zingaretti

“LIBERO” ROTTAMA ZINGARETTI: “QUANDO PARLA DELL'AZIONE DEL GOVERNO LO FA SEMPRE COME SE FOSSE UNO SPETTATORE. È UNA TECNICA PERCHÉ NESSUNO GLI ADDEBITI LA PARALISI DELL'ESECUTIVO, DALLA CUI RESPONSABILITÀ INVECE NON SI PUÒ SFILARE. DA QUALUNQUE PARTE SI GUARDI, IL SEGRETARIO TROVA QUALCUNO MIGLIORE DI LUI PRONTO A FARGLI LE SCARPE. AL GOVERNO, E PRESSO IL QUIRINALE, FRANCESCHINI CONTA PIÙ DI LUI. IN EUROPA, SASSOLI HA PIÙ PESO DI LUI E IN COMMISSIONE, BASTA IL FELPATO GENTILONI A OSCURARLO…”

Pietro Senaldi per “Libero quotidiano”

 

LUIGI ZANDA NICOLA ZINGARETTI

Il segretario dei Dem è piuttosto agitato. Lo si capisce dalle dichiarazioni che rilascia in questi giorni, più stralunate del solito, insensate e masochiste quanto un viaggio da Roma a Milano per prendere un aperitivo ai tempi del Covid-19. Ieri, per aggravare la situazione della ministra dell'Istruzione Azzolina, ha proposto di tenere lezioni in teatri e musei a partire da settembre, ma anche di costruire tecnostrutture sul territorio da adibire ad aule e trasformare poi in palestre, quando l'epidemia sarà un ricordo. Questo perché la scuola, ha spiegato, «ha bisogno di certezze».

 

nicola zingaretti mascherina

Il giorno prima si era spinto oltre. Nel goffo tentativo di sdrammatizzare gli effetti della crisi, era riuscito a dire che gli italiani «hanno l'ossessione di guardare solo agli elementi negativi, senza accorgersi delle opportunità create dalla crisi, come coloro che continuano a lamentarsi di aver sete anche quando l'acqua è arrivata».

 

Per inciso, l'acqua a cui alludeva il segretario sono i quattrini dell'Europa, che nessuno vedrà prima della fine dell'anno. Mentre le opportunità sarebbero l'economia verde, la tecnologia nelle aziende, la mobilità sostenibile, l'industria 4.0 e l'istituzione di un Consiglio Nazionale per l'industria. La narrazione del segretario dei dem sulle attività del governo è più retorica e inconcludente di quella di Conte, tant' è che in un attimo di resipiscenza è lo stesso leader a dire che «serve concretezza e bisogna chiudere i troppi dossier aperti sul tavolo del governo».

NICOLA ZINGARETTI

 

LA STRATEGIA

Zingaretti è il capo della seconda forza della maggioranza, ma quando parla dell'azione del governo lo fa sempre come se fosse uno spettatore e la cosa lo riguardasse solo tangenzialmente. È una tecnica perché nessuno gli addebiti la paralisi dell'esecutivo, dalla cui responsabilità invece non si può sfilare. Il fatto è che, da qualunque parte si guardi, il segretario trova qualcuno migliore di lui pronto a fargli le scarpe. A settembre si voterà in sei Regioni e la sinistra rischia di portarne a casa solo due.

 

nicola zingaretti

Il Veneto, feudo personale di Zaia, è perso. La Liguria, unica regione dove M5S e Pd sono riusciti ad accordarsi un candidato comune, il giornalista del Fatto Quotidiano Ferruccio Sansa, già vicino di casa di Grillo con vista mare e figlio di un sindaco eletto grazie ai Ds, è quasi del tutto compromessa. Restano contendibili Puglia, Marche, Campania e Toscana. Nelle prime due la sinistra, che ha la presidenza uscente, è in svantaggio. Nelle altre due, un'eventuale vittoria dei Dem non andrebbe a merito del segretario bensì di Renzi in quel di Firenze e del candidato De Luca a Napoli.

 

Due figure forti che fanno ombra al segretario, il quale invece porterebbe il peso della responsabilità di una sconfitta in Puglia, per non aver saputo tenere unita la coalizione, e nelle Marche, per aver perso un fortino da sempre presidiato con successo. Qualora invece Emiliano ribaltasse i pronostici e riuscisse a farsi riconfermare nel tacco d'Italia, tutti i meriti andrebbero al corpulento governatore.

nicola zingaretti a milano

 

Renzi è conscio della propria debolezza e ha smesso di terremotare la maggioranza in attesa di tempi più opportuni. I grillini sono stati ammazzati da Grillo e aspettano di consegnarsi a Conte. Il Pd, benché ormai non abbia più quasi nessun esponente di rilievo, è invece senza pace. Al governo è tutto un vorrei ma non posso, i dem sono paralizzati dall'alleato pentastellato e tenuti in disparte dall'onnipresente premier.

 

Chi governa il territorio, dall'emiliano Bonaccini al bergamasco Gori fino al milanese Sala, avverte il disagio di non essere rappresentato adeguatamente a Roma e un giorno sì e l'altro pure tira strattoni nella speranza di ridestare il segretario o di farlo cadere una volta per tutte. Il sindaco orobico ha perfino detto una volta che i Dem dovrebbero dare spazio agli amministratori locali, rendendo palese che nel partito nessuno si ricorda neppure che Zingaretti è anche presidente del Lazio.

 

NON TOCCA PALLA

nicola zingaretti all'aperitivo dei giovani pd a milano

È vero che il supposto leader, la cui forza dovrebbe essere tessere dalle retrovie la tela del potere, in realtà tocca poche palle. Al governo, e presso il Quirinale, Franceschini conta più di lui. Nelle riunioni tra le Regioni, il suo ruolo partitico lo relega ai margini. In Europa, perfino Sassoli, in quanto presidente del Parlamento di Strasburgo in quota Pse, ha più peso di lui e lo mette in ombra, mentre in Commissione, basta il felpato e letargico Gentiloni a oscurarlo.

 

nicola zingaretti stefano bonaccini

A differenza del fratello Luca, Nicola è ancora un personaggio in cerca d'autore, e di autorevolezza. Non sa come sfuggire a un destino che sembra segnato, quello di finire lesso nel calderone di una maggioranza in perenne ebollizione. Zingaretti è indaffarato a non far scoppiare la pentola a pressione. Se l'opera gli riuscirà, avrà preparato un pasto che poi si mangerà qualcun altro al posto suo. Se invece fallirà, né uscirà con le penne bruciate.  

Nicola Zingaretti Luigi Di Maio Giuseppe Conte

Ultimi Dagoreport

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…