1. BAMBOLI, NON C’È UNA LIRA. TRA UNA SETTIMANA L’ITALIA DOVREBBE USCIRE DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE SUL DEFICIT, MA L’EUROPA CI PREPARA UN NUOVO INCRAVATTAMENTO ALLA TEDESCA SULLA POSSIBILITÀ DI SPESA. LA VERITÀ, PER UNA VOLTA, SCAPPA AL MINISTRO GIOVANNINI CHE AI SINDACATI CONFESSA: I FAMOSI 12 MILIARDI DA SPENDERE NON CI SONO. ALTRO CHE BLOCCO DELL’AUMENTO IVA, ALTRO CHE INCENTIVI ALLE ASSUNZIONI DEI GIOVANI. GIÀ TANTO SE CI SONO I SOLDI PER LA CASSA INTEGRAZIONE 2. INTANTO LETTAENRICO FA FINTA DI TORNARE DA BRUXELLES VINCITORE, CON LA COLLABORAZIONE DEI GIORNALONI DI LOR SIGNORI. E IL FATTO CHE A FINE VERTICE LA MERKEL LO ABBIA IGNORATO VIENE SOTTOLINEATO SOLO DAL MESSAGGERO E DAL GIORNALE. FOSSE CAPITATO AL CAVALIER BANANA, ERA SU TUTTE LE PRIME PAGINE 3. LO SPORT PREFERITO DEI NOSTRI PARTITI: FAR FINTA DI CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE

a cura di Colin Ward e Critical Mess (Special Guest: Pippo il Patriota)

AVVISI AI NAVIGATI
Bamboli, non c'è una lira. Tra una settimana l'Italia dovrebbe uscire dalla procedura d'infrazione sul deficit, ma l'Europa ci prepara un nuovo incravattamento alla tedesca sulla possibilità di spesa. La verità, per una volta, scappa al ministro Giovannini che ai sindacati confessa: i famosi 12 miliardi da spendere non ci sono. Altro che blocco dell'aumento Iva, altro che incentivi alle assunzioni dei giovani. Qui è già tanto se ci sono i soldi per la cassa integrazione.

Non lo dite al Cavalier Pompetta, che dopo "la vittoria dell'Imu" ha già promesso misure epocali per rilanciare l'economia. Intanto Lettaenrico fa finta di tornare da Bruxelles vincitore, con la collaborazione dei giornaloni di Lor signori. E il fatto che a fine vertice la Merkel lo abbia ignorato viene sottolineato solo dal Messaggero e dal Giornale. Fosse capitato al Banana, era su tutte le prime pagine.

Trionfale la Repubblica delle larghe intese: "Lavoro, per Letta vittoria in Europa. Via libera dalla Merkel: fuori dal deficit gli sgravi ai nuovi assunti" (p. 12). Meno roseo il Corriere della Sera: "Priorità a giovani e occupazione". A Letta un primo sì dall'Europa. Ma nelle bozze della Commissione Ue già nuovi vincoli per l'Italia. Ecco i sei ‘comandamenti' imposti a Roma. Sottolineato il bisogno di mantenere il miglioramento strutturale del bilancio.

L'uscita dalla procedura d'infrazione bilanciata da condizioni severissime contro gli squilibri macroeconomici" (p. 2). Intanto Giovannini incontra sindacati e padroncini e mette subito le mani avanti, azzerando giorni di dibattiti inutili: "Risorse al lavoro con i tagli alle pensioni più alte. L'ipotesi di Giovannini. Vertice con le parti sociali: "Non ci sono 12 miliardi per gli sgravi" (Corriere, p. 5). Anche sul Messaggero l'amara verità: "Lavoro, il nodo delle risorse. Il governo punta agli incentivi. Il ministro Giovannini: "12 miliardi? Difficile'. Sulla legge Fornero solo ritocchi mirati" (p. 3). Austerity e così sia.

NON FA SOSTA LA SUPPOSTA
Con l'Istat piove ancora sul bagnato: "Gravi rinunce per 15 milioni di italiani. Le donne over 50 portano avanti la famiglia. Il Rapporto Istat: la rete dei parenti e degli amici fondamentale per superare i momenti difficili" (Repubblica, p. 12). Il Messaggero si concentra sui presunti bamboccioni: "Un giovane su quattro non lavora e non studia. L'Istat: trova un posto di lavoro soltanto il 57% dei neolaureati. La media Ue è il 77%" (p. 4). Intanto il Cetriolo Quotidiano scopre un altro bel lascito del Rigor Montis: "Energia, Passera ci lascia un conto da 500 milioni. Nelle ultime ore di mandato il ministro proroga gli aiuti alla lobby delle centrali Cip 6. Addio sconto in bolletta" (p. 7).

LARGHE INTESE PICCOLE MANOVRE
In assenza di soldi da spartire, i partiti si dedicano al loro sport preferito: far finta di cambiare la legge elettorale, tema che notoriamente appassiona le genti. Il sogno di Lettaenrico è una leggina ponte, in modo da evitare la pronuncia della Consulta, che elevi il premio di maggioranza al 40%. Peccato che in questo casino nessun partito possa anche solo sognare di sfiorare una simile percentuale, e quindi sarebbero larghe intese for ever.

Su Repubblica, "Riforme, Letta lancia la road map ma le correzioni al Porcellum accendono subito il duello Pd-Pdl. I democratici temono la ‘palude'. Quagliariello apre al presidenzialismo" (p. 2). Il Porcellinum non sta bene a Matteuccio il Rottamatore (di se stesso): "Renziani in rivolta: ‘E' un inciucio'. Giachetti: ci condanniamo al governissimo. Per i democratici un tetto alto rende inevitabili le alleanze tra avversari. Ma il Pdl avvisa: no al Mattarellum" (Corriere, p. 9).

La Stampa sfoglia il calendario del pasticcetto prossimo venturo: "Legge elettorale, ‘Entro luglio le modifiche'. Ma sui ritocchi al Porcellum la maggioranza è divisa. Definito il calendario per modificare la Carta. Ci sarà un ‘Comitatone' con 40 membri" (p. 6). Cauto il Giornale di Berlusconi: "Il Cav benedice le riforme: ma è giugno il mese chiave. Per la tenuta delle larghe intese decisive le prossime settimane: Berlusconi vuole varare in fretta le ‘misure choc' sull'economia. E attende la Consulta sul processo Mediaset" (p. 5). Cosa c'entrino i suoi processi, formalmente, lo sa solo lui. Perché non sta sereno e si fida di Re Giorgio II?

MA FACCE RIDE!
Sul Corriere, intervista ex cathedra per Ciquito Cicchitto, celebrato statista: "Salto di qualità politico o l'Europa crolla" (p. 13). ‘Anvedi quante ne sa Fabrizietto nostro!

UN DUE TRE, GRILLINO!
Non potendo fare una beneamata cippa di niente in Parlamento, i grillini continuano a farsi del male con sempre nuove pensate. L'ultima riguarda i rapporti con i giornalisti parlamentari, razza notoriamente pericolosissima. "I 5 Stelle ‘spiati' in corridoio e la black list dei cronisti. Il controllo dello staff sugli eletti ottiene il via libera dell'assemblea.

Le ronde degli addetti stampa in Transatlantico e alla buvette: ‘Vi indichiamo noi chi è meglio intervistare'" (Corriere, p. 10). Vedremo chi si adegua e chi, invece, sfanculerà le ronde di Grillomao. Ha visto un altro film Repubblica: "I grillini si ribellano allo staff: no al bavaglio. Crimi: nessuna black list di cronisti. Messora: la libertà personale va rispettata" (p. 8). Sulla stessa linea la Stampa: "La mail ai 5 Stelle è un errore, i parlamentari parlino con chi vogliono" (p. 8).

IL GRAN CORAGGIO DEL COMPAGNO PENATI
Per fare il gradasso aveva detto che avrebbe rinunciato alla prescrizione, ma ieri si è dimenticato di andare in aula a dirlo. Grandiosa ammuina del compagno Penati Filippo, che adesso dice: ricorrerò in Cassazione. Campa cavallo! Impietosi tutti i giornali.

Repubblica: "Falck, Penati assente in aula non rinuncia alla prescrizione, sparisce il reato di concussione. Saviano: ‘Scempio di cui è responsabile anche il Pd. Il pm polemizza con la difesa: ‘Ora è sempre fuori città? Poteva presentarsi prima" (p. 4). Libero sceglie l'ironia: "Penati si distrae un attimo e lo prescrivono. L'ex braccio destro di Bersani urlò ai quattro venti che si sarebbe fatto processare per le tangenti di Sesto anche se il reato è ormai prescritto. Ma ieri si è scordato di formalizzare la rinuncia, incassando i benefici di una legge su misura fatta da Monti. L'avvocato costretto a scappare dal retro" (p. 4).

Sulla stessa linea il Giornale: "Penati furbetto: diserta l'aula e si intasca la prescrizione" (p. 2) Scrive Liana Milella su Repubblica (p. 1): "La mala pianta di Paola Severino continuerà a far cadere frutti avvelenati ancora per molto tempo. Ora ne ha fruito Penati, due mesi fa i suoi coimputati, domani avvantaggerà Berlusconi" al processo Ruby. La mala pianta è la riforma della concussione "perché l'Europa ce lo chiede".

ULTIME DAL MONTE DEI PACCHI DI SIENA
Nuovi guai per l'avvocato Michele Briamonte, la star dello studio Grande Stevens di casa allo Ior come in Fiat. "Mps, Briamonte interdetto due mesi, il consigliere è indagato per insider trading. Provvedimento contro il legale dello Ior per la fuga di notizie sulle richieste danni agli ex vertici, a Nomura e Deutsche Bank" (Repubblica, p. 22). Il giallo di una lettera sul Cetriolo Quotidiano: "Mps, Briamonte interdetto dal cda. Sotto inchiesta per insider trading. In una lettera dopo il suicidio di Rossi la sua verità. E' dell'11 marzo. L'avvocato piemontese consegna un messaggio al presidente Profumo su una fuga di notizie assai sospetta" (p. 10).

I FURBETTI DELL'ACCIAIO
Con tutti i favori che hanno ricevuto dallo Stato, i Riva avrebbero pure fatto i furbi con le tasse. E per importi miliardari. Ieri si è mossa la Procura di Milano, con un maxi-sequestro firmato Francesco Greco. "Il sequestro record ai padroni dell'Ilva. Bloccato un miliardo e 200 milioni. ‘All'estero soldi sottratti all'azienda" (Corriere, p. 15). I fondi erano nascosti a Jersey e sono stati rimpatriati con lo scudo fiscale del compagno Tremonti. Grave sgarro anche alle adorate banche, come sottolinea la Stampa, che cita i pm: "soldi nei paradisi fiscali mentre la società si indebitava con le banche" (p. 21)

LINGOTTI IN FUGA
Il giorno dopo le polemiche politiche, il Lingotto prova a smentire la fuga fiscale a Londra: "Fiat, l'Italia non perderà 500 milioni di tasse'. Industrial: nessun caso per il trasferimento della sede fiscale in Gran Bretagna, Cnh è già in Olanda" (Repubblica, p. 22). Secondo quanto riporta il Messaggero, dal trasferimento della sede fiscale ci sarebbero "solo effetti sulle cedole" (p. 17).

FREE MARCHETT
Corriere in festa per la Barilla: "Pasta italiana nei fast food. L'alleanza che unisce gli opposti. Barilla fornirà le pennette per le insalate McDonald's. L'accordo fra l'azienda emiliana e il colosso americano della ristorazione. Attesi ricavi per 10 milioni di euro. Se dovesse funzionare, l'abbinata italo-americana sarà estesa anche ai ristoranti europei" (p. 29, tutta intera). Non si parlerà mai più di junk food.

 

 

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