpe barbara spinellikey07 scarpe barbara spinelli

 

Il suo ingresso all’Europarlamento – da pensosi intellettuali, da speranzosi militanti – fu quasi percepito quale edificazione di una linea Maginot che manco le armate crucche della Merkel avrebbero potuto sfondare, come se fosse lo sbarco a Strasburgo non meno risolutivo di quello in Normandia. Pareva la discesa in campo del Bologna degli anni d’oro, “lo squadrone che tremare il mondo fa”.

 

Barbara SpinelliBarbara Spinelli

Barbara S. ci pensò e si candidò. Ci pensò e disse che, se eletta, il seggio non avrebbe accettato. Ci pensò e disse che, adesso eletta, il seggio avrebbe accettato. Pareva Enrico De Nicola incerto sulla soglia del Quirinale – “decida di decidere se accetta di accettare”. Accettò. Ognuno in patria, se almeno provvisto di lodevoli e sani sentimenti europeisti e federalisti, tirò un bel respiro di sollievo (Ezio M. due).

 

Adesso li sistema Barbara S. a quelli lì – gaglioffi in grisaglia, liberisti assatanati, rigoristi spietati, socialdemocratici cagasotto, perdigiorno scioperati. Chi, almeno decentemente avvertito, non poteva davvero sottrarsi alla sensazione che le note del beethoveniano “Inno alla gioia” risuonassero più alte e chiare; altri, più sentimentali, fecero ricorso piuttosto a Renato dei Profeti e alla sua memorabile “Lady Barbara” – accompagnando così il trasvolo oltre le cime alpine: “Lady Barbara tu sei / l’acqua chiara che / disseta più che mai…”.

 

key01 tom padoa schioppa barbara spinellikey01 tom padoa schioppa barbara spinelli

Infinite speranze si riposero nell’azione sua dentro quell’aula di giostrai berlusconiani e mangiafuochi renziani – da noi tutti così dottamente e generosamente abbeverati ai suoi scritti dove, in singolo articolo, come sul tram all’ora di punta, trovavano posto Willy Brandt e Zygmunt Bauman, Gustavo Zagrebelsky e Stefano Rodotà, il patriottismo costituzionale del “filosofo liberale” Dolf Sternberger, s’intende “prima che Habermas resuscitasse il concetto”, ma pure Claudio Tito e Liana Milella.

 

Si attendeva con fervore l’ora per principiare “l’altra Europa” – facendo bastevolmente schifo, si capisce, quella che c’è. Si avevano finora poche notizie, ma l’azione efficace, si sa, mai è disgiunta dal pensiero profondo e lungo (e lento, va da sé) – adesso vedrete. Poi, su Libero, si legge una classifica (Istituto VoteWatch Europe) secondo la quale su 39 votazioni Barbara S. ha partecipato solo a 3 (7,7 per cento).

 

Altri (dal Pd a Fi all’Ncd) hanno fatto peggio, chissà cosa avranno mai di meglio da fare – ma per favore neanche a paragonarli con la più autorevole degli autorevoli eletti tsipratisti. Orsù: ma siamo all’altra o è sempre la stessa? (Pure Curzio M. ha solo il 12,82 per cento di presenze; che sarebbe poi lo share ideale per il collega Massimo G. ora che va in tivù. E così i sospiri di sollievo di Ezio M. diventano tre).

Ultimi Dagoreport

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO