italia pil giuseppe conte

“SARÀ UN ANNO BELLISSIMO” (CIT.) – LA COMMISSIONE EUROPEA VEDE NERO SULL’ITALIA NONOSTANTE L’OTTIMISMO MANIFESTATO DA CONTE QUALCHE GIORNO FA. IL PIL NEL 2019 CRESCERÀ DELLO 0,2% NEL 2019, IL DATO PEGGIORE DI TUTTA EUROPA PER VIA DI UNA “ELEVATA INCERTEZZA A LIVELLO GLOBALE E DOMESTICO E  PROSPETTIVE DI FINANZIAMENTO DELLE IMPRESE ASSAI MENO FAVOREVOLI” – L’1%, DEL GOVERNO, LO 0,6% DI BANKITALIA E FMI, LO 0,4% DELL’UPB: TUTTE LE STIME A CONFRONTO – TRIA: NON È RECESSIONE, MA UNA BATTUTA D'ARRESTO, E POI SCAZZA IN AULA CON BRUNETTA (VIDEO)

 

 

 

 

1 – UE VEDE NERO SULL’ITALIA: CRESCITA QUASI NULLA NEL 2019 (+0,2%). STIME TAGLIATE DI UN PUNTO IN 3 MESI

Beda Romano per www.ilsole24ore.com

 

giuseppe conte e luigi di maio con la card per il reddito di cittadinanza

È un quadro deprimente, se non addirittura frustrante, quello tratteggiato stamani dalla Commissione europea nelle sue ultime previsioni economiche. Al di là di un calo drastico delle stime di crescita per il 2019, l'esecutivo comunitario ha espresso nel suo rapporto trimestrale pessimismo sul futuro economico dell'Italia per via di una «elevata incertezza» politica che potrebbe prolungare l'attuale rallentamento economico, assai più forte che negli altri paesi europei.

 

conferenza stampa su reddito di cittadinanza e quota 100 1

«Una frenata ciclica peggiore del previsto, amplificata da incertezza a livello globale e domestico così come da prospettive di finanziamento delle imprese assai meno favorevoli» spiega la clamorosa decisione della Commissione europea di ridurre drasticamente le sue stime di crescita per l'anno in corso: allo 0,2%, dall'1,2% di novembre. Un intero punto percentuale in soli tre mesi, a conferma di un rallentamento molto forte dell'economia italiana.

 

Sempre secondo Bruxelles, «le prospettive di crescita restano soggette a elevata incertezza». In questo contesto, avvertono le autorità comunitarie, «una economia globale più debole del previsto e l'impatto di una elevata incertezza nelle scelte politiche sia sulla fiducia che sulle condizioni di finanziamento del settore privato potrebbero comportare un protrarsi del rallentamento economico». Per il 2020, la Commissione europea prevede una leggera ripresa, pari ad appena lo 0,8%.

IL PIL IN ITALIA NEL 2019, STIME A CONFRONTO

 

Nel suo rapporto, Bruxelles è convinta che la prima fase della frenata economica, la quale ha comportato una contrazione dell'economia nel secondo semestre del 2018, è da attribuirsi a una rallentamento del commercio internazionale. Successivamente, la frenata è da imputare a una debole domanda interna, soprattutto sul fronte degli investimenti, sempre per via di incertezza politica. Lo sguardo corre a una maggioranza litigiosa, oltre che a misure controverse.

conferenza stampa su reddito di cittadinanza e quota 100 19

 

La presa di posizione della Commissione, anticipata nei giorni scorsi, giunge dopo che sia la Banca d'Italia che il Fondo monetario internazionale hanno espresso pessimismo sullo stato dell'economia italiana. Il quadro di oggi contiene previsioni di crescita e di inflazione (1,0% nel 2019, 1,3% nel 2020), ma non di deficit né di debito. Sul fronte dei conti pubblici bisognerà aspettare maggio per una valutazione compiuta sull'andamento del bilancio da parte delle autorità comunitarie.

 

STIME UE SUI PIL 2019 IN EUROPA

Più in generale, la Commissione ha preso atto oggi del rallentamento della crescita nell'intera zona euro, rivedendo la sua stima dall'1,9 all'1,3% nel 2019 e dall'1,7 al 1,6% nel 2020. A giocare oltre al ciclo economico e alla guerra commerciale sino-americana, Bruxelles cita le tensioni sociali in alcuni paesi (per esempio in Francia), le incertezze politiche (per esempio in Italia), e i perduranti dubbi che aleggiano sulla scelta britannica di lasciare l'Unione.

 

Tornando all'Italia, l'esecutivo comunitario si aspetta che la crescita economica rimanga «anemica» nel primo semestre di quest'anno. Da tempo, il paese ha l'economia più debole della zona euro. Questa volta le stime di Bruxelles sono particolarmente sorprendenti perché mostrano uno straordinario divario tra l'Italia e gli altri paesi. La Germania, il secondo nella classifica degli stati membri messi peggio in termini di crescita, dovrebbe vedere la sua economia espandersi nel 2019 dell'1,1 per cento.

 

GIUSEPPE CONTE E GIOVANNI TRIA

2 – "STAI ZITTO, PER LA MISERIA!". E TRIA ATTACCA BRUNETTA IN AULA

Sergio Rame per www.ilgiornale.it

 

"Ma stai zitto, per la miseria...". Scatto di irritazione del ministro dell'Economia Giovanni Trianel corso della sua informativa nell'Aula della Camera. A mandarlo su tutte le furie le pressioni del deputato di Forza Italia Renato Brunetta sugli ultimi dati del Pil che hanno certificato che l'Italia si trova in recessione tecnica.

 

TRIA E MOSCOVICI

Durante l'informativa a Montecitorio, Tria è stato più volte interrotto finché non ha sbottato urlando. Come ricostruisce l'agenzia AdnKronos, i deputati di Forza Italia e del Partito democratico hanno rumoreggiato diverse volte durante le valutazioni del ministero dell'Economia sull'andamento dell'economia italiana. Critiche salite di decibel, quando Tria ha difeso la determinazione del governo nel portare a termine le grandi infrastrutture. "Ma quali infrastrutture e investimenti - ha urlato la capogruppo azzurra, Mariastella Gelmini - se avete detto no alla Tav".

renato brunetta

 

A scaldare maggiormente gli animi, però, sarebbe stato un siparietto con Brunetta. "Ma stai zitto, per la miseria...", gli ha urlato contro il numero uno di via XX Settembre (guarda il video). A quel punto, è intervenuto il presidente della Camera, Roberto Fico, che ha ricordato al ministro dell'Economia che "non si può in alcun modo dire ad un deputato di stare zitto". Cosa che normalmente fa lo stesso presidente dell'Assemblea. "Se un deputato la interrompe ci penso io - ha spiegato Fico - quello è un compito che spetta a me".

tria moscovici 1

 

Dopo l'intervento di Fico, Tria ha chiesto scusa ("Chiedo volentieri scusa al deputato"), ma i parlamentari di Forza Italia e del Partito democratico hanno continuato ad interrompere l'intervento del ministro dell'Economia.

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…