1. LA POLITICA ESTERA DEL BULLETTO DI RIGNANO È ORMAI UNA BRILLANTE COLLEZIONE DI FIGURE DI MERDA. A WASHINGTON DA OBAMA HA PRESO UNA PORTA IN FACCIA SULLA LIBIA E HA PURE DOVUTO SMOLLARE IL PROLUNGAMENTO DELLA MISSIONE ITALIANA IN AFGHANISTAN 2. A BRUXELLES, SULL’IMMIGRAZIONE HA PRETESO UN CONSIGLIO D’EUROPA CHE ALLA FINE CI HA DATO UNA MANCETTA PER L'INUTILE TRITON E PER IL RESTO NESSUN IMPEGNO CONCRETO

RENZI  OBAMA E GLI ERRORI NELLA DEDICA SUL LIBRO OSPITI DELLA CASA BIANCA RENZI OBAMA E GLI ERRORI NELLA DEDICA SUL LIBRO OSPITI DELLA CASA BIANCA

DAGOREPORT

 

Meno male che ci sono i giornaloni italiani a tenere allegro Matteo Renzi. Perché solo loro non si sono accorti di quanto sia stato fallimentare il bilancio della missione del nostro premier alla Casa Bianca, la scorsa settimana.

 

Un flop che va aggiungersi ad altri due “bagni”: quello con l’Europa sulla questione immigrati e quello con l’Onu sulla Libia. Un “triplete”, per dirla con linguaggio calcistico, ma all’incontrario. E su tutto è arrivata la notizia della morte di Giovanni Lo Porto per mano americana, gestita dalla Casa Bianca con evidente nulla considerazione del nostro governo.

RENZI E OBAMA RENZI E OBAMA

 

Ambienti diplomatici garantiscono che a Washington, la scorsa settimana, l’amministrazione Obama non ha fatto un fiato con la delegazione italiana sul triste destino del nostro concittadino. E la motivazione non sarebbe delle più confortanti: non siamo visti come sufficientemente affidabili nel gestire informazioni riservate e siamo stati trattati come bambini a cui si dicono le cose con cautela e in grande ritardo.

 

RENZI E OBAMA  RENZI E OBAMA

In sostanza, Obama non sapeva come avrebbe reagito Renzi di fronte all’anticipazione della notizia di Lo Porto. Non si è fidato di lui. E così ha preferito farlo ripartire per Roma come nulla fosse e informarlo poi con tutte le cautele all’ultimo momento.

 

Certo è che al di là delle foto, delle pacche e delle bottiglie di vino, Barack Obama si è confermato un cliente ostico per il nostro premier spaccone. Infatti che cosa ha portato a casa di concreto Renzi da Washington? La risposta è uno zero spaccato, a meno che si vogliano scambiare per un fatto importante le parole gentili sulle nostre famose riforme o i ringraziamenti per il vino toscano.

 

soccorsi mediterraneo 1 strage migrantisoccorsi mediterraneo 1 strage migranti

Renzi voleva ottenere da Washington un’investitura ufficiale sulla Libia per l’Italia perché sogna che il nostro Paese si metta al comando di una missione internazionale che riporti un minimo di ordine nel caos di Tripoli (città natale del capo dell’Aise, Alberto Manenti, che si picca di conoscere bene il paese).

 

Belle (e vane) speranze. Obama non ha concesso alcuna leadership all’Italia e ci ha solo chiesto rinnovato impegno nella regione. In compenso, il presidente americano ha ottenuto che l’Italia mantenga il suo contingente a Herat in Afghanistan per sei mesi in più, fino alla fine dell’anno. Non c’è che dire, per Renzi proprio un bel capolavoro. E anche alla richiesta di armare i nostri droni la risposta è stata picche.

soccorsi mediterraneo strage migranti copiasoccorsi mediterraneo strage migranti copia

 

Ma l’Italia di Renzi è anche in prima linea sulla questione immigrati, alla quale è stato dedicato il Consiglio europeo straordinario di ieri. Dopo le chiacchiere dei giorni scorsi, la montagna ha partorito il classico topolino. Ci viene data la “mancetta” di un triplicamento dei (pochi) fondi per l’operazione Triton, non viene affrontato il problema della gestione dei flussi immigratori e non ci sono impegni concreti su accoglienza e interventi di prevenzione. In più verremo “assistiti” da una task force europea per il fotosegnalamento dei migranti, tanto per far capire quanto si fidano di noi come poliziotti.

GIOVANNI LO PORTO GIOVANNI LO PORTO

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Il terzo flop renziano è con l’Onu. L’Italia voleva l’autorizzazione per invadere le acque libiche e bombardare i barconi degli scafisti, ma il Palazzo di Vetro non ha concesso un bel nulla. Per la serie “Arrangiatevi”. Vedremo se succederà qualcosa la prossima settimana con l’incontro tra Renzi e Ban Ki-moon. Ma certo che alla stessa Farnesina sono in molti a essere convinti che il premier avrebbe dovuto puntare dritto sull’Onu, evitando di farsi illusioni con Bruxelles.

ROMANO PRODI E ENRICO LETTAROMANO PRODI E ENRICO LETTA

 

Chissà come assistono con divertimento a questi insuccessi internazionali due volpi come Romano Prodi ed Enrico Letta (lui sì creò un buon rapporto con Obama), che dai loro eremitaggi aspettano solo la caduta di Renzi.

 

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