moscovici

L’EUROBUROCRATE CASCA SEMPRE IN PIEDI - PER MOSCOVICI È GIÀ PRONTA UNA POLTRONA DA 14.500 EURO AL MESE - FINITO IL SUO MANDATO DI COMMISSARIO A BRUXELLES, IL FRANCESE SARÀ RICOMPENSATO DA MACRON CON UN POSTO ALLA CORTE DEI CONTI MENTRE I GILET GIALLI CONTESTANO LE ÉLITE DISTANTI ANNI LUCE DAL POPOLO…

Matteo Ghisalberti per “la Verità”

 

moscovici

Il suo mandato da commissario europeo non è ancora finito, ma Pierre Moscovici già pensa al futuro. Il suo. Al rientro in patria dovrebbe attenderlo - secondo quanto scrive il settimanale Le Canard Enchainé - una bella poltrona ben pagata. Quella di primo presidente della Corte dei conti. Sì, proprio la magistratura che spulcia i bilanci di Stato ed enti locali francesi, con l' obiettivo di spendere meno e meglio i soldi pubblici. A Emmanuel Macron spetterà l' onore - o piuttosto l' onere - di nominarlo al vertice di questa istituzione.

In Francia va cosi. Sei stato un pessimo amministratore pubblico o privato? Sei un trombato della politica?

 

Che importa. Se hai frequentato una Grande école che da cinquant' anni sforna élite disconnesse dalla realtà di tutti gli altri francesi, sei il candidato giusto per un posto di responsabilità. Pierre Moscovici può «vantarsi» di avere tutti i requisiti necessari. Dopo essersi diplomato all' Ena, la scuola dell' élite amministrativa francese, è stato europarlamentare dal 1994 al 1997. Poi è diventato deputato francese per 10 anni e ministro degli Affari europei durante i negoziati per l' allargamento dell' Ue.

moscovici e macron

 

Con l' elezione di François Hollande è ritornato al governo come ministro delle Finanze. Nel periodo in cui ha ricoperto questo incarico - tra il 2012 e il 2014 - Parigi ha sforato più volte i limiti previsti dai trattati europei.

Persino il «suo» presidente se n' è voluto liberare, mandandolo a Bruxelles. Il resto è storia recente.

 

Il paracadute dorato per il futuro ex commissario Ue è pronto per essere aperto.

Stando ai compensi previsti per i magistrati della Corte dei conti (secondo la finanziaria francese del 2018), si può tranquillamente dire che Moscò - come lo chiamano scherzosamente alcuni - se la passerà benino. In effetti, sul sito della Corte dei conti c' è scritto che «la remunerazione mensile netta del primo presidente e del procuratore generale è dell' ordine di 14.500 euro» mentre «quella dei presidenti delle camere della Corte è di 12.500 euro».

moscovici la francia puo sforare il 3 percento

 

Dati citati anche dal sito di Libération qualche mese fa. Facendo due conti, se monsieur Moscovici fosse effettivamente nominato primo presidente, in un anno guadagnerebbe non meno 174.000 euro netti. Se invece andasse a finire in una seconda linea - come spesso gli è capitato lungo tutta la sua carriera - dovrebbe «accontentarsi» di almeno 150.000 euro di stipendio, su dodici mesi. E così mentre il primo ministro Edouard Philippe, colleziona figuracce, non sapendo più dove trovare i soldi per finanziare l' aumento di 100 miseri euro annunciato da Macron per i salari minimi, il presidente francese non bada a spese per mettere al sicuro i suoi alleati.

 

moscovici macron

Già, perché se Emmanuel Macron e Pierre Moscovici, non possono dirsi amici, il loro comportamento lascia supporre almeno una certa intimità o una propensione all' alleanza. L' ultimo esempio di queste affinità elettive lo si è avuto alla vigilia dell' annuncio di una possibile procedura d' infrazione contro l' Italia. Come già scritto dalla Verità, il signor Moscovici è andato a cena al palazzo dell' Eliseo proprio alla vigilia dell'ultimo attacco della Commissione europea contro il nostro Paese, nel novembre scorso.

 

Sebbene nessuno abbia dovuto sborsare un centesimo per pagare il pasto sopraffino chez le président, chissà che al momento del caffè qualcuno non abbia messo sul tavolo anche la storia della presidenza della Corte dei conti. Magari come «indennizzo» nel caso in cui nessun partito di Francia voglia sentir parlare di Moscovici come candidato alle europee 2019. Già, perché nemmeno i suoi vecchi amici del Partito socialista - ormai ridotti ad essere quattro gatti, con un 4-5% di intenzioni di voto nei sondaggi - pare vogliano il Commissario Ue sulle loro liste.

TRIA E MOSCOVICI

 

Non va meglio tra gli eletti de La République En Marche, che continuano a prendere sberle dai gilet gialli nelle loro circoscrizioni. Luoghi dove l' Europa è vista come uno dei principali responsabili delle politiche di Macron e dello svuotamento delle casse delle famiglie e dei carrelli della spesa. Se il futuro ex commissario europeo dovesse proprio tornare in Francia con tutti gli onori, sarebbe una conferma di una delle accuse dei gilet jaunes. Quella della sconnessione dell' élite, con Macron in testa, dalla realtà dei cittadini comuni.

 

BLOOMBERG: LA MANOVRA ITALIANA NON E' COSI' FOLLE COME SEMBRA

D' altra parte anche la maggioranza francese attuale, sembra voglia fare la gara della peggiore strategia politica di tutti i tempi. Questa settimana, ad esempio, Edouard Philippe ha prima annunciato di dover rinunciare alle prime misure adottate a novembre scorso per calmare la collera della piazza.

 

Poi, solo due ore dopo, è tornato sui suoi passi. Il 17 dicembre, invece, Gilles Le Gendre, il capogruppo dei deputati de La République En Marche, ha dichiarato sulla tv del Senato francese che il governo e la maggioranza erano stati «troppo intelligenti» e «troppo sottili» nello spiegare le misure sul potere d' acquisto. Come dire: non è colpa nostra se il popolo non ci capisce. Siamo su un altro livello.

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....