matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

TRA LA LEGA, L’UCRAINA E TRUMP IL GOVERNO NEL 2026 RISCHIADI SALTARE PER ARIA - "LA STAMPA": "NELLA PROSPETTIVA DI UNA RIFORMA PROPORZIONALE CIASCUN PARTITO DEL CENTRODESTRA DOVRÀ MOSTRARE I MUSCOLI AL SUO ELETTORATO. E LA STESSA GIORGIA MELONI SI GIOCA TUTTO ANCHE A SPESE DEGLI JUNIOR PARTNER SALVINI E TAJANI IN CERCA DI RIMONTA" – LE DIFFERENZE DI VISIONE SULL’UCRAINA TRA LEGA E TAJANI E GLI SPIFFERI AMERICANI CHE INDICANO L’ITALIA COME UNO DEI PAESI SU CUI PUNTARE PER INFRANGERE L’UNITÀ EUROPEA IN NOME DELLA DOTTRINA MAGA...

Estratto dell'articolo di Flavia Perina per www.lastampa.it

 

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani foto lapresse

Conta il risultato, dice Giancarlo Giorgetti, ed è il mantra che da tre anni la maggioranza ripete ogni volta che si segnalano divergenze interne. Conta il risultato, conta il voto finale, e alla fin fine sull’Ucraina, sulla manovra, su tutto, la Lega ha sempre votato con gli altri e Forza Italia pure.

 

Molto rumore per nulla, scrivono i quotidiani d’area, tempesta in un bicchier d’acqua dicono i portavoce in coro. Tempi rispettati, corsa di fine anno come al solito, è sempre successo così. E tuttavia è proprio l’eccesso di rassicurazioni ad amplificare le sirene d’allarme che suonano da settimane. In sintesi: un 2026 a rischio Vietnam per il centrodestra. 

 

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani giancarlo giorgetti 3

Perché il 2026 è anno pre-elettorale, e nella prospettiva di una riforma proporzionale ciascuno dovrà mostrare i muscoli al suo elettorato. Perché Matteo Salvini non avrà un Ponte da magnificare nelle slide, e vai a vedere che pure sul Pnrr ferroviario non prenda una batosta, e dunque qualcosa dovrà inventarsi per muovere il consenso.

 

Perché Antonio Tajani è stato più volte chiamato a una prova di protagonismo e autonomia dalla famiglia Berlusconi, e non potrà più fare finta di niente. Perché la stessa Giorgia Meloni si gioca tutto e il “non sono ricattabile” con cui ha inaugurato il suo premierato dovrà essere confermato, anche a spese degli junior partner in cerca di rimonta.

 

GIORGIA MELONI STRETTA TRA SALVINI E TAJANI SU POLITICO

Ci sono almeno tre controprove della frana del patto di responsabilità che ha tenuto in asse la maggioranza per 36 lunghissimi mesi. La prima è il trucco da Prima Repubblica con cui la Lega si è aggiudicata una facile vittoria sul tema pensioni: ha mandato avanti un emendamento che non condivideva, ha lasciato che il Mef lo mettesse nero su bianco con la controfirma di Giorgetti, poi appena si sono accesi i riflettori ha fatto saltare il banco.

 

Poteva mettersi di traverso prima, bloccare tutto fin dall’inizio, ma non avrebbe raccolto il risultato a cui puntava: riqualificarsi come paladina dei diritti dei pensionandi, la forza coraggiosa che minacciando la crisi (ma figuriamoci!) è riuscita a rimettere in riga il governo.

 

MATTEO SALVINI - GIORGIA MELONI - ANTONIO TAJANI - MEME IN VERSIONE STUDIO GHIBLI

Il solo aver costretto Giorgia Meloni alle forche caudine di un vertice notturno, giovedì scorso, dopo il tour de force a Bruxelles su Ucraina e beni russi congelati, è già un successo dal punto di vista di Matteo Salvini: la prova generale di quel che potrà dire, fare, combinare nell’anno “delle mani libere” che si sta per aprire.

 

Il secondo riscontro alla prospettiva Vietnam è l’aperto conflitto esploso sul decreto Ucraina. Che esistessero convinzioni differenti lo si sapeva da un pezzo, ma mai era successo che idee diametralmente opposte sul ruolo dell’Italia fossero portate in pubblico attraverso interviste e dichiarazioni in dissenso. “Serve discontinuità”, dice apertis verbis Claudio Borghi, il miles gloriosus che Salvini manda avanti quando vuole dare segnali. E dunque aiuti civili e “strumentazioni solo difensive a differenza di quanto avvenuto finora”.

 

antonio tajani giorgia meloni matteo salvini

Servono “anche armi” controbatte Antonio Tajani parlando con La Stampa, e così anche il compromesso immaginato – un contorto paragrafo che possa essere liberamente interpretato un minuto dopo il voto – diventa banco di prova: misurerà la capacità di interdizione della Lega e il potere effettivo del suo leader. Vale la pena ricordare che fin dal suo debutto nel 2022 il governo di centrodestra ha presentato l’invio di armi all’Ucraina come ovvio atto di coerenza rispetto alle linee di politica estera del Paese. [...]

 

VORTICE DI MAGGIORANZA - IL GIORNALONE - LA STAMPA

Il terzo segnale è esterno. È nell’escalation degli attacchi russi alle istituzioni italiane. È negli spifferi americani che indicano l’Italia come uno dei Paesi su cui puntare per infrangere l’unità europea in nome della dottrina Maga. Indicano sollecitazioni alla nostra politica, ai nostri partiti, ai loro uomini e alle loro donne, e dunque nuovi terreni di scontro poco decifrabili ma concreti e densi di conseguenze. Nel 2026 anche questo potrà rivelarsi detonatore di guerriglie finora tenute a bada dai compromessi in cui la maggioranza è specialista: dire Vietnam magari è esagerato, ma la navigazione senza scosse degli ultimi tre anni è già adesso un ricordo, difficilmente potrà essere ripresa.

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani atreju 1antonio tajani matteo salvini giorgia meloni

Ultimi Dagoreport

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...