enrico letta

PER IL CAMPO LARGO LA STRADA È STRETTA – L’UNICA SPERANZA CHE HA LETTA DI VINCERE LE ELEZIONI È METTERE INSIEME TUTTI, MA PROPRIO TUTTI, I PARTITI NON ASCRIVIBILI AL CENTRO-DESTRA: DAI CESPUGLIETTI DI RENZI E CALENDA FINO AL MOVIMENTO 5 STELLE E VARI PARTITINI ECOLOGISTI. UN MINESTRONE CHE PERÒ RENDEREBBE COMUNQUE IMPOSSIBILE GOVERNARE– L’ANALISI DI LUCA RICOLFI: “I DUE SCHIERAMENTI SONO IN SOSTANZIALE PAREGGIO, PURCHÉ SI INCLUDANO NEI CALCOLI TUTTI I PARTITI”

Luca Ricolfi

Cesare Maffi per “ltalia Oggi”

 

Per ora, è l'unica voce a contestare la maggioranza di solito assegnata al centro-destra per le politiche dell'anno prossimo. Il sociologo Luca Ricolfi, sovente avvezzo a posizioni anticonformiste, nega che la previsione sul successo del centro-destra sia certa. Fondata e verosimile, senz' altro; sicura, questo no.

 

A suo giudizio, i sondaggi, recenti e più antichi, «danno i due schieramenti in sostanziale pareggio, purché si includano nei calcoli tutti i partiti, e non solo quelli più o meno ufficialmente alleati».

 

giuseppe conte enrico letta 2

Indubbiamente, se si schierano di qua il centro-destra, finora organizzato in tre partiti maggiori e in alcuni cespugli (da Noi con l'Italia all'Udc ad altri), e di là tutti, ma proprio tutti, gli altri, allora la situazione non sarebbe più solidamente favorevole al primo schieramento come di solito si segnala. Nel passato, un palese precedente si avvertì nel 2006, quando Romano Prodi si aggiudicò il 49,81% contro il 49,74% di Silvio Berlusconi.

 

La differenza risultò di meno di 25mila voti: non mancarono critiche alla presenza autonoma di Giorgio Panto, il cui Progetto nordest ottenne 92mila suffragi, una manciata dei quali avrebbe rovesciato l'esito conclusivo.

renzi calenda

 

Tuttavia è altrettanto vero che, se s' individuassero con un taglio netto destra e sinistra (o tali supposti), in più votazioni i seggi sarebbero stati diversamente spartiti. La questione sta tutta qui: è lecito sommare tutte le formazioni?

 

Secondo Ricolfi, si direbbe di sì. Egli giudica un artificio statistico il contare tutte le forze di destra, senza agire nello stesso modo con i raggruppamenti di sinistra. Le mancanze, nella somma del fronte progressista, se in tal modo lo definiamo, sono in primis i partiti indiscutibilmente di sinistra, come i verdi, Sinistra italiana e altri.

bersani conte 1

 

Senza dubbio, sulla carta si possono valutare al 5%, e anche più, ma è noto come i gruppi post comunisti, neo comunisti, puramente comunisti, siano litigiosi, divisi, rissosi, piuttosto che non disposti a fondersi. Quando riescono a formare un cartello elettorale, facilmente esso si scioglie, in genere poco dopo il voto. Il tutto, senza contare i personalismi, talvolta strascichi di contese aventi più lustri.

 

Ammettiamo che il Pd riesca, com' è nelle intenzioni di Enrico Letta, a far blocco con questa sinistra, specie ecologista, e con Articolo 1, senza dunque riportare direttamente in casa Pier Luigi Bersani, Roberto Speranza e C. Indubbiamente, rispetto al livello di poco superiore al 20% di cui è oggi accreditato il Pd, sarebbe un balzo in su.

renzi di maio calenda

 

L'atteggiamento verso l'attuale gabinetto sarebbe antitetico, all'interno di tale coalizione; ma l'esempio viene da fuori, con il governo Conte I (Matteo Salvini vicepresidente, Giorgia Meloni astenuta, Silvio Berlusconi contro) e oggi con l'esecutivo Draghi, cui i fratelli d'Italia si oppongono fieramente. Ricolfi, tuttavia, va oltre, e mette insieme altre forze che «non si sa se sono davvero di sinistra», quali Italia viva, Azione, +Europa.

 

enrico letta e giuseppe conte 1

Già: ma questo sarebbe il sogno del campo (ultra)largo di Letta, per mettere insieme sinistra e centro. Se l'imprevedibile Matteo Renzi ha in qualche occasione fatto capire di essere d'accordo, così non è per la federazione fra Azione e +Europa. Questi intendono non contaminarsi alle elezioni. Il loro peso è stimato sul 5%. Inoltre partiti come Italexit (capeggiato da Gianluigi Paragone) non sono assolutamente ascrivibili al centro-sinistra. Ricolfi riconosce, un po' a mezza bocca, che la vittoria del centro-destra è agevolata dai veti che si scambiano formazioni di centro-sinistra (e di centro, andrebbe aggiunto) e dai dissidi del Nazareno con il M5s.

 

ROBERTO SPERANZA GIUSEPPE CONTE AL CONVEGNO DI AREA DEM A CORTONA

Certo, oggi come oggi, il campo largo lettiano si limita ad aspirazioni verso plurimi orientamenti, con il Pd abbarbicato a implorare i grillini affinché restino governativi.

I ceti medio-bassi preferiscono la destra alla sinistra.

 

L'osservazione è fondata, pur se Ricolfi ne approfitta per scagliarsi, secondo un costume radical chic, contro le «spinte sovraniste e populiste». La domanda principale è: perché i ceti popolari non votano più a sinistra? Pochi giorni addietro una ricerca di Nando Pagnoncelli non permetteva dubbi: «il Pd prevale con il 31,4% fra i benestanti e con il 25,9% tra le persone di condizione economica medio-alta».

 

conte letta

Sono difatti anni che si ironizza sul Pd ztl, zona a traffico limitato, per indicarne la collocazione sociologico-elettorale. Ricolfi ne trae però la conclusione che gli elettori di sinistra, «tendenzialmente benestanti, istruiti, urbanizzati, hanno ben poche probabilità di passare a destra». Se fosse vero, formazioni come Pli e Pri avrebbero ottenuto risultati elettorali in continua crescita, invece di ristrette percentuali.

L'ETERNA ILLUSIONE DEL CENTRO - BY MACONDO giuseppe conte roberto speranzagiuseppe conte enrico lettaletta arriva a casa di conteletta contegiuseppe conte enrico letta 1

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