stefania bettino craxi

“LE MONETINE A CRAXI? UNA BARBARIE, UN EVENTO SQUADRISTA” – STEFANIA, LA FIGLIA DEL LEADER SOCIALISTA, RICORDA LA SERATA DI 30 ANNI FA AL RAPHAEL – "ERO TRAUMATIZZATA, PAPA' MI DISSE: “NON DEVI PIANGERE” – “OCCHETTO OGGI PRENDE LE DISTANZE DAL FURORE GIUSTIZIALISTA? ALLORA NON FECE QUESTE VALUTAZIONI. GLI ISTIGATORI DELL’ODIO ERANO NEL PCI. NON SI PUÒ DIFENDERE L’INDIFENDIBILE..”

Estratto dell’articolo di Raffaele Marmo da “Il Resto del Carlino"

 

stefania e bettino craxi

Che cosa è stata la serata delle monetine contro Bettino Craxi al Raphael il 30 aprile di trenta anni fa?

"Rispondo con le parole di Craxi – scandisce Stefania Craxi -. Una barbarie, un evento squadrista. Dico un evento squadrista non a caso, che continua a produrre i suoi contraccolpi".

 

Nel senso?

"In questi giorni è tornata di attualità una polemica sterile tra Fascismo e Antifascismo. Io non credo che il pericolo che corre la democrazia sia il ritorno del Fascismo, ma che la delegittimazione dell’avversario politico, delle idee e delle posizioni altrui porti alla violenza, quella vissuta in altre epoche".

 

BETTINO CRAXI E LA FIGLIA STEFANIA

L’episodio fu uno spartiacque tra le due Repubbliche.

"Nell’immaginario collettivo segna la fine della Prima Repubblica ma anche del primato della politica, e al contempo schiude le porte a una crisi di sistema. Dà la stura all’antipolitica e allo scontro perdurante con una parte della magistratura".

 

Da dove nasceva quell’attacco a suo padre?

"Scaturiva dall’aria mefitica di Tangentopoli, da quel moralismo militante, come io chiamo il giustizialismo, che la sinistra inoculò nel sistema politico e nella società italiana. Ma, in realtà, la caccia al “cinghialone“ era cominciata molti anni prima".

 

Si riferisce alla guerra a Craxi fatta dal Pci?

CRAXI RAPHAEL 2

"Certo. Ricordo che bruciavano la sua effigie e che alle feste dell’Unità mangiavano la trippa alla Bettino. Adesso cominciano ad emergere anche scritti che indicano come già negli anni ‘70 cercarono di creare il mostro Craxi. Del resto, il braccio destro di Enrico Berlinguer, Tonino Tatò, disse che era un capobanda. Dunque, quelle monetine erano figlie del clima infame del momento, ma la demonizzazione veniva da lontano".

 

Chi c’era davanti al Raphael quella sera di primavera?

"Era un drappello di militanti inferociti e aizzati, che arrivavano dal comizio di Occhetto di piazza Navona, con qualche missino. Si disse, anche in ambienti giudiziari, che le monetine erano una sentenza emessa dal tribunale del popolo a cui i magistrati non avrebbero potuto che uniformarsi e fare eco, il che rende bene l’idea dei processi sommari del tempo".

 

CRAXI RAPHAEL

Occhetto dice oggi: "Quelle immagini mi colpirono umanamente e politicamente. Fu un esempio di barbarie innescata dal furore giustizialista".

"Non ricordo che Occhetto rimase contrariato e che fece queste valutazioni. Lo dice ora solo perché sente l’aria. Non si può difendere l’indifendibile".

 

Che cosa ricorda di quella sera? Come la visse?

"Ero in attesa della mia terza bimba che non a caso si chiama Benedetta. Era una gravidanza difficile. Ero allettata a Milano. Quella scena terribile la vidi in televisione, al Tg3. La prima reazione emotiva fu il dispiacere per non essere lì con mio padre. Lui mi chiamò, prima di andare all’Istruttoria di Giuliano Ferrara, che gli chiese: ma lei ha avuto paura? E lui: paura no, ho avuto vergogna. Per loro. Mi chiamò anche dopo e mi trovò scossa. Mi disse: non piangere. E in quel “non piangere“ c’era tutto Craxi, tutto quello che io avevo percepito fin da bambina".

 

 

 

Certo è che quella vicenda fu uno dei momenti di svolta di Tangentopoli.

craxi occhetto

"Il grande scontro che sottintende a quella brutta pagina di storia è quello tra il potere economico-finanziario e la politica che avvenne in tutto il mondo occidentale, da noi con particolare violenza. E a sostegno di quella falsa rivoluzione mediatico-giudiziaria fu alzato dai giornali che appartenevano ai grandi gruppi finanziari il vento dell’antipolitica. Un vento sollevato da chi non poteva certo fare la morale".

 

Si riferisce al Pci-Pds.

"Vorrei ricordare che il Pci nell’arco della prima Repubblica prendeva ordini e soldi da una potenza militare nemica del nostro Paese. Per di più, i comunisti partecipavano anche al finanziamento illegale della politica, che è parte della Guerra Fredda, e che per le forze legate all’Occidente è stato necessario per tenere questo Paese dalla parte del mondo libero. Se vogliono parlare di lotta al malaffare, dopo trenta anni ci si dovrebbe domandare come mai le inchieste colpirono in maniera mirata e selezionata alcune parti politiche mentre altre non sono state perseguite. L’onestà di quest’ultimi, come la loro attitudine agli affari, l’abbiamo vista in questi ultimi decenni".

 

stefania craxi foto di bacco (2)

(..)

 

Pd e grillini restano giustizialisti o, come dice lei, moralisti militanti?

"I grillini sono e sono stati i figli dei lanciatori di monetine del Raphael. Dal Pd mi pare purtroppo che si siano levate ben poche voci, anche il 25 aprile, per dire che bisogna finirla con un clima da guerra civile perdurante. Serve avviare una fase di pacificazione nazionale che passa anche da un’operazione verità sul biennio ’92-’94".

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)