beatrice lorenzin fabio mazzeo

ALLA SALUTE! – CARO CI COSTA L'EX PORTAVOCE DI "BEATROCE" LORENZIN: L'INPS DOVRÀ PAGARE 60MILA EURO DI CONTRIBUTI, MAI VERSATI, A FABIO MAZZEO. GIÀ CAPO DELLA COMUNICAZIONE DELL'ALLORA MINISTRO DELLA SALUTE, NEL 2016 FU "PARACADUTATO" ALL'AGENZIA PER IL FARMACO: FU L'UNICO PARTECIPANTE AL BANDO PER UN CONTRATTO TRIENNALE DA 240MILA EURO. POCHI MESI DOPO, OTTENNE UN "RITOCCHINO" AL COMPENSO, CHE LUI GIUDICAVA NON ALL'ALTEZZA, ARRIVANDO A INTASCARE 345MILA EURO…  

Estratto dell’articolo di Patrizia Floder Reitter per “La Verità”

 

beatrice lorenzin foto di bacco

L’ex ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, la cui posizione nel troncone dell’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid è stata archiviata dal tribunale dei ministri, e che aveva raccontato ai pm di Bergamo di non essere stata «notiziata» dagli uffici ministeriali sulla necessità di aggiornare il piano pandemico risalente al 2006, all’epoca sapeva bene come sistemare i suoi fedelissimi.

 

Una vicenda […] salta fuori in questi giorni dopo un decreto ingiuntivo di pagamento emesso nei confronti dell’Aifa. Lo scorso 21 agosto, il giudice del lavoro del tribunale di Roma, Anna Maria Lionetti, ha ordinato all’Agenzia italiana del farmaco di pagare all’Inps 60.244 euro di contributi non versati, relativi al rapporto di lavoro subordinato di Fabio Mazzeo.

 

Stiamo parlando dell’ex portavoce della dem Lorenzin, passato poi all’Aifa a occuparsi di comunicazione secondo modalità a dir poco stupefacenti. Nel settembre del 2016, l’agenzia regolatoria pubblica un avviso di selezione pubblica per affidare a un giornalista professionista il progetto di Programmazione e gestione della comunicazione istituzionale.

 

FABIO MAZZEO

L’ufficio stampa […] ha già due giornalisti professionisti e 5 pubblicisti ma il nuovo incarico poteva fare molto comodo a Mazzeo che, in caso di fallimento del referendum costituzionale voluto da Matteo Renzi e della conseguente caduta del governo, avrebbe perso il ruolo di portavoce del ministro della Salute.

 

Il giornalista si candida, nessuno solleva perplessità sull’evidente conflitto di interessi: portavoce del ministro, di un ministero che assieme a quello dell’Economia vigila su Aifa. Tra gli ammessi, ai primi di dicembre 2016, figura solo lui e il 19 dello stesso mese, il direttore generale dell’agenzia, Mario Melazzini, gli affida l’incarico di collaborazione coordinata e continuativa della durata di 36 mesi, con un compenso di 240.000 euro.

 

beatrice lorenzin

Quindi, il portavoce del ministro Pd della Salute ottiene un contratto firmato dal nuovo dg di Aifa, nominato il mese prima dalla Lorenzin in sostituzione di Luca Pani. Non mancava trasparenza, quella che abbondava era la sfacciataggine. Nel frattempo, però, qualche previsione era andata storta. Persa la battaglia sul referendum, l’allora presidente del Consiglio Renzi presenta le dimissioni ma Beatrice Lorenzin mantiene il suo incarico nel successivo governo Gentiloni. Si tratta della terza riconferma a ministro della Salute, dal 2013 (quando era premier Enrico Letta).

 

Mazzeo si sarebbe lamentato del compenso basso, raccontano in Aifa, rimpiangendo i passati emolumenti come portavoce. Di fatto, pochi mesi dopo avergli affidato l’incarico, l’11 agosto 2017 l’agenzia regolatoria italiana pubblica un nuovo avviso di selezione pubblica, sempre per lo stesso Progetto di comunicazione.

 

FABIO MAZZEO

Si cerca una «figura professionale altamente qualificata, che dia un contributo di carattere tecnico specialistico per la gestione della comunicazione esterna […] rilevata l’indisponibilità oggettiva all’interno dell’agenzia», di individuare una persona in grado di gestire campagne di comunicazioni «riguardanti tematiche di competenza dell’agenzia». In poche parole, i giornalisti di Aifa non erano in grado di occuparsi della comunicazione dell’ente in cui lavorano. Serviva un consulente esterno.

 

Nel nuovo bando, non c’è alcun riferimento all’incarico affidato in precedenza a Mazzeo […]. E a settembre 2017, l’unico candidato ad essere ammesso è sempre Fabio Mazzeo. Entra ed esce fuori dai contratti. L’11 ottobre, gli viene riaffidato l’incarico con un «ritocchino» all’importo. Sarà sempre della durata di 36 mesi, ma il compenso risulta aumentato di 105.000 euro.  Diventa di 345.000 euro. A firmare la determina è sempre il dg di Aifa, Melazzini, che un mese prima aveva costituito la commissione di valutazione del candidato. […]

beatrice lorenzin foto di bacco

 

Tutto a posto? Niente affatto, rimane quella determina del dicembre 2016, per 240.000 euro, che aveva designato vincitore del bando l’ex portavoce della Lorenzin e che non si poteva nascondere sotto il tappeto. L’allora dg di Aifa cerca di metterci una pezza e il 18 dicembre 2017 (un anno dopo), fa pubblicare un nuovo avviso pubblico di ricerca, questa volta di un giornalista per il Progetto programmazione e gestione della comunicazione istituzionale della presidenza e del cda dell’Agenzia italiana del farmaco.

 

beatrice lorenzin

Contratto di 25 mesi e 10 giorni, per un importo di 169.333,38 euro. Durata della collaborazione e compenso a scalare, da quanto aveva già percepito e lavorato Mazzeo prima del secondo incarico. Nessuno si presenta, il bando andrà deserto. L’uomo di fiducia della Lorenzin, Mario Melazzini, quando nel 2018 fu mandato via […] si portò Mazzeo alla Ics Maugeri dove gli ha dato l’ufficio stampa. All’Aifa, oltre all’onere di contratti aggiustati sono rimasti da pagare i contributi che non vennero versati.

beatrice lorenzinFABIO MAZZEObeatrice lorenzin elly schlein foto di bacco

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