giorgia meloni matteo salvini

ECCO L’ULTIMA TROVATA PROPAGANDISTICA DI MELONI E FAZZOLARI: SFRUTTARE L’OMICIDIO DI CHARLIE KIRK PER DIFFONDERE LA TESI CHE LA SINISTRA, ANCHE IN ITALIA, SPINGE ALLA VIOLENZA – UNA TEORIA RILANCIATA A PAPPAGALLO DAL MINISTRO CIRIANI (“IN ITALIA CLIMA DA BRIGATE ROSSE”) - LA MOSSA E’ STATA STUDIATA AD ARTE DALLA MACCHINA DEL CONSENSO DI PALAZZO CHIGI, CON UN DOCUMENTO RISERVATO “A USO INTERNO” (CIOE’ PER I PARLAMENTARI DI FRATELLI D’ITALIA) RIVELATO DA “REPUBBLICA”, CHE PUNTA A METTERE ALL’ANGOLO LE OPPOSIZIONI E I SINDACATI (MA ANCHE CHI OSA CRITICARE) FACENDOLI PASSARE PER FOMENTATORI D’ODIO – UNA PARACULATA CHE IGNORA LA REALTA’, DALLE AGGRESSIONI DEI NEOFASCISTI (TIPO ASSALTO ALLA SEDE DELLA CGIL) FINO AL FIELE CHE SPARGEVA IN RETE LA “BESTIA” SALVINIANA, LA STRUTTURA DI PROPAGANDA GESTITA DA LUCA MORISI…

1 - "ODIO VERSO DI NOI" MELONI ACCUSA LA SINISTRA DI FOMENTARE LA VIOLENZA

Estratto dell’articolo di Lorenzo De Cicco per “la Repubblica”

 

giovanbattista fazzolari giorgia meloni - foto lapresse

La sinistra smetta di «giustificare l'odio politico» perché «il clima, anche qui in Italia, sta diventando insostenibile». Sul palco della piccola Udc, […] Giorgia Meloni torna sull'omicidio del trumpiano Charlie Kirk in Utah. Per rafforzare il concetto, sostenere che ci siano connivenze o reticenze nella sinistra italiana, tali da fomentare possibili agguati anche nel Belpaese.

 

«L'odio e la violenza politica stanno tornando drammaticamente una realtà, la violenza inizia sempre come violenza verbale ma qualche volta diventa anche violenza fisica», è la tesi che scodella Meloni. La premier bolla come «disumani e spaventosi» alcuni commenti come quello di Piergiorgio Odifreddi. Tesi «impresentabili e pericolose». Meloni sfrutta una dichiarazione del matematico per «chiedere conto alla sinistra italiana di questo continuo minimizzare o addirittura di questo continuo giustificazionismo della criminalizzazione della violenza nei confronti di chi non la pensa come loro». […]

 

charlie kirk

Tutto il centrodestra si allinea, batte sullo stesso chiodo, Kirk, per tutto il giorno. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, su X parla di «un terrorismo verbale che potrebbe avere prima o poi conseguenze reali e fisiche violente». Altro big di FdI, Tommaso Foti, ministro degli Affari Ue: «Il clima è avvelenato per deliberata volontà delle sinistre. […]».

 

Dalla festa dei giovani azzurri si fa sentire il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani. Come? Puntando il dito contro il M5S, che qualche giorno fa in Parlamento, durante la discussione su Gaza, l'aveva paragonato a un influencer «prezzolato di Israele». […]

 

complottari sull omicidio di charlie kirk 4

Critiche alla destra italiana arrivano però dal referente di Elon Musk in Italia, Andrea Stroppa, un tempo ricevuto alla festa di FdI e a Palazzo Chigi: «Kirk amava il confronto, il dialogo, le conferenze stampa. Parte della destra italiana si sottrae al confronto, ignora i giornalisti, vede le critiche anche legittime come attacchi da parte di nemici». Ogni riferimento a Meloni non pare casuale.

 

2 - EVOCARE GLI ANNI DI PIOMBO LA STRATEGIA DI PALAZZO CHIGI CONTRO PARTITI E SINDACATO

Estratto dell’articolo di Lorenzo De Cicco per “la Repubblica”

 

fazzolari meloni

Altro che dimissioni di Luca Ciriani, come chiede una fetta larga di opposizione dopo la sortita del ministro meloniano, che l'altro ieri ha tirato in ballo il centrosinistra, evocando addirittura le Br, circa il clima d'odio che si respirerebbe in Italia come negli Usa, dopo l'omicidio del trumpiano Charlie Kirk. Era tutta una strategia, ben collaudata sull'asse Palazzo Chigi-via della Scrofa.

 

Lo dimostra un documento di cui Repubblica è in possesso. Un dossier riservato confezionato già l'11 settembre (il giorno prima delle parole del titolare dei Rapporti con il Parlamento) dall'ufficio studi di Fratelli d'Italia, propaggine della comunicazione che fa capo al potente sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari.

 

complottari sull omicidio di charlie kirk 3

Il dossier «a uso interno, non adatto alla diffusione», 9 pagine, titolo "Chi soffia sull'odio politico", porta la data dell'11 settembre, lo stesso giorno del primo post di Meloni sull'argomento, quello che bersagliava i «sedicenti antifascisti». Il documento, destinato ai parlamentari della fiamma, mette in fila alcuni episodi che fomenterebbero il «clima insostenibile» di cui ha parlato di nuovo ieri Meloni alla festa dell'Udc.

 

Una carrellata che amalgama vicende variegatissime e diversissime (anche per gravità): una frase del deputato del Pd Arturo Scotto su Meloni «capo ultras», gli insulti sessisti di alcuni militanti della Cgil all'indirizzo della premier (da cui Maurizio Landini si era prontamente dissociato), l'aspirante governatore 5 Stelle Pasquale Tridico che candida per Avs in Calabria Donatella Di Cesare, la docente che aveva omaggiato Barbara Balzerani, più episodi capitati a dire il vero a un po' tutti i partiti, anche di sinistra, come spintoni, gazebo danneggiati, scritte fuori dalle sezioni, fino alle minacce degli anarchici per il caso Cospito.

 

alessandro di battista a la confessione 1

Come se ci fosse un filo che lega Cgil, Pd, Avs, M5S, ex parlamentari come Alessandro Di Battista, per far passare il messaggio: in giro ci sono «cattivi maestri che per il proprio tornaconto personale incitano irresponsabilmente allo scontro». E oggi la priorità è «fermare l'odio politico sul nascere, altrimenti può assumere dimensioni incalcolabili, può traviare le menti più deboli e armare la mano di pazzi, fanatici e squilibrati». A corredo di queste affermazioni, qualche commento indecoroso su Kirk pubblicato da utenti privati sui social di canali di notizie.

 

ROBERTO SAVIANO

Viene menzionata così la testata online Fanpage, citata anche nel paragrafo sugli «episodi di violenza politica contro la destra in Italia», perché quando pubblicò la sua inchiesta sul movimento giovanile di FdI (costato la sospensione a diversi esponenti) «la colonna sonora scelta per la presentazione con Roberto Saviano - si legge - era la canzone della band di sinistra 99 Posse: "Ho un rigurgito antifascista, se vedo un punto nero gli sparo a vista"».

 

luca ciriani

Nell'ultimo capitolo, quello che illustra la «posizione di Fratelli d'Italia» c'è un passaggio molto simile alle esternazioni di Ciriani sulle Brigate rosse. Il riferimento esplicito è agli «anni di piombo». Il clima, si legge nel dossier, sarebbe «più preoccupante di quanto si pensi» soprattutto «in un Paese, il nostro, che ha conosciuto la stagione dell'odio e del sangue: quegli "anni di piombo" in cui tanti giovani hanno perso la vita soltanto perché volevano portare avanti le loro idee». […]

Ultimi Dagoreport

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…