LEGA SLEGATA - SALE LA TENSIONE NEL CARROCCIO MENTRE MARONI TENTA L’OPA SUL PARTITO - IL CERCHIO MAGICO BOSSIANO FA QUADRATO SUL CAPOGRUPPO REGUZZONI, “BOBO SI RASSEGNI, QUELLA POLTRONA NON SI TOCCA” - DIVISI SU TUTTO (PURE SU TREMONTI), ORMAI È CHIARO CHE IL SENATUR ABBAIA, MA ALLA FINE RICUCIRÀ COL PATONZA, MENTRE L’EX MINISTRO DELL’INTERNO NON RINUNCIA ALL´IDEA DI UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE PER DIVORZIARE DA SILVIO: MA PER QUESTO SERVE UNA RIFONDAZIONE LEGHISTA: CON LUI AL COMANDO…

Rodolfo Sala per "la Repubblica"

«La guida del gruppo alla Camera non è in discussione, è meglio che Roberto Maroni si metta l´animo in pace e si impegni a combattere il governo Monti». È bastato un "vediamo", sussurrato dall´ex ministro dell´Interno a Lilli Gruber l´altra sera in tv, a scatenare la reazione furibonda di Marco Reguzzoni, presidente dei deputati leghisti. Quel "vediamo" valeva come risposta alla domanda che da almeno un mese, e cioè dalla fine dell´alleanza tra Berlusconi e Bossi, tiene banco dentro e fuori il Carroccio: ce la farà stavolta "Bobo" a prendere il posto di Reguzzoni e, soprattutto, a usare quella postazione per dare la scalata al movimento?

Già, perché nella Lega il problema non è tanto l´avvicendamento al gruppo della Camera: ma la leadership. Che Maroni vorrebbe contendere a Bossi. Il Bossi che attacca Berlusconi (l´ultima: è una «pecorella» pavida), ma che con l´ex premier, come è ormai chiaro nella galassia maroniana, vorrebbe ricucire. Il Bossi stanco e malato che starebbe condannando la sua creatura politica alla marginalità. E che induce i fedelissimi di Bobo a studiare una sorta di Opa sul partito.

Ecco perché l´iperbossiano Reguzzoni ha sganciato un siluro, proponendosi come fedele interprete del Bossi-pensiero: «Maroni voleva fare lui il capogruppo, ma è stato deciso diversamente». Sì, l´ha deciso il Capo, che per spiegare il suo "niet" ultimamente va ripetendo qualcosa che la dice lunga sullo scontro in atto nella Lega: «Maroni vuole farsi un suo partito».

L´accusa è pesante, e molto ha a che fare con l´iperattivismo di Bobo. Che da "semplice militante", come ricorda quasi con vezzo, sta girando con successo l´intero Nord, (oltre a occupare tutti i talkshow politici in tv).

Milano, Monza, Como, Treviso, sale strapiene che inneggiano a "Bobo", e lui che non perde un´occasione per mettere qualche puntino sulle "i": dalla Lega che «deve cambiare pelle» e rendere più credibile il profilo della propria azione politica, all´opposizione che «va allargata», con un maggiore coinvolgimento delle realtà produttive del Nord. Gli capita pure, spesso e volentieri, di fare il controcanto a Bossi e al cosiddetto "cerchio magico". Su Berlusconi, per esempio: se per l´Umberto è una «pecorella», per Bobo è «un combattente».

E poi sulla durata del governo: il segretario è convinto che non durerà fino al 2013, l´altro scommette che Monti andrà avanti fino alla conclusione naturale della legislatura (se così fosse, sarebbe pronto a chiedere la conta ai congressi della Lega ora bloccati). E non rinuncia all´idea di una nuova legge elettorale che possa finalmente sancire il divorzio definitivo dal Cavaliere. Obiettivi che tuttavia impongono una sorta di rifondazione leghista: con lui al comando.

C´è pure il caso Tremonti. Maroni continua a vedere come il fumo negli occhi l´ipotesi che l´ex ministro dell´Economia trovi casa nel Carroccio. Ipotesi caldeggiata dal Senatùr. Ieri pomeriggio l´"amico Giulio" si è fatto vedere in via Bellerio, dove ha incontrato il segretario federale. C´erano anche Calderoli, Cota, e Giorgetti: non Maroni, che ha lasciato il fortino del Carroccio dopo un faccia a faccia con il Capo. Per "Bobo", ma questa forse è solo una speranza, neppure Tremonti avrebbe una gran voglia di traslocare.

Qualcuno, tra i suoi fedelissimi, si produce in commenti al curaro: «Tremonti nella Lega? Dovrebbe prima giurare fedeltà alla Padania, voglio proprio vedere il presidente dell´Aspen Institute fare una cosa del genere...». E ancora: «Se viene da noi, dobbiamo prenderci anche Milanese?». Ma il fatto che l´ex titolare di via XX Settembre venga accolto in via Bellerio proprio all´indomani della nuova avance di Bossi, può essere un passo verso il suo possibile ingresso nella Lega. E questo Maroni proprio non lo vuole. Come non vuole tirare troppo la corda con Bossi.

Sempre ieri, c´è stata una lunga chiacchierata tra i due. Maroni ha volutamente ignorato la dichiarazione di guerra di Reguzzoni e rassicurato il Capo: lui va dove la base lo chiama, sono iniziative della Lega e "non personali", cose utili per i militanti "che ti adorano".

E sul capogruppo? Maroni adesso fa di necessità virtù e cerca di convincersi che forse è meglio continuare la sua battaglia interna privo di galloni. Sarà un caso, ma proprio ieri il "semplice militante" ha inaugurato un già frequentatissimo profilo su Facebook: zeppo di incitamenti ad «andare avanti».

 

BOSSI E MARONI ILLUSTRAZIONE - SECESSIONE BOSSI E MARONIBOSSI - MARONIRenato Calderoli Calderoli MARCO REGUZZONI TREMONTI E BERLUSCONI AL G VENTI

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