TUTTI IN URUGUAY A FASSE ‘NA CANNA! - SE AMSTERDAM PENSA DI VIETARE LO SPINELLO LIBERO AI TURISTI, MONTEVIDEO VUOLE DIVENTARE IL PRIMO STATO AL MONDO PRODUTTORE LEGALE DI MARIJUANA PER COMBATTERE IL POTERE DEL NARCOTRAFFICO: 27 TONNELLATE L'ANNO PER OLTRE 100 MILA CONSUMATORI LOCALI - CHI VUOLE FARSI UNA CANNA LEGALMENTE DOVRÀ ISCRIVERSI IN UN APPOSITO REGISTRO MA NIENTE VENDITA AGLI STRANIERI…

Rocco Cotroneo per il "Corriere della Sera"

«Qualcuno deve pur cominciare. L'Uruguay è un Paese piccolo, e qui sarà più facile capire se la liberalizzazione funziona». Non era soltanto una provocazione, quella che il presidente José Mujica ha lanciato la scorsa settimana. L'Uruguay è davvero intenzionato a diventare il primo Stato al mondo produttore legale di marijuana. E ha già i numeri.

A partire da settembre il governo di Montevideo destinerà 100 ettari a piantagioni di cannabis e la prima raccolta avverrà dopo sei mesi. Si prevede una produzione di 27 tonnellate l'anno, destinata agli oltre 100 mila consumatori del Paese. L'idea di Mujica fa parte di un pacchetto sicurezza di 15 punti e dovrà essere approvata dal Congresso. Non dovrebbero esserci problemi, perché il suo Frente Amplo controlla la maggioranza dei seggi.

Mujica è un ex guerrigliero tupamaro, al potere dal 2010, e finora ha retto l'Uruguay con moderazione. Lo spinello di Stato non ha nulla di ideologico, assicurano a Montevideo, ma è una scelta razionale per contrastare la violenza legata al narcotraffico e contenere il salto dei giovani verso droghe più pesanti. Chi vorrà comprare legalmente fino a 30 grammi di «erba» al mese dovrà iscriversi in una lista ufficiale.

Non sarà permessa la vendita a stranieri, per evitare un turismo del consumo e il traffico illegale resterà proibito. Lo Stato sarà l'unico produttore autorizzato, si useranno per la vendita intermediari privati, ma il ricavato nelle casse pubbliche verrà destinato a finanziare progetti di riabilitazione dalle droghe pesanti. L'Uruguay è punto di passaggio di grandi quantità di marijuana, a causa della vicinanza con uno dei principali produttori al mondo, il Paraguay.

Da qualche anno, il continente latinoamericano è al centro del dibattito sulla liberalizzazione delle droghe, come regione del pianeta che più ne soffre le conseguenze collaterali. Prima la Colombia, ora soprattutto il Messico, conoscono i drammi della violenza legata alle gang, e come il business dei narcos crei infiltrazioni a ogni livello della vita pubblica. Trent'anni di lotta all'offerta, seguendo il paradigma Usa che risale alla presidenza Reagan, hanno prodotto risultati assai modesti.

Il consumo di cocaina, in particolare, continua a crescere in tutto il mondo. Figure di primo piano della politica, dagli ex presidenti Cardoso (Brasile) e Zedillo (Messico), spingono da tempo affinché si inizino a liberalizzare le droghe leggere. Tra i leader in carica, pieno appoggio all'Uruguay è giunto subito dal presidente del Guatemala, Otto Perez, altro Paese con gravi problemi di violenza, essendo sulla rotta della cocaina verso gli Stati Uniti.

Ma le critiche al progetto, dentro e fuori l'Uruguay, non mancano. Obiezioni etiche a parte, viene ribadito l'argomento che una decisione del genere non può essere unilaterale. «Servono azioni comuni - dice dalla Colombia Juan Manuel Santos - perché le distorsioni create tra un Paese che legalizza e un altro dove è tutto proibito possono aggravare il problema». Un membro dell'opposizione in Uruguay ha sostenuto che «sarà impossibile controllare che un consumatore ufficiale non rivenda la propria dose per comprare droghe più pesanti», promettendo battaglia in Parlamento.

 

Smoking marijuana Uruguaymedical marijuana MARIJUANAUruguay MontevideoMARIJUANA

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…