giovanni leone al sadat

UN LEONE NEL FANGO – NORDIO: "40 ANNI FA L’ALLORA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ANNUNCIO’ LE DIMISSIONI – ESTRANEO ALLO SCANDALO LOCKEED, IL DEMOCRISTIANO LEONE RESTO’ VITTIMA DI GIOCHI DI PARTITO E DI ILLAZIONI DI STAMPA - 'L'ESPRESSO' (CON CAMILLA CEDERNA) SI SEGNALÒ PER LA SUA PETULANZA AGGRESSIVA. SOLO I RADICALI TROVARONO IL CORAGGIO DI SCUSARSI" - VIDEO

 

Carlo Nordio per “il Messaggero”

 

GIOVANNI LEONE AL SADAT

Quaranta anni fa gli italiani assistevano, alcuni con indifferenza benevola, altri con compiacimento grifagno, a un fatto nuovo e sconcertante: le dimissioni del Presidente della Repubblica Giovanni Leone. Una storia sintomatica delle deviazioni e delle patologie della nostra imperfetta democrazia.

 

Giovanni Leone era uno più illustri giuristi italiani. Nato a Napoli nel 1908, a ventisette era già docente universitario. Democristiano convinto, era stato membro della Costituente, e parlamentare in tutte le legislature. Godeva di alto prestigio per la sua autorevolezza accademica, appena temperata da una bonarietà che talvolta indulgeva al pittoresco.

 

PROTEZIONE

Non apparteneva alle correnti del partito, e quindi non godeva di protezione, oltre a quella delle sue riconosciute capacità: quando la Dc non sapeva levarsi dai pasticci in cui la ingolfavano i suoi vertici, chiamava Leone a costituire un governo balneare. Questa indipendenza, alla fine, gli costò la carica.

 

giovanni leone andreotti

Nel 1976 scoppiò lo scandalo della Lockheed, un' impresa aeronautica che aveva venduto a mezzo mondo aerei di grande efficienza. L' Italia aveva acquistato alcuni Hercules, e quando si seppe che l' azienda aveva pagato cospicue tangenti ai vari governi acquirenti, i sospetti si riversarono sui nostri politici al potere. L' inchiesta americana appurò che, tramite un certo antilope cobbler, questi denari erano finiti ad alcuni militari, ministri e faccendieri.

 

VULNERABILE

 Tra questi ultimi vi erano i fratelli Lefèbvre, di cui Leone era amico, e questo bastò a renderlo vulnerabile. Ma furono sospettati anche altri ministri: Moro, Andreotti, Rumor, Gui e Tanassi.

 

giovanni leone corna

Moro si difese sostenendo di non saper nemmeno cosa fosse la Lockheed. Un' affermazione che, se veritiera, avrebbe dimostrato il deplorevole provincialismo del suo autore, visto che la fabbrica era notissima per le sue straordinarie produzioni spaziali e militari. Il suo U2, l' aereo spia abbattuto sui cieli di Sverdlovsk nel Maggio del 1960, aveva scatenato le ire di Kruschev e determinato l' annullamento dell' incontro con il presidente Eisenhower; e il suo F104 equipaggiava da anni la nostra Aeronautica Militare. Bastava leggere i giornali perché quel nome ti restasse impresso per sempre.

 

Ma, a parte rare e lodevoli eccezioni, i nostri notabili democristiani avevano una cultura essenzialmente parrocchiale, ed erano più sensibili ai voti di sacrestia che alle grandi questioni internazionali. Rumor - il maggior sospettato - fu salvato dalla Commissione Inquirente. Quanto ad Andreotti, svicolò dalla polemica con soavità vescovile e sorniona indifferenza ciociara.

 

Furono rinviati a giudizio Tanassi, Gui, e altri personaggi minori. Tutti, tranne Gui, sarebbero stati condannati, peraltro a pene assai blande.

 

Leone rimasto estraneo all' inchiesta, rimase però solo nel suo partito, che lo abbandonò per meschini interesse di baratteria elettorale. Fu una pagina buia per la DC, ma anche per il giornalismo italiano, che si tuffò in questo fango di contumelie e di allusioni con la più turpe e maramaldesca morbosità.

 

ACHILLE LAURO GIOVANNI LEONE

L' Espresso si segnalò per la sua petulanza aggressiva, ma non fu il solo. Altri quotidiani e rotocalchi sbeffeggiarono l' anziano presidente, la sua elegante consorte e persino i suoi figli.

 

ALLUSIONE

Un giornalista arrivò al pettegolezzo che «gli occhi di donna Vittoria ricordassero quelli dell' Antilope»; un altro fece un' univoca allusione alle scarpe scamosciate della first lady; altri scesero a illazioni più ridicole. Il partito comunista, che all' occorrenza sapeva abbandonare il suo plumbeo grigiore moscovita per assumere toni di eccitata grossolanità, sfruttò con la solita sapiente spregiudicatezza questa lotta intestina.

Carlo Nordio

 

Leone non era mai piaciuto alla sinistra, un po' per la sua indipendenza di giudizio, un po' per la sua storia universitaria (era stato, come del resto Fanfani e tutti i docenti iscritto al partito fascista) e soprattutto perché la sua elezione era stata determinata anche dai voti del Movimento Sociale.

 

henry kissinger giovanni leone aldo moro rome 1975

Per di più la sua rimozione avrebbe liberato un posto riservato, nella redistribuzione delle cariche, a un esponente della sinistra. L' elezione di Pertini, indiscussa la caratura morale del personaggio, fu infatti salutata dal Pci come una Glorious Revolution di Redenzione Resistenziale.

 

INGRATITUDINE

GIOVANNI LEONE E UN GIOVANE SILVIO BERLUSCONI

Così, il 15 Giugno del 1978, Giovanni Leone annunciò le sue dimissioni. Non gli fu nemmeno risparmiata l' umiliazione di impedirgli la lettura integrale del messaggio di commiato: mai l' untuosità farisaica aveva raggiunto livelli di così vergognosa ingratitudine. Il vecchio professore ritornò ai suoi studi e, dopo una congrua decantazione, rientrò, sommessamente, alla vita politica, e contribuì, inascoltato, alle proposte di riforma del processo penale.

 

Incidentalmente, non sappiamo se l' indirizzo dell' attuale governo, che subordina la sospensione della prescrizione a una nuova riforma, riprenderà o meno in mano l' opera di Giovanni Leone.

 

GIOVANNI LEONE CON MOGLIE E FIGLI

Il giudizio complessivo della vicenda è quello di una sconfortante combinazione di una stampa spregiudicata e malevola, e di una politica ancor più cinica e truffaldina. Questa stessa combinazione avrebbe portato, quindici anni dopo, alla dissoluzione dello scudocrociato e all' umiliazione pubblica del suo segretario Forlani, corroso dalle bavette labiali davanti all' aggressività dell' incalzante Di Pietro e alla implacabile fissità delle telecamere.

 

CONTRAPPASSO

GIOVANNI LEONE CON MOGLIE E FIGLI

Un significativo contrappasso per una classe dirigente che aveva rinnegato i suoi elementi migliori.

Con l' andar del tempo, le accuse e le illazioni a carico di Giovanni Leone si dimostrarono quello che tutti sapevano fin dall' inizio: un mélange di pettegolezzi di bottega e di calunnie programmate. Tuttavia nessuno fece ammenda. Soltanto i radicali, che erano stati i più severi critici del Presidente, e probabilmente gli unici in buona fede, trovarono il coraggio di scusarsi: Marco Pannella ed Emma Bonino ammisero pubblicamente di avere esagerato.

 

pannella bonino

Ma gli altri , compresi i maestri di vita e di pensiero, rimasero in verecondo silenzio. E purtroppo la lezione non è stata imparata. In tempi recenti, la parlamentare Ilaria Capua, una delle nostre scienziate più prestigiose, è stata costretta alle dimissioni, nell' indifferenza codarda e colpevole dei suoi colleghi, a seguito di un' inchiesta assurda e di un' altrettanto sciagurata aggressione mediatica. Nel nostro infelice e meraviglioso Paese le prediche sulla legalità sono inversamente proporzionali alle garanzie dei diritti dei cittadini. Purtroppo questa sconcezza non è ancora finita, e non sappiamo nemmeno se e quando finirà.

pannella bonino Giovanni Leone

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