“LIBERO” DI FARE BUNGA - BECHIS: “L’ITALIA STAVA MEGLIO COL BERLUSCONI DEI FESTINI CHE COL RENZI CHE REGALA 80 EURO - L’ITALIA DEL BUNGA-BUNGA ERA UN MODELLO ECONOMICO IN EUROPA E L’INCHIESTA RUBY HA BRUCIATO 500 MILIARDI”

Franco Bechis per “Libero Quotidiano”

berlusconi rubyberlusconi ruby

 

Gli italiani saranno anche stati scandalizzati da quel che emergeva dalle inchieste giudiziarie dell’epoca sulla vita privata di Silvio Berlusconi, ma è un fatto che l’Italia del bunga-bunga fosse una sorta di Eldorado rispetto a quella oggi capitanata da Matteo Renzi. Allora si rise, e si accusò il governo di centrodestra di sottovalutare la crisi economica con ingiustificate iniezioni di ottimismo. Ma i dati macroeconomici degli ultimi giorni di Berlusconi erano tutti enormemente migliori degli attuali.

 

Oggi siamo tutti più poveri di allora, centinaia di migliaia di persone hanno perso il lavoro. Milioni di italiani hanno perso sensibilmente il reddito netto portato a fine anno in famiglia: stavano meglio con il Berlusconi dei festini notturni che col Renzi che regala 80 euro al mese. Erano più ricchi allora di oggi. Non solo: erano più virtuosi di oggi anche rispetto a quanto avveniva in media nei Paesi dell’area dell’euro.

berlusconi ruby berlusconi ruby

 

L’Italia del bunga-bunga era un modello economico in Europa, ed oggi ha perso numerose posizioni rispetto al 2011. Il debito pubblico lasciato da Berlusconi al suo successore Mario Monti era di 1883,7 miliardi di euro, e rappresentava il 119,6% del Pil. Il dato ufficiale dell’Italia di Renzi alla stessa epoca del 2014 era un debito pubblico assoluto di 2.134 miliardi di euro - 250,2 miliardi più di allora - che valevano il 131,8% del Pil.

 

Oggi il rapporto debito/Pil dell’Italia è 39,7 punti percentuali superiore a quello della media della area euro. Alla fine del governo Berlusconi era 32,2 punti. La distanza dall’Europa è aumentata di 7,5 punti percentuali. L’ultimo trimestre di Berlusconi il Pil italiano era cresciuto dello 0,8%, nello stesso trimestre (il terzo 2014) con il governo Renzi è sceso dello 0,5%. L’Italia faceva peggio dell’area dell’euro di 0,9 punti percentuali.

 

MINETTI FEDE MORA BERLUSCONI RUBY BUNGA MINETTI FEDE MORA BERLUSCONI RUBY BUNGA

Oggi fa peggio di 1,4 punti percentuali. La produzione industriale oggi è lontana di 2 punti dalla media dell’area dell’euro. Allora era peggiore solo di 0,8 punti di quella media. La disoccupazione dell’Italia a fine ottobre 2011 era all’8,5%, ed era migliore di 1,8 punti della media dei Paesi dell’euro, che era 10,3%.

 

La disoccupazione a gennaio 2015 è del 12,6%, ed è peggiore della media dell’area dell’euro, che è 11,2%. Il dato italiano è peggiorato quasi del 50% fra il bunga-bunga e Renzi, e da Paese virtuoso per mantenimento di posti di lavoro siamo diventati uno dei peggiori paesi d’Europa per la perdita di posti. I numeri saranno un po’ noiosi, ma necessari a capire cosa sia accaduto che ha fatto precipitare l’Italia così in basso.

 

AL TRIBUNALE DI MILANO PER LA SENTENZA BERLUSCONI RUBY AL TRIBUNALE DI MILANO PER LA SENTENZA BERLUSCONI RUBY

E buona parte di quella responsabilità - magari unita alla scarsa capacità di governo di chi si è alternato in questi anni a palazzo Chigi e dintorni - è dovuta proprio agli effetti macroeconomici di quella inchiesta sul bunga-bunga che ha distrutto l’immagine internazionale dell’Italia, terremotato i mercati e le finanze pubbliche su basi giuridiche del tutto inesistenti come ha appurato definitivamente la Corte di Cassazione italiana. Un danno pazzesco, che ha toccato le tasche degli italiani in modo preponderante, ma che ha provocato guai anche nei bilanci degli altri paesi europei.

 

Un terremoto che ha bruciato quasi 500 miliardi di euro, un terzo della ricchezza del paese. E’ il costo indotto della inchiesta sul bunga-bunga, la tassa Ilda Boccassini che gli italiani e perfino gli europei volenti o nolenti hanno dovuto pagare. Il lungo excursus sui dati macroeconomici dell’Italia è utile per capire come la bufera finanziaria che ha travolto il Paese nell’estate del 2011 non fosse dovuta alla situazione economica dell’Italia: tutto andava assai meglio di oggi, e il paese era più in linea di oggi alla media dell’area dell’euro.

 

AL TRIBUNALE DI MILANO PER LA SENTENZA BERLUSCONI RUBY AL TRIBUNALE DI MILANO PER LA SENTENZA BERLUSCONI RUBY

Fu proprio il bunga-bunga a fare ritenere Berlusconi "unfit" (inadatto) a governare sia nelle cancellerie della diplomazia internazionale che nelle principali sale operative delle finanze. Le Olgettine avevano indebolito il premier italiano in ogni modo, e l’attacco al Paese serviva per provare questa debolezza (e qualcuno sperava che con quella leva fosse possibile fare saltare l’euro) e cambiare cavallo.

 

La perdita di capitalizzazione della borsa italiana in quel periodo fu superiore ai 100 miliardi di euro, anche se le quotazioni poi si riebbero nelle ultime settimane dell’anno. Per fare fronte all’attacco speculativo nato sul bunga-bunga dovette scendere in campo la Bce, che fra l’agosto del 2011 e il febbraio 2012 dovette incrementare il proprio portafoglio di titoli di Stato a difesa dell’euro di 148,9 miliardi di euro, acquistando in gran parte titoli italiani (il resto erano greci, irlandesi, portoghesi e spagnoli).

 

berlu-rubyberlu-ruby

Di fronte all’attacco fra luglio e dicembre 2011 prima il governo Berlusconi e poi quello di Mario Monti imposto internazionalmente e messo in sella con forza dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, hanno dovuto varare ben 4 manovre finanziarie. Complessivamente sono ammontate a 205,9 miliardi di euro: 49,1 miliardi nel 2011, altri 75,6 nel 2012 e 81,2 nel 2013.

 

A questo naturalmente si aggiunge il costo dello spread schizzato su di 400 punti base con le ovvie conseguenze sul debito pubblico italiano. Monti sostenne che ogni 100 punti a regime di avrebbe avuto un effetto di 20 miliardi di euro sulla gestione del debito. Quei 400 punti schizzati all’improvviso valevano dunque 80 miliardi di euro.

 

BERLUSCONI TRA RUBY MINETTI PASCALE BERLUSCONI TRA RUBY MINETTI PASCALE

Con il cambio di cavallo politico durante il 2012, e poi più sensibilmente nel 2013 e nel 2014, lo spread è sceso, e quindi quel calcolo teorico a regime dovrebbe essere virtuale. Alcuni economisti hanno calcolato in circa 30 miliardi l’effetto netto sulle aste di titoli ormai fatte (che non risentono quindi dello spread in discesa), a questa cifra dovrebbe essere sommato anche il surplus dello spread in discesa, ma comunque assai superiore a quello di giugno 2011. Si dovrebbe arrivare a una cifra vicina a 50 miliardi di euro reali. E così siamo assai vicini a 500 miliardi di bunga bunga.

 

BERLUSCONI PER RACCONTARE IN TV IL CASO RUBY BERLUSCONI PER RACCONTARE IN TV IL CASO RUBY

 

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…