TIPINI FINI - L’EX CAPO DI GABINETTO DI GIANFRY, L’AMBASCIATORE MASSOLO, È TRA I PAPABILI PER LA POLTRONA DEGLI ESTERI - PROPRIO LUI CHE ERA IN RAPPORTI CON IL TITOLARE DELLA HOLDING DEL GIOCO D’AZZARDO ‘ATLANTIS’ FRANCESCO CORALLO (DI CUI PERORÒ LA NOMINA A CONSOLE ONORARIO NELLE ANTILLE OLANDESI) - MASSOLO È ANCHE NELLE INTERCETTAZIONI PER L’INCHIESTA SUI VOLI D’ORO DI MASSIMO D’ALEMA, PER I SUOI RAPPORTI CON MORICHINI…

Gian Marco Chiocci per "il Giornale"

Maledette coincidenze (giudiziarie). Non è fortunato il candidato unico alla poltrona di ministro degli Esteri, l'ambasciatore «finiano» Giampiero Massolo. Perché l'inchiesta sui sospetti finanziamenti della Banca Popolare di Milano al re del gioco d'azzardo, Francesco Corallo, titolare della holding mondiale Atlantis-Bplus (intorno alla quale ruotano a vario titolo personaggi vicinissimi al presidente della Camera) emersa nello scandalo della casa di Montecarlo, fa tornare alla memoria le polemiche che sfiorarono l'ex capo di gabinetto di Fini sulle email partite dalla sua segreteria alla Farnesina per far diventare Corallo console onorario a Philipsburg, capoluogo dell'isola di Saint Marteen nelle Antille olandesi.

Quando il Giornale pubblica le mail tra l'ufficio di Massolo e la rappresentanza consolare di Miami, interroga l'ambasciatore su chi sia lo sponsor di Corallo. L'ambasciatore, per prima cosa, risponde che lui non è finiano e non si riconosce in alcuna filiera politica. Quanto a Corallo confessa di essersi dimenticato di avvertire Frattini del drammatico scambio epistolare con il console Marco Rocca che così replicava alle richieste di Roma: «Quando ho letto la mail ho fatto un mezzo salto sulla sedia perché mi ricordavo di un tale Corallo era a suo tempo ricercato dalla giustizia».

Si trattava del padre di Francesco, Gaetano, poi condannato a 7 anni (pena scontata). «Sul conto di Francesco - scriveva Rocca - non risultano precedenti negativi ma con una storia familiare come quella sopra descritta, non mi sembrerebbe il miglior candidato per un incarico a console onorario». Quanto al nome dello sponsor Massolo glissa: «La segnalazione circa l'aspirazione di Corallo mi è venuta, tra le tante che ricevo, da persona che conosco da tempo che non ha alcun rapporto con la politica né tantomeno con ambienti politici legati al presidente Fini».

Eppure sarebbe stato interessante saperlo visto che Fini è stato immortalato nel ristorante di Corallo ai Caraibi; il gruppo Atlantis ha inviato finanziamenti a persone e società riconducibili al deputato finiano Proietti; nella fondazione Fare Futuro il finiano Lanna lavorava per Atlantis; l'avvocato-deputato Bongiorno oggi difende il gruppo Atlantis che ha come suo rappresentante Walfenzao, il broker delle off-shore di casa Tulliani a Montecarlo. L'identità del mittente della raccomandazione, a oggi, resta un mistero.

Nell'ambiente delle feluche Massolo è considerato un finiano di ferro, tant'è che uno dei suoi grandi sponsor per la scalata alla Farnesina sarebbe proprio Fini, l'uomo che l'ha voluto accanto a sé all'inizio della sua esperienza il 20 novembre 2004. Va detto, però, che le coincidenze giudiziarie toccano anche altri settori politici.

Massolo, non indagato, due settimane fa finisce intercettato nell'inchiesta sui voli d'oro di Massimo D'Alema per i suoi rapporti «in guanti bianchi» con il braccio destro di Baffino, il plurindagato Vincenzo Morichini e con tale Francesco Maria Cipolat. Le conversazioni vertono su appalti alla Farnesina. Lo scambio di telefonate è intenso. La Finanza annota tutto. Maledette coincidenze.

 

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