malofeev

“VOGLIAMO FAR PIAZZA PULITA DELLE PERVERSIONI ARRIVATE DALL'AMERICA” - L’ANIMA NERA DEL CREMLINO E’ L’OLIGARCA MALOFEEV: "VOGLIAMO CANCELLARE DISNEY, NETFLIX E TUTTE LE AZIENDE E GLI ARTISTI CHE FANNO DELLA SODOMIA LA LORO BANDIERA - LA GUERRA CI AIUTA A RIPULIRE LA SOCIETÀ SBARAZZANDOCI DI ATEI E LIBERALI, RIPRISTINANDO LE LEZIONI DI PATRIOTTISMO NELLE SCUOLE E TORNANDO ALLA PUREZZA DELLA RELIGIONE ORTODOSSA - UN TRATTATO DI PACE? GLI UNICI CON CUI POSSIAMO TRATTARE SONO GLI STATI UNITI. ZELENSKY NON DECIDE NULLA..."

Gian Micalessin per “il Giornale”

 

KONSTANTIN MALOFEEV

«La guerra non si combatte solo sui campi di battaglia, ma anche sul piano ideologico e culturale. Vogliamo far piazza pulita di tutte le perversioni arrivate dall'America. Vogliamo cancellare Disney, Netflix e tutte le aziende e gli artisti che fanno della sodomia la loro bandiera. Quella gente è lo strumento con cui l'America mina la nostra società».

 

L'hanno soprannominato il «Soros nero». Stando alle accuse costategli le sanzioni di Ue e Stati Uniti avrebbe finanziato le milizie filo russe del Donbass. E nel Vecchio Continente non avrebbe lesinato gli aiuti ai gruppi euroscettici. Sul fronte italiano fecero discutere i suoi rapporti con Gianluca Savoini, l'ex portavoce di Matteo Salvini coinvolto in un'inchiesta su presunti fondi russi vicina però all'archiviazione.

 

VLADIMIR PUTIN IN SIBERIA

Ma il 48enne Konstantin Valer' evi Malofeev, fondatore del gruppo mediatico Tsargrad, è un portabandiera di quel «partito della guerra» che conta sempre più proseliti tra l'opinione pubblica russa. Ed è anche uno dei propugnatori della legge anti-gay approvata ieri in prima istanza dalla Duma che vieta riferimenti pubblici a «rapporti sessuali non tradizionali» e «relazioni non attinenti all'eterosessualità».

 

KONSTANTIN MALOFEEV

«Quel che sta succedendo è il risultato del lavoro del mio movimento negli ultimi dieci anni - sostiene Malofeev in questa intervista esclusiva al Giornale -, grazie a noi la Russia sta riscoprendo il proprio destino imperiale mentre i liberali e gli altri nemici della patria abbandonano finalmente il Paese».

 

Dunque per lei la guerra è un successo

«La guerra ci rende più forti perché ci aiuta a ripulire la società sbarazzandoci di atei e liberali, ripristinando le lezioni di patriottismo nelle scuole e tornando alla purezza della religione ortodossa».

PUTIN FIRMA I TRATTATI DI ANNESSIONE DEL DONBASS

 

Cosa c'entra la legge anti-gay con la guerra in Ucraina?

«Voi europei non avete vissuto l'era buia del comunismo e l'idea di una società atea e post-cristiana non vi preoccupa. Vi illudete che i matrimoni tra persone dello stesso sesso siano qualcosa di brillante e positivo. Ma state rinnegando il vostro passato e rinunciando al vostro futuro. Noi russi invece riscopriamo le nostre radici cristiane».

 

La guerra sul campo non va troppo bene.

«All'inizio abbiamo sottovalutato la reazione della Nato e questo ci è costato molte perdite.

Abbiamo capito troppo tardi che i nostri veri nemici erano gli americani. Gli Ucraini sono solo manovalanza pagata dagli Usa e manovrata dall'intelligence Nato».

kostantin malofeev

 

Ora anche le sanzioni si fanno sentire.

«Si sbaglia. Le sanzioni uniscono il nostro popolo e rafforzano l'economia. È come nel 2014. Allora le sanzioni ci spinsero a sviluppare l'agricoltura trasformandoci nei più importanti produttori mondiali. Ora è la volta della produzione industriale. Tra breve l'obbiettivo principale sarà la produzione di carri armati, proiettili, bombe e armamenti in genere. E alla fine la vittoria sarà nostra».

 

vladimir putin

Nei piani del Cremlino l'«operazione speciale» aveva obbiettivi limitata. Voi invece spingete per lo scontro totale. La guerra divide la Russia?

«Non vedo divisioni. È stato Zelensky a spingerci alla guerra totale. Facendo leva sul fanatismo dei gruppi nazionalisti ha moltiplicato il livello della violenza. All'inizio non pensavamo di colpire le città ucraine. Ma il comportamento disumano dei gruppi estremisti e gli attacchi a personalità come la figlia di Dugin hanno diffuso l'odio anche sul nostro fronte».

 

putin zelensky biden

Dove volete arrivare?

«L'esistenza dell'Ucraina è un falso storico e quindi quella nazione non può esistere. Può solo tornare a far parte della Russia come è stato fino al 1917. Furono i Bolscevichi a creare l'Ucraina. Dunque l'obbiettivo può essere soltanto la riunificazione dell'Ucraina alla Russia».

 

Putin non l'ha mai detto «Ma è la logica della storia» Dunque la pensa diversamente.

«No, le mie idee non sono mai diverse da quelle di Putin. La mia è una previsione».

KONSTANTIN MALOFEEV

 

E tra le sue previsioni c'è un negoziato?

«Tutte le guerre finiscono con un trattato di pace, ma gli unici con cui possiamo trattare sono gli Stati Uniti. Zelensky è un brillante attore, ma non decide nulla che non sia stato approvato da Washington. Putin non ha interesse a discutere con lui».

 

Dunque tratterà solo con Biden?

«Parlerà solo con chi può decidere. Probabilmente neanche Biden è la persona giusta visto che le decisioni arrivano dal suo staff».

 

ZELENSKY BIDEN

E cosa bisogna attendere?

«Che l'America capisca di aver sbagliato i calcoli. Tra breve la Russia sarà cosi legata alla Cina da essere parte integrante della sua economia trasformandola in una superpotenza capace di abbattere gli Usa. Per questo l'America non ha vie d'uscite, entro un anno dovrà negoziare».

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…