EUROPA, QUANTO CI COSTI – SENZA ASPETTARE RENZI E LE SUE MINACCE DI “DISCLOSURE”, L’UNIONE EUROPEA PUBBLICA IL BILANCIO 2014 – LA BARACCA CI COSTA BEN 138 MILIARDI – SI SPENDE DI PIÙ PER LA PESCA CHE PER LA POLITICA ESTERA

Tommaso Montesano per "Libero Quotidiano"

 

jean claude junckerjean claude juncker

Aveva già fatto la bocca agli applausi, Matteo Renzi. Certo che l’ennesimo annuncio sull’operazione «Open data», ovvero la pubblicazione on line di tutte le spese dell’Unione europea, lo avrebbe gratificato del titolo di paladino della trasparenza. Pensava di aver estratto il classico coniglio dal cilindro, il premier, alla disperata ricerca del colpo di scena in grado di dare un senso al semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Ue. «Pubblicheremo i dati delle spese, sarà divertente», aveva aggiunto con tono di sfida Renzi, aggiungendo: «L’Open data da parte dell’Italia sarà totale».

 

E invece era tutta una bufala. Perché le spese di Bruxelles sono già pubbliche. Alla portata di tutti. Basta collegarsi al sito dedicato al diritto dell’Unione europea e scaricare le 921 pagine con il bilancio 2014 della Commissione. In quel documento, voce per voce, ci sono tutte le spese dei Palazzi comunitari. E che spese. Il sito eunews.it è riuscito a estrapolare, spulciando tra i vari costi sostenuti da Bruxelles, i totali.

 

matteo renzi otto e mezzomatteo renzi otto e mezzo

Nel 2014, tanto per cominciare, la Commissione e gli enti collegati spenderanno oltre 138 miliardi di euro. Per l’esattezza 138.757.199.012 euro. Di questi, poco meno di due miliardi - 1.883.929.000 - se ne andranno per sostenere i costi per il personale. Solo quello interno, però. E questo perché Bruxelles per assolvere ai suoi compiti si avvale anche di funzionari esterni, a partire dai delegati dei governi nazionali distaccati presso i vari uffici comunitari. E per il personale esterno alla fine dell’anno usciranno altri 127.846.000 euro.

 

BUROCRAZIA PADRONA

Il titolo 26 del bilancio è dedicato all’«amministrazione della Commissione». Totale uscite: oltre un miliardo di euro (1.013. 608.150). All’interno a farla da padrone sono, naturalmente, le «spese amministrative», che assorbono quasi tutto il capitolo. La voce maggiore di uscita è rappresentata dai 209.265.000 euro per l’acquisto o l’affitto annuale delle sedi a Bruxelles.

 

COMMISSIONE  UE COMMISSIONE UE

Ma per gli immobili le spese non finiscono qui: oltre settanta milioni di euro escono per pagare le relative polizze assicurative e le utenze, nonché per far fronte alle spese di manutenzione e lo smaltimento dei rifiuti. Poi escono 32 milioni di euro per pagare i servizi di custodia, sorveglianza e controllo degli accessi, e poco meno di otto milioni per le apparecchiature tecniche in dotazione agli edifici. E anche Lussemburgo non è da meno: per gli immobili della sede distaccata, complessivamente il bilancio ha stanziato altri circa 65 milioni di euro.

 

ERASMUS PER TUTTI

Scorrendo le 921 pagine con il resoconto contabile della Commissione, balza agli occhi la sproporzione tra alcuni capitoli di spesa rispetto ad altri. Ad esempio tra istruzione e cultura da una parte, e sicurezza e giustizia dall’altra. Il titolo 15, appunto «Istruzione e cultura», pesa sul bilancio per 2.570.366.455 euro.

 

A fare la parte del leone c’è il programma Erasmus per tutti, per il quale l’Europa spende la bellezza di 1.419.417.292 euro. Obiettivo: «Promuovere l’eccellenza e la cooperazione nei settori dell’istruzione, della formazione e della gioventù in Europa, migliorarne l’adeguatezza alle esigenze del mercato del lavoro e rafforzare la partecipazione dei giovani alla vita democratica in Europa».

 

renzi al vertice ue di milano renzi al vertice ue di milano

Dall’altra parte, nonostante la minaccia del terrorismo islamico in agguato (a causa dell’Isis) e l’ondata migratoria dalle coste africane che non si placa, ci sono gli «appena» 741.987.040 euro stanziati per il titolo «Sicurezza interna». Praticamente la metà di quanto l’Ue destina all’Erasmus. Per l’ufficio europeo di polizia - Europol - lo stanziamento non arriva a 80 milioni di euro (79.930.000), gli stessi soldi destinati a Frontex, l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne tante volte evocata dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano.

 

Per la «prevenzione e la lotta contro la criminalità organizzata transfrontaliera e il miglioramento della gestione dei rischi», il bilancio europeo non ha messo da parte neanche 150 milioni di euro (148.955.846). Non va meglio alla «giustizia», destinataria di appena 200 milioni di euro nel titolo 33 e, al tempo della minaccia rappresentata dal virus Ebola, ai fondi per «migliorare la salute dei cittadini dell’Unione e proteggerli dalle minacce sanitarie transfrontaliere», che ammontano ad appena 53 milioni di euro (52.870.000).

 

parlamentoparlamento

Più o meno la stessa cifra che esce per la sicurezza, la Commissione accantona per sostenere gli «Strumenti di politica estera» (723.537.553 euro). Per la politica estera e di sicurezza comune - la Pesc che avrà nell’attuale ministro degli Esteri italiano, Federica Mogherini, il suo Alto rappresentante - sono stati impegnati 314.119.000 euro. Non una grande cifra se paragonata, ad esempio, agli oltre 940 milioni di euro stanziati per gli «Affari marittimi e di pesca», all’interno dei quali Bruxelles ha in animo di istituire i «guardiani del mare», da ricercare tra i «membri di equipaggi che non possono più vivere dei proventi della pesca» e che tuttavia «sono in possesso di esperienze e di competenze marittime».

renzi mogherini a strasburgo parlamento europeorenzi mogherini a strasburgo parlamento europeo

 

AIUTI A PIOGGIA

I fondi per la politica estera e la sicurezza sono lontani anche e soprattutto dal quasi miliardo di euro che l’Ue destina al titolo 23, ossia agli «Aiuti umanitari e protezione civile». Di questo miliardo, ben 859.529.000 euro servono per «coprire l’assistenza umanitaria e le operazioni di aiuto alimentare di tipo umanitario a favore delle popolazioni di paesi esterni all’Unione vittime di conflitti o catastrofi, sia naturali che di origine umana, o di situazioni critiche analoghe, per tutto il tempo necessario». Un potenziale pozzo senza fondo, visto che quei soldi servono anche per finanziare «studi di fattibilità concernenti operazioni umanitarie» nonché «la supervisione dei progetti di aiuti umanitari, la promozione e lo sviluppo delle iniziative volte a migliorare il coordinamento e la cooperazione».

Ultimi Dagoreport

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...