L’EURO DEL VAFFA - ALLA VIGILIA DELL’INCONTRO FRA MONTI E CAMERON, SECCO BOTTA E RISPOSTA FRA ROMA E BERLINO SU COME USCIRE DALLA CRISI - LA CULONA LIQUIDA MARIO IL SOBRIO BOCCIANDO QUALSIASI INTERVENTO DELLA BCE E RITIENE CHE L'ITALIA ''POSSA FARE DA SOLA'' - MONTI CONOSCE BENE POTERI FORTI CHE STANNO SPECULANDO SULL’EURO-CRAC (DA GOLDMAN SACHS A MORGAN STANLEY) E VA A PIAGNUCOLARE NELLE SEDE DEL “FINANCIAL TIMES” - INTANTO A ROMA SONO ARRIVATI GLI 'ISPETTORI' DI BRUXELLES, VISITA CHE NON SAREBBE TROPPO GRADITA AL GOVERNO…

Federico Garimberti per Ansa

Alla vigilia della bilaterale fra Mario Monti e David Cameron, secco botta e risposta fra Roma e Berlino su come uscire dalla crisi. Nell'intervista al Financial Times il premier italiano aveva chiesto ad Angela Merkel di fare di piu' soprattutto sul fronte dei tassi di interesse del debito italiano. A stretto giro arriva la replica del consigliere economico di Angela Merkel, Wolfgang Franz, che boccia qualsiasi intervento della Bce e ritiene che l'Italia ''possa fare da sola''.

Il Professore, pur vedendo il suo governo come una ''parentesi'' che separa il paese dal ritorno ad un esecutivo democraticamente eletto, concorda, nell'intervista ad Ft sul fatto che potrebbe determinare una ''rivoluzione'' se non altro per i provvedimenti prima della fine della legislatura.

Per quanto riguarda la reazione di Berlino verso Roma, fonti di governo non vogliono leggerla come una bacchettata, limitandosi a sottolineare che l'Italia sta gia' facendo il suo dovere e che l'intervento chiesto dal presidente del Consiglio non era solo in favore dell'Italia ma dell'intera Eurozona.

Scontro o meno, e' evidente che vi sia una diversita' di vedute su come uscire dalla crisi con il governo italiano convinto della necessita' che oltre al potenziamento del Fondo salva Stati si debba lasciare piu' margini di manovra all'Eurotower.

Anche di questo si parlera' mercoledi' nei diversi incontri che il presidente del Consiglio avra' a Londra. Obiettivo della visita, da un lato riannodare il filo, spezzatosi a dicembre, fra Gran Bretagna e Vecchio Continente, nella speranza che Londra possa contribuire a rendere il mercato unico piu' aperto e competitivo. Dall'altro spiegare ai mercati quanto fatto dal governo e illustrare le prossime riforme per convincere gli investitori a non aver paura ad investire in Italia. Per Mario Monti sara' un vero e proprio tour de force che lo portera' a sei diversi appuntamenti in meno di nove ore.

Prima si rechera' nella sede del Financial Times per spiegare ai vertici del quotidiano finanziario della city i provvedimenti contenuti nella manovra e per illustrare le prossime riforme. Il premier si e' spesso lamentato di quanto poco si sappia degli sforzi sostenuti dagli italiani. Con tutte le conseguenze che cio' comporta sui mercati.

Per la stessa ragione, nel pomeriggio, andra' alla Borsa londinese per incontrare i maggiori operatori del mercato: amministratori e dirigenti di banche, fondi di investimento, assicurazioni. Parallelamente all'opera di persuasione dei mercati, il presidente del Consiglio si dedichera' al fronte diplomatico.

Al centro del colloquio a Downing Street con Cameron ci sara' il dossier europeo e la crisi dei debiti sovrani. Il premier si e' piu' volte rammaricato per l'isolamento della Gran Bretagna dopo la rottura al vertice di dicembre, ritenendo che Londra abbia molto da insegnare in fatto di concorrenza, mercato unico, liberalizzazioni e occupazione. Tutti temi sui quali l'Italia e' impegnata a scrivere delle proposte da sottoporre al vertice Ue del 30, convinta che la crescita sia indispensabile se non si vuole rendere inutili gli sforzi sul fronte del rigore.

Roma cerchera' la 'sponda' britannica nel suo difficile tentativo di convincere Berlino a fare di piu', sia sul fronte della crescita che su quello del debito. Su questo secondo aspetto, l'idea del governo e' che gli Eurobond, pur se utili, siano uno strumento difficilmente attuabile in tempi rapidi. Nel breve periodo e' meglio puntare sul fondo salva-Stati, ma soprattutto su una maggiore liberta' di manovra della Bce, in considerazione del fatto che l'Europa pare ancora troppo divisa e incerta su come mettere in pratica l'Efsf e il successore, l'Esm.

Ma le parole di Franz sembrano smorzare la speranza di Monti che dopo il fiscal compact si lasciata piu' liberta' a Francoforte. E cio' preoccupa anche in considerazione del rischio che il negoziato sul debito greco non vada a buon fine e determini un default di Atene con conseguenze imprevedibili su Italia e spagna.

Intanto a Roma sono arrivati gli 'ispettori' di Bruxelles, che devono verificare l'applicazione degli impegni presi dal governo Berlusconi (avrebbero gia' fatto visita ai ministeri dell'Economia, dello Sviluppo e della Funzione pubblica). Visita che secondo fonti parlamentari non sarebbe troppo gradita al governo. Circostanza negata da fonti ministeriali che sottolieano anzi come tutto cio' che dimostra la bonta' dell'azione del nuovo Esecutivo sia bene accetto.

Di questo Monti parlera' anche con il liberaldemocratico e vicepremier Nick Clegg e con il leader laburista, all'opposizione, Ed Milliband. Prima di tornare a vestire i panni del professore in una lecture che terra' alla London School of Economics.

 

monti merkel MARIO MONTI IN CONFERENZA STAMPADavid Cameron e Mario Monti merkel monti FINANCIAL TIMESBERLUSCONI BACIA MERKEL

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