matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

IL GOVERNO FINISCE IN PEZZI SUL TERZO MANDATO – COME PREVISTO, L'EMENDAMENTO DELLA LEGA PER SUPERARE IL LIMITE DEI DUE MANDATI DEI GOVERNATORI NON È PASSATO IN COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI DEL SENATO – FORZA ITALIA HA VOTATO CONTRO, FDI SI È ASTENUTA. PER IL SÌ, OLTRE ALLA LEGA, SOLO ITALIA VIVA E IL GRUPPO DELLE AUTONOMIE – CALDEROLI: “È IL QUINTO STOP AL NOSTRO EMENDAMENTO, È UN’AMAREZZA. NON HO APPREZZATO IL MURO DI FORZA ITALIA” – TAJANI GONGOLA: “NON CI SARANNO CONSEGUENZE, NON È CHE IL CENTRODESTRA SI FONDA SUL TERZO MANDATO” – IL PD ATTACCA: “IL VOTO HA CONFERMATO LA DIVISIONE DELLA MAGGIORANZA...”

Stop terzo mandato, emendamento Lega non passa al Senato

Matteo Salvini e Luca Zaia

(ANSA) - ROMA, 26 GIU - Non passa l'emendamento della Lega sul terzo mandato dei governatori: in Commissione Affari Costituzionali al Senato la proposta ha ottenuto solo 5 voti a favore (oltre alla Lega anche Iv e il rappresentante delle Autonomie) e 15 contrari.

 

Astenuti il presidente della Commissione Alberto Balboni (FdI) e il senatore di FdI Domenico Matera.

 

Calderoli,amaro stop terzo mandato,posizione Lega evidente

matteo salvini roberto calderoli

(ANSA) - ROMA, 26 GIU - "La nostra posizione è assolutamente evidente, è la quinta volta che presentiamo l'emendamento, c'era stata anche un'ipotesi di un potenziale accordo che non si è trovato e con amarezza devo dire che oggi è stato bocciato per la quinta volta. Comunque io ritengo che il terzo mandato sia giusto non solo a livello delle Regioni e Provincie a statuto speciale, ma anche per quelle ordinarie".

 

Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli al termine della seduta della Commissione Affari Costituzionali del Senato dove è stato bocciato l'emendamento della Lega sul terzo mandato.

 

Terzo mandato: Calderoli, 'bene astenuti Fdi, non apprezzato muro Fi

matteo salvini roberto calderoli

(Labitalia) - "Il voto contrario di Fratelli d'Italia all'emendamento della Lega sul terzo mandato? Ci sono state due astensioni da parte di FdI e devo dire che ho apprezzato la disponibilità ad affrontare l'argomento e a trovare delle possibili soluzioni". Lo dice il ministro per gli Affari Regionali Roberto Calderoli. "Non ho apprezzato il muro eretto da Forza Italia. Non è una questione di politica di governo, però non ho apprezzato questo gesto", conclude il leghista.

 

 

Tajani, dal no di FI al terzo mandato nessuna conseguenza

antonio tajani giorgia meloni al senato foto lapresse

(ANSA) - BRUXELLES, 26 GIU - Con il disaccordo tra Lega e Fi sul terzo mandato "non succede assolutamente nulla. Non è che il centrodestra si fonda sul terzo mandato, la nostra coalizione si basa su accordi politici, sulle questioni della giustizia, sulla riforma del premierato, sulla riforma dell'autonomia, quindi su questioni serie e importanti". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del summit del Ppe.

 

Balboni (Fdi), terzo mandato esce da dibattito, vedremo in futuro

ALBERTO BALBONI - SENATORE DI FRATELLI D'ITALIA

(ANSA) - ROMA, 26 GIU - "Per il momento direi che il tema esce dal dibattito politico. Ma questo non vieta che in futuro se ne possa parlare. Per ora non mi pare ce ne siano le condizioni".

 

Con queste parole Alberto Balboni, presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato ed esperto di riforme di Fratelli d'Italia, risponde alla domanda di Affaritaliani.it se dopo la bocciatura proprio nella Commissione di Palazzo Madama guidata da Balboni, il discorso sul terzo mandato per i presidenti delle regioni - fortemente sostenuto dalla Lega ma osteggiato da sempre da Forza Italia - sia chiuso definitivamente o ci siano ancora margini di trattativa.

 

Terzo mandato:Boccia,Lega sola, confermate divisioni maggioranza

francesco boccia elly schlein

(ANSA) - ROMA, 26 GIU - "Quello che abbiamo sostenuto ieri oggi è stato confermato con il voto sull'emendamento che riproponeva il terzo mandato per le cariche monocratiche: la maggioranza è divisa e i dispetti tra i partiti della destra continuano. Oggi FDI e FI hanno lasciato che la Lega andasse a sbattere contro il 'no' della maggioranza in Commissione Affari costituzionali.

 

L'ipotesi del terzo mandato è definitivamente affossata ma le tensioni dentro la compagine di governo continuano: siamo di fronte ad un Suk in cui si barattano promesse e ipotesi di riforme che dopo quasi tre anni però restano al palo: vale per l'Autonomia differenziata, vale per il Premierato, vale per la separazione delle carriere dei magistrati che stiamo discutendo in Senato ma che non è prevista nel calendario della Camera delle prossime settimane. E intanto il Paese affonda e il Parlamento viene umiliato dalla decretazione d'urgenza e dai voti di fiducia che sono l'unico modo di questa maggioranza per andare avanti".

 

 Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia conversando con i giornalisti a Palazzo Madama dopo il voto in Commissione Affari costituzionali sull'emendamento della Lega che riproponeva il terzo mandato per le cariche monocratiche.

 

TERZO MANDATO ULTIMO ATTO

Estratto dell’articolo di Francesco Malfetano per "la Stampa"

MATTEO SALVINI ANTONIO TAJANI

Sul terzo mandato, oggi, la Lega resterà con il cerino in mano. Un destino ormai noto tra i partiti di maggioranza, che nelle ultime ore hanno visto trasformarsi un voto in commissione Affari Costituzionali al Senato nello spettro di un redde rationem interno alla maggioranza.

 

 L'esito – un altro stop ai sogni del Carroccio – è ormai scontato, ma il modo in cui ci si è arrivati rivela il grado di fibrillazione che attraversa la coalizione.

 

L'emendamento presentato dai leghisti, su input della componente vicina a Luca Zaia, nasceva come una mossa d'ambiente: tastare il terreno, verificare le reazioni. Ma è finito per complicare il quadro ben oltre le intenzioni iniziali.

 

matteo salvini giorgia meloni. antonio tajani 2

[…]  Uno scenario che ha costretto Forza Italia a blindarsi nella sua posizione di principio: «Siamo contrari al terzo mandato», ha ribadito senza esitazioni il leader Antonio Tajani. Ma ha messo in crisi anche Fratelli d'Italia.

 

Negli ultimi giorni, infatti, da via della Scrofa erano arrivati segnali distensivi nei confronti della Lega, nel tentativo di evitare che Salvini – incalzato dai suoi, soprattutto in Veneto – fosse costretto ad attaccare apertamente il governo. E invece, proprio quel cauto «siamo pronti a discuterne» pronunciato da Donzelli venti giorni fa ha innescato la miccia. Ieri, dopo ore di trattative con Maurizio Gasparri e con il leghista Roberto Calderoli, Donzelli ha fatto un passo indietro: «Senza un'intesa tra i leader, FdI non voterà l'emendamento della Lega».

 

GIORGIA MELONI STRETTA TRA SALVINI E TAJANI SU POLITICO

Tradotto: linea dura. Una gestione contraddittoria che ha generato anche qualche frizione interna. Il capogruppo di FdI al Senato, Lucio Malan, avrebbe infatti bollato come «poco seria» l'exit strategy con cui Donzelli stava provando a risolvere: non far partecipare al voto alcuni senatori meloniani.

 

 In realtà, è il metodo a essere finito sotto accusa: quella prima apertura ai leghisti, infatti, non era stata condivisa né concordata con il gruppo parlamentare e con molti esponenti di rango di FdI.

Nel frattempo, la Lega è prigioniera di un equilibrio instabile. Non può dire no ai falchi veneti, che continuano a spingere per la riapertura al terzo mandato, ma al tempo stesso non può permettersi una rottura conclamata con gli alleati.

 

GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI COME ALICE E IL CAPPELLAIO MATTO - IMMAGINE CREATA CON L INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Così cerca di sfruttare l'occasione per spostare il baricentro della trattativa, anche solo ottenendo un rinvio. «Più passa il tempo, più diventa difficile per i nostri alleati opporsi», è la lettura che filtra da via Bellerio. Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, dal canto suo prova a tenere insieme i pezzi: «L'unità del centrodestra è la cosa più importante». […]

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

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