donbass ucraina soldati

NON DIAMO SOLO ARMI - ZELENSKY E’ COSI’ ENTUSIASTA DEL SOSTEGNO DI DRAGHI PERCHE’ L’ITALIA STA FORNENDO COLLABORAZIONE LOGISTICA SUL PROPRIO TERRITORIO PER “SUPPORTARE” L’ADDESTRAMENTO DEI SOLDATI UCRAINI ALLE PRESE CON I NUOVI E SOFISTICATI SISTEMI D’ARMA – L’ITALIA E’ AL FIANCO DELLA RESISTENZA ANCHE CON I SERVIZI DI INTELLIGENCE CHE FORNISCONO INFORMAZIONI ALLE FORZE IMPEGNATE SUL CAMPO - IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, STOLTENBERG, HA CHIESTO CHE IL TETTO DI SPESA NAZIONALE DEL 2% DEL PIL DIVENTI “UNA SOGLIA MINIMA”. E HA INSISTITO PERCHÉ SI AUMENTINO ANCHE I FONDI COMUNI DELL'ALLEANZA…

Francesco Verderami per il “Corriere della Sera”

 

LA STRETTA DI MANO TRA DRAGHI E ZELENSKY

Ci sono molti modi per sostenere la resistenza ucraina. E c'è un motivo se Zelensky non smette di apprezzare il sostegno di Draghi. L'Italia infatti - secondo fonti della Nato - sta fornendo agli alleati occidentali una «collaborazione logistica sul proprio territorio» per «supportare» l'addestramento dei soldati di Kiev alle prese con nuovi e più sofisticati sistemi d'arma. Che poi è quanto stanno facendo già i tedeschi, con corsi che dureranno circa un mese. Tanto basta per capire la proiezione temporale del conflitto.

 

E serve a comprendere le parole pronunciate alla Camera da Draghi, che si è detto confortato dall'unità del Parlamento a fronte di «alcune decisioni complesse da prendere» specie quando vedono il Paese coinvolto, «anche se indirettamente», in situazioni di guerra.

 

ZELENSKY - DRAGHI - SCHOLZ - MACRON

Ecco cosa significa «non voltarsi dall'altra parte», mentre gli ucraini sono impegnati a difendersi dall'invasore russo. Eppure per settimane la politica nazionale è rimasta sospesa in un dibattito surreale su un ulteriore invio di armi a Zelensky. «Il quarto decreto al momento non c'è», ha detto ieri il sottosegretario alla Difesa Mulè: «Si capirà qualcosa di più dopo il vertice Nato di Madrid».

 

Questa polemica capziosa sulla lista della spesa fa perdere di vista il fatto che l'Italia è quotidianamente al fianco della resistenza e contribuisce anche in termini di intelligence a fornire informazioni alle forze impegnate sul campo. Il nuovo decreto arriverà a luglio e come ha lasciato intendere Mulè sarà frutto di un lavoro di raccordo con gli alleati: «Dipende da che tipo di armi vengono richieste. Magari non le abbiamo noi ma i tedeschi».

soldati ucraini guardano la danza degli studenti

 

Il sostegno militare a Kiev si accompagna al sostegno politico, nella consapevolezza che sarà lunga e sarà dura. In una riunione di governo, l'altra settimana, il ministro della Difesa Guerini - anticipando l'ulteriore invio di materiale bellico da parte degli americani - aveva spiegato che «l'andamento della guerra segue l'andamento delle forniture». Aveva parlato di una «cristallizzazione della situazione» sul terreno. E aveva concluso che «nessuna delle parti può andare per ora a una soluzione negoziale».

soldati ucraini a mykolaiv

 

Perciò a ognuno in Occidente toccherà la propria parte in una prospettiva di medio termine. Ed è in questo contesto che si arriva al summit del Patto Atlantico, dove difficilmente verrà formalizzato l'ingresso di Svezia e Finlandia per il veto della Turchia. Nell'ultima riunione preparatoria dei ministri della Difesa Nato, il segretario generale Stoltenberg ha chiesto un «ulteriore sforzo» ai Paesi europei perché il tetto di spesa nazionale del 2% del Pil diventi «non più un obiettivo ma una soglia minima». E ha insistito perché si aumentino anche i fondi comuni dell'Alleanza, con un piano di incrementi fino al 2030 di trenta miliardi. Stoltenberg lo ritiene «necessario con una guerra che minaccia la sicurezza del nostro continente».

mario draghi volodymyr zelensky

 

La sua intenzione di presentare il pacchetto al vertice di fine mese è parsa chiaramente assunta d'intesa con il segretario alla Difesa americano Austin, che l'ha difatti sostenuta: «Occorre che lo riferiate ai vostri capi di Stato e di governo. Bisogna essere ambiziosi con le decisioni che dovremo adottare». Sui nuovi piani di spesa si è registrato però il dissenso dei ministri della Difesa del Vecchio Continente.

 

Ognuno ha espresso le proprie obiezioni tecniche, ma non è un caso se tutti - dalla Francia all'Italia, dalla Germania alla Grecia - hanno sollevato il tema politico del «rapporto del nostro governo con la nostra opinione pubblica». La necessità di «mantenere il sostegno dei cittadini in un contesto economico fortemente deteriorato».

 

soldati ucraini a mykolaiv 2

«L'esigenza di raggiungere l'obiettivo del rafforzamento del Patto, salvaguardando il principio della sostenibilità». Per Putin sarà la riprova che l'Occidente messo sotto pressione si divide. Ma è la lettura propagandistica di un autocrate, del capo di un Paese che - come la Cina - non deve fare i conti con «la fatica della democrazia e del consenso», come ha spiegato Guerini. Quell'incontro, proprio con le sue divergenze, ha mostrato semmai (ancora una volta) la differenza tra modelli autoritari e sistemi liberali, confermando le ragioni del sostegno alla causa ucraina. Tanto a Madrid si troverà comunque un accordo.

Ultimi Dagoreport

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...