PER MESI RENZI HA EVOCATO L’IMPORTANZA DELLA PRESIDENZA DI TURNO DEL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA. LA DETIENE ORMAI DA TRE MESI, MA FINORA NON SE N’E ACCORTO NESSUNO - E A COSA È SERVITA LA MOGHERINI “LADY PESC”? A NULLA: L’EUROPA CHE CONTA CE L’HA IN MANO LA MERKEL

Alberto Statera per “Affari & Finanza - la Repubblica

 

matteo renzi angela merkelmatteo renzi angela merkel

Valeva davvero la pena di ingaggiare un tafferuglio durato mesi per imporre Federica Mogherini ad alto rappresentante della politica estera dell'Unione europea? O Matteo Renzi, come qualcuno già allora paventava, ha sbagliato obiettivo? L'occupazione tedesca quasi manu militari delle principali istituzioni comunitarie nel momento in cui si fa vitale per l'Italia l'allentamento del cieco rigore economico teutonico fa apparire quella battaglia tanto velleitaria quanto inutile, se non forse per meri motivi mediatico-propagandistici.

 

RENZI MERKEL SELFIERENZI MERKEL SELFIE

Tutti sanno (e sapevano) che l'alto commissario gode solo di un formale prestigio, ma nei fatti conta poco perché ogni posizione di politica estera prevede l'accordo di tutti i 28 stati membri. E Lady Pesc non batte palla su nessuno dei dossier capitali per l'Italia: il deficit, il debito pubblico, gli investimenti, l'utilizzo dei fondi comunitari. Tutto ciò è stato invece scientificamente blindato con germanica meticolosità da Angela Merkel.

 

Il caso Pierre Moscovici docet: il commissario francese agli Affari economici è stato a sua volta commissariato dal vicecommissario per l'euro Valdis Dombrovskis, ex primo ministro lettone e alfiere del rigore merkeliano. Per cui Moscovici, designato da Francois Hollande, ha già fatto capire che sarà costretto a sanzionare la Francia per lo sforamento del deficit annunciato da Parigi.

 

federica mogherinifederica mogherini

A parte il caso Moscovici, una mappa davvero impressionante del predominio capillare dei tedeschi nelle nuove istituzioni comunitarie è stata elaborata sul “Sole-24Ore” da Adriana Cerretelli. Se ne ricava che il nuovo quinquennio sarà ultragermanico- centrico, nonostante la faccia feroce esibita da Parigi e quella “ferocina” di Roma.

 

Due dei sette vicepresidenti del rigorista Jean Claude Junker, il lettone e il finlandese, sono falchi rinomati e controllano nientemeno che le politiche macro-economiche, di bilancio, sviluppo, occupazione, industria, ricerca, mercati finanziari, mercato unico, trasporti, energia e politica regionale. Tutti gli strumenti necessari per favorire la crescita o per bloccarla.

 

jean claude junckerjean claude juncker

Ma, a parte gli incarichi di prima fila, che sono tanti, la mappa scende alle seconde file, che spesso detengono l'autentico potere. Nella Commissione sei capi di gabinetto e dieci vice sono tedeschi; i direttori generali sono quattro (Eurostat, Ambiente, Fondi regionali, Interni) e i vicedirettori sei (Industria, Ricerca, Bilancio, Sviluppo, Agricoltura). Nell'Europarlamento sono tedeschi i presidenti di cinque commissioni, tanto che si dice che in aula non passa foglia che la Germania non voglia.

 

francois hollandefrancois hollande

E così via comandando, con la pianificazione accorta dell' “herrschaft”, il potere legittimo, attraverso la scelta degli uomini giusti nei posti giusti. Altro che Mogherini. E pensare che poco più di dieci anni fa la Germania fu accusata dalla Commissione europea presieduta da Romano Prodi di aver infranto i tetti imposti al deficit di bilancio dal patto di Stabilità.

 

Ma la procedura d'infrazione fu gentilmente bloccata e la Germania cominciò a fare le riforme strutturali richieste, che oggi le conferiscono la leadership d'Europa. Renzi, cui è dovuta ancora ogni solidarietà per la situazione in cui opera, invece di tentare la faccia feroce con la “maestrina” teutonica, tenti magari di imboccare davvero quella strada, se ne è capace.

 

PIERRE MOSCOVICI E MARIE CHARLINE PACQUOT jpegPIERRE MOSCOVICI E MARIE CHARLINE PACQUOT jpeg

P.S. Per mesi interi Matteo Renzi ha evocato le magnifiche sorti e progressive della presidenza di turno del Consiglio dell'Unione europea. La detiene ormai da tre mesi, ma per la verità finora non molti se ne sono accorti.

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...